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    29
    nov.
    2012

    4 dicembre | Beha racconta la “peggio Italia” a Spazio 5 (Roma)

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    Che Italia è? Oliviero Beha parla del suo libro “Il culo e lo stivale”, pubblicato da Chiarelettere, insieme a Roberto Ippolito alle

    19.00 di martedì 4 dicembre 2012 a Spazio5 animato da Maurizio Riccardi, direttore dell’agenzia fotografica Agr, in via Crescenzio 99d, Roma.

    Il confronto in programma è intenso, vivace teso a mettere a fuoco “i peggiori anni della nostra vita”, come recita il sottotitolo, ma anche le vie d‘uscita. Tagliente osservatore della realtà nazionale, nelle diverse sfaccettature come la politica, l’economia o lo sport, Beha, già autore di “Italiopoli”, disegna lo stato comatoso del paese. Si confronta con Ippolito che ha denunciato con gli ultimi suoi libri (“Evasori” e “Il Bel Paese maltrattato”, entrambi Bompiani) gravi fenomeni nazionali come l’evasione fiscale e l’offesa alla cultura.

    Ma perché il libro ha un titolo così forte? Dice Beha: “Io non credo di dover spiegare perché c’è questa parola, questa parolaccia, culo in copertina. Guardiamoci attorno, guardatevi attorno e la risposta ve la date da soli. Dove siamo finiti? Siamo finiti proprio lì, in un culo di sacco. Lo stivale completa il titolo e rimanda all’Italia simbolicamente, rimanda ai calci che stiamo prendendo in quel posto, nel solito posto”.

    Beha (attualmente conduttore di “Telepatia” e “Brontolo” su Rai Tre; giornalista, ha lavorato a “La Repubblica” e “Il Messaggero”; saggista e autore di testi teatrali e raccolte di poesie) fa presente che “frasi che erano volgari” oggi descrivono adeguatamente la situazione e perciò nelle sue pagine intorno al “tema” vengono intrecciate molte altre riflessioni. Come quando scrive: “Abbiamo dato via il culo, consenzienti… Ma ce ne siamo accorti?”.

    A Spazio5 martedì 4 dicembre si analizza dunque cosa è stata e cosa è diventata l’Italia in questi anni. Nomi, dati, situazioni saranno passati in rassegna da Beha con Ippolito (che oltre a essere scrittore è giornalista e organizzatore culturale; è direttore scientifico del festival letterario di Ragusa “A tutto volume”).
    Ma si guarda anche avanti, alle possibili evoluzioni politiche e sociali, dopo il ventennio dell’era di Silvio Berlusconi. Dopo aver sostenuto che le sabbie mobili stanno finendo di inghiottirla, Beha considera l’Italia come un recinto di caccia di una tribù perversa chiamata classe dirigente e cooptata da se stessa. L’autore si domanda come venirne fuori, ammesso che sia ancora possibile. È lui stesso a definire “Il culo e lo stivale” come un “manuale di deberlusconizzazione” sotto il profilo culturale.

    Beha ritiene necessario tessere una tela tra associazioni che dal basso facciano sentire la loro voce specie attraverso la rete e coinvolgere i comuni con amministratori irreprensibili (e ce ne sono) perché al centro della politica il marcio avanza più rapidamente.

    L’incontro a Spazio5 è realizzato con la collaborazione della libreria Il Seme, via Monte Zebio 3 Roma.

    Postato da Redazione
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