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    10
    lug.
    2012

    11 luglio | Africo (RC) | Oliviero Beha ospite di Tabularasa

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    oliviero_beha

    Mercoledì 11 Luglio alle ore 21, in Piazza municipio ad Africo, sul palco salirà Oliviero Beha a parlarci del “viaggio”, il tema che la manifestazione affronterà nelle decine di appuntamenti insieme a oltre cento ospiti. E Africo è una terra e un popolo in viaggio, nel vero senso del termine, visto che dal ‘51 l’intero paese è stato spostato dal cuore dell’Aspromonte fin sulle rive dello Ionio. E di dove Africo, e la Locride, andranno o vorrebbero andare, Beha ne parlerà con l'inviato del Tg1 Leonardo Metalli e con Leopoldo Lombardi presidente dell’AFI che riunisce le case discografiche indipendenti italiane. Con loro si discuterà dell’influenza della musica e delle prospettive anche economiche che essa apre. Poi salirà sul palco Francesco Munzi, giovane e pluripremiato regista romano che sta realizzando in Calabria la sua terza pellicola e che vive nella Locride ormai da due anni, ci

    dirà della sua scelta, difficile, di coinvolgere la gente del posto in un film e della sua sfida di portare gli adolescenti calabresi davanti a una telecamera.
    Del viaggio secolare del popolo calabrese narrerà Mimmo Gangemi, scrittore fra i più importanti del panorama italiano ma legatissimo alla sua terra d’origine, Santa Cristina D’Aspromonte, e autore di una saga familiare sull’emigrazione in America, La Signora Di Ellis Island. Del viaggio disperato e disperante di una intera generazione calabrese parlerà poi Gioacchino Criaco, che è ben conosciuto
    dal nostro pubblico. La serata è stata resa possibile dal lavoro in sinergia di “Strill.it” e de “laRiviera”, metafore di un’informazione che si sposta, s’incontra e incontra il territorio che è la vera linea guida di un nuovo e moderno sistema informativo. Fondamentale è stato anche l’apporto del promoter musicale  internazionale Bruno Bruzzaniti, impegnato nel settore da più di trent’anni e che nel momento attuale ha deciso di impegnarsi fortemente per la
    sua terra portando avanti il progetto di un grande festival della musica indie da realizzarsi nella Locride. Altri ospiti presenti in platea verranno di volta in volta chiamati a partecipare alla discussione, perché protagonista sarà il territorio in tue le sue sfaccettature, le contraddizioni, le idee, i problemi
    ma anche le energie che gli covano in grembo. E sarebbe bello vedere ad Africo tanti locridei, per parlare e per parlarsi. Per  essere per una volta al centro della discussione, grazie alla cultura e senza cronaca nera.

    AGENZIE ANSA
    LEGALITA': GRATTERI, OGGI 'NDRANGHETA PIU' RICCA E ARROGANTE. PRIMA SERATA DI TABULARASA CON IL PROCURATORE AGGIUNTO DI REGGIO CALABRIA

    (ANSA) – REGGIO CALABRIA, 7 LUG – “Oggi la 'ndrangheta e'
    più arrogante di vent'anni fa perché è più ricca proprio grazie al controllo del commercio di cocaina”. A dirlo è stato
    il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri,
    intervenendo alla serata di apertura di TabulaRasa 2012, il
    contest estivo di Strill.it giunto alla terza edizione e che
    quest'anno si tiene quest'anno in diversi centri della provincia
    reggina e che ha riscosso un grande successo.
    Il tema dei soldi è stato il filo conduttore della prima
    serata che ha visto sul palco, in una piazza Italia gremitissima
    di persone insieme ai direttori Giusva Branca e Raffaele
    Mortelliti, l'intervento di Gratteri.
    “In alcuni luoghi – ha detto il magistrato – la 'ndrangheta
    ha comprato tutto cio' che era in vendita, è molto presente in
    tanti paesi europei e nordamericani, soprattutto nei settori
    dell'edilizia, ristorazione e crediti bancari. Le mafie non sono
    un corpo estraneo alla società la 'ndrangheta e' qui tra di
    noi, esiste perché ha il consenso popolare. Ed anche la
    pubblica amministrazione è piena di 'ndrangheta. I capi mafia
    non stanno piu' sulle montagne”.
    “Nonostante tutti gli sforzi che facciamo – ha proseguito
    Gratteri – riusciamo appena a pareggiare la partita. Non voglio
    scoraggiare la gente ma con questo sistema giudiziario e con
    questo sistema scolastico non sconfiggeremo mai le mafie. E'
    necessario riformare il codice penale. Con un sistema
    giudiziario migliore potremmo abbattere le mafie dell'80% nel
    giro di 5 anni”.
    Alla fine, “stuzzicato” da un paio di domande, Gratteri ha
    ammesso: “Si, alcuni miei colleghi sono invidiosi della mia
    popolarità e del fatto che io sia richiesto in convegni e
    televisioni, ma io delle mie ferie faccio ciò che voglio e,
    soprattutto, vado ovunque gratis. Qualcuno, invece, si aspetta
    il cachet per salire su palchi come questo”.(ANSA).

    GIUSTIZIA: GRATTERI, A TORINO 17 TRIBUNALI IN 20 CHILOMETRI
    (ANSA) – REGGIO CALABRIA, 7 LUG – “Vanno di moda i tagli ma
    io ne parlavo già dieci anni fa. Vogliono tagliare i Tribunali
    in Calabria, ma nessuno sa che alla Corte d'Appello di Torino ci
    sono 17 Tribunali a 20 chilometri l'uno dall'altro”. Lo ha
    detto il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola
    Gratteri, partecipando alla serata inaugurale di Tabularasa, la
    manifestazione estiva sui temi della legalità giunta alla sua
    terza edizione.
    “Sono questi – ha aggiunto – i veri sprechi. Se ne
    potrebbero chiudere almeno dieci. Non possiamo continuare a
    pensare di vivere sulle spalle della pubblica amministrazione
    senza produrre nulla. Non è possibile che nella pubblica
    amministrazione ci siano 5 persone che si ammazzano di lavoro e
    5 che passeggiano. Non siamo alla fame stiamo solo sprecando un
    po' di meno. Se fossimo alla fame saremmo già alla rivoluzione.
    Ma non credo che questo accadrà”.
    “Ovviamente i soldi in Calabria – ha concluso Gratteri -
    arrivano anche dai proventi della cocaina. L'indotto del
    narcotraffico è enorme”.(ANSA).

    PROVINCE:RAFFA A 'TABULARASA',UN ERRORE CITTA' METROPOLITANA
    PIU'POSSIBILISTA SINDACO ARENA,'NON E' BALZELLO,LA REALIZZEREMO'
    (ANSA) – REGGIO CALABRIA, 8 LUG – Giuseppe Raffa, presidente della Provincia di Reggio Calabria, ente che dal primo gennaio 2014 dovrebbe spirare per convergere nella Città metropolitana, ha espresso giudizi fortemente critici sulla scelta del Governo di accelerare i tempi dell'istituzione per decreto di questo organismo. “Le Città metropolitane non possono nascere per decreto – ha detto Raffa a Reggio Calabria durante la seconda serata di Tabularasa, il contest organizzato dal quotidiano on line Strill.it – soprattutto dopo che per oltre 20 anni, dalla loro introduzione normativa, non è stato fatto nulla. Le Città metropolitane presentano, ovviamente, forti chanches di sviluppo, in prospettiva, ma queste passano necessariamente attraverso degli standard che essa deve avere e che il nostro territorio non possiede neppure lontanamente. Parlo di servizi, trasporti, raccolta differenziata, ma anche di omogeneizzazione tra porzioni del territorio distantissime le une dalle altre. Se ancora oggi per raggiungere Monasterace, l'ultimo Comune sulla fascia ionica, servono due ore e mezzo, allora vuol dire che stiamo parlando di fantasia, di un qualcosa che non c'é e tutto ciò i cittadini non lo capiscono”. “La gente – ha detto ancora Raffa – soprattutto in un momento delicato come questo, ha necessità di comprendere chiaramente che tipo di vantaggio potrebbe loro derivare dalla Città metropolitana. Altrimenti, a ragione, se ne disinteressa, perché vive ogni giorno problemi ben più seri”. Dal palco il sindaco di Reggio, Demetrio Arena, ha assunto, invece, una posizione più morbida. “Oggi – ha detto – non possiamo guardare al problema Città metropolitana e giudicarlo come un balzello sol perché è intervenuta la scure del Governo che ha accorciato i tempi per la sua realizzazione. Le altre città sono ferme al palo come noi. Solo Bologna è riuscita ad andare avanti in un percorso delineato dalla norma e ora siamo costretti a realizzare qualcosa che la classe dirigente non è riuscita a fare prima. Riusciremo però a portarla a termine perché c'é la volontà di promuovere e sostenere il processo di istituzione della Città metropolitana. Certo, il Governo ci ha messo un coltello alla gola e ora dobbiamo correre. Non possiamo più pensare di chi siano le responsabilità”. Sul palco di Tabularasa, a rispondere alle domande degli organizzatori Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, erano presenti anche i sindaci dei due Comuni estremi della Città metropolitana, Maria Lanzetta e Elisabetta Tripodi, primi cittadini di Monasterace e di Rosarno, entrambe sotto scorta. E proprio questo tema è stato sottolineato da Maria Lanzetta, secondo la quale “é necessario lavorare per affermare la libertà di essere amministratori e liberi di agire senza essere minacciati ogni giorno, ed essere giudicati solo per il proprio operato. Detto questo non possiamo dimenticare che la ionica è stata isolata, tagliata fuori dai trasporti. Eppure parliamo di un giacimento di risorse che meritano l'attenzione dei cittadini della Provincia”. Un'altra voce scettica sulla Città metropolitana è stata quella di Elisabetta Tripodi. “Mi sembra una cornice – ha detto – il cui quadro si deve ancora disegnare e non se ne capisce molto la configurazione. Mi preoccupa che la periferia, i comuni della Piana possano essere attratti da una realtà di cui non si conoscono bene i possibili vantaggi e svantaggi. Purtroppo dobbiamo fare i conti con l'individualismo dei comuni che hanno difficoltà a fare rete. Io dico un sì condizionato, ma proviamo a salvaguardare le nostre risorse come il porto di Gioia Tauro a proposito del quale gli errori per le scelte non fatte li stanno pagando i 580 operai messi in cassa integrazione. Iniziamo a rivendicare il ruolo del Meridione e della Calabria, considerata la Cenerentola del sud”. Ha chiuso la serata il monologo teatrale, da lui stesso scritto, del Procuratore reggente di Locri, Salvatore Cosentino, che raccontato la figura del “Giudice nell'arte, tra cinema, teatro, televisione e poesia”. (ANSA).

    LEGALITA':PORTAVOCE AMBASCIATA USA, RETE PILASTRO DIPLOMAZIA
    (ANSA) – REGGIO CALABRIA, 9 LUG – ''Oggi abbiamo compreso la profonda capacita' democratica della rete tanto che e' diventato un pilastro fondamentale della nostra diplomazia''. Lo ha detto Stephen Anderson, portavoce dell'Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, ospite, insieme al giornalista Sandro Provvisionato, del terzo appuntamento del contest Tabularasa di Strill.it in corso di svolgimento a Reggio Calabria. ''Le nuove tecnologie – ha aggiunto Anderson, secondo quanto riferito in un comunicato – stanno spingendo la diplomazia a democratizzarsi. Per anni gli Usa hanno usato un modello di diplomazia unilaterale e hanno perso popolarita'. Con l'avvento dei social media abbiamo capito che si trattava di una nuova piazza con la quale confrontarci. Ma rivelare tutto – ha aggiunto parlando di Wikileaks – non e' democrazia piena. C'e' un ruolo per la democrazia e un ruolo per la sicurezza. I Governi hanno il diritto di poter interloquire tra loro con la garanzia che quello che viene detto rimanga riservato. Stiamo cercando di aprire sempre di piu' ma una certa riservatezza e' necessaria. Sulla questione israelo-palestinese appoggiamo la creazione di due Stati distinti e cerchiamo di spingere verso una soluzione pacifica. In Medio Oriente c'e' una gran voglia di democrazia. Noi ci limitiamo a fornire gli strumenti per metterla in atto''. ''Non e' un caso – ha commentato Provvisionato – che l'uso dei social media nei processi diplomatici sia iniziato sotto la presidenza di Obama. Sarebbe stata inimmaginabile con Bush un'apertura di questo genere. Gli americani sono stati sempre maestri della propaganda. La storia e' piena di guerre combattute sulla base di notizie false o deformate. Ad esempio in Kosovo la prima vittima della guerra e' stata proprio l'informazione. Se ci fossero stati gli strumenti informatici che abbiamo oggi quella guerra si sarebbe potuta allargare, ridurre e forse si sarebbe potuta combattere senza armi. In Italia in questi ultimi 15 anni la democrazia e' stata sospesa. Siamo rappresentati da gente che e' stata nominata. E ce ne siamo accorti solo poco fa. C'e' una voglia di censura anche contro internet. Ma secondo me la rete come tutte le cose si autoregolera'. La costruzione di un uso consapevole della rete va fatta semmai nelle scuole''. (ANSA).

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    Postato da Redazione
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