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    25
    giu.
    2015

    26 giugno | International Children Rights | Mantova

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    International Children’s Rights Festival
    Venerdì 26 giugno 2015

    Focus: L’ESODO – Bambini e ragazzi verso l’Europa
    ore 9.00 – 13.30, Teatro Bibiena, Mantova

    Oliviero Beha modera il dibattito a cui partecipano:
    Diego Moretti, Coordinatore sedi Ai.Bi. Italia e Responsabile progetto “Bambini in Alto Mare”
    Michele Imperiali, membro Comitato scientifico ANFFAS Onlus
    Alessandra Ballerini, Consulente giuridica Terre des Hommes
    Anna Maria Colombani, Vice Presidente Croce Rossa Italiana 
    Miomir Rajcevic, Presidente Media Education Centre – Belgrado
    Valery Novoselsky, direttore esecutivo “Roma Virtual Network”
    Pasquale Esposito, Capitano di Fregata Comandante Nave Margottini – Marina Militare Italiana
    Said Islam Yacoub, giovane immigrato del Camerun

    Presentazione di “Un cuore in fuga”
    ore 16.00, Piazza Concordia, Mantova

    Per saperne di più su “Un cuore in fuga” >> http://bit.ly/un-cuore-in-fuga
    Leggi un assaggio >> http://bit.ly/anticipazione-un-cuore-in-fuga

    C’è un uomo solo “al comando di se stesso” che pedala lungo la via per Assisi. Non è un pellegrino, benché abbia fede. Non è un semplice ciclista, perché il suo “naso triste come una salita” è stato per anni l’incarnazione stessa del ciclismo. Ma questa volta Gino Bartali non corre per nessuna coppa, per nessun titolo. Siamo nell’inverno del 1943 e combatte la sua guerra. Corre per salvare vite umane. Dopo i fasti del Giro e del Tour, conquistati contro il Regime, è iniziata tutta un’altra storia anche per lui. Una storia di coraggio e orrore, di eroismo e follia. Mentre le leggi razziali vengono applicate con brutalità in Europa, circa quindicimila ebrei raggiungono l’Italia per trovare rifugio. È allora che il campione diventa una sorta di staffetta al servizio della rete clandestina Delasem. “Se ti scoprono, ti fucilano”, gli dice il Cardinale Dalla Costa nell’affidargli l’incarico. Ma Gino non si ferma. Finge di allenarsi, e in realtà trasporta documenti falsi, celati nei tubi del sellino e del manubrio. Migliaia di chilometri percorsi avanti e indietro da Firenze, per consegnare nuove identità alle famiglie ricercate con feroce determinazione dai fascisti della Rsi e dai nazisti. Sono più di ottocento gli ebrei che hanno avuta salva la vita grazie al valore silenzioso di un grande del novecento. Passano gli anni, la guerra finisce e di nuovo, in una torrida estate che si fa di ghiaccio sul leggendario Izoard, c’è un uomo solo che pedala. Per vincere il suo secondo Tour, dieci anni dopo il primo…

     

    Postato da Redazione
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