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    28
    apr.
    2016

    29 aprile | Calcio e legalità. Dagli anni 80 allo scandalo dirty soccer: un mare di scommesse

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    “Calcio e legalità dagli anni 80 allo scandalo Dirty Soccer: un mare di scommesse”, è il titolo del convegno organizzato il 29 aprile alle 15,30 alla Camera di Commercio di Sassari, con la partecipazione di due professionisti che il marcio del pallone lo hanno visto da vicino: il magistrato presso la direzione distrettuale antimafia Paolo De Angelis e il giornalista e scrittore Oliviero Beha.

    calcio-e-legalita

    Postato da Redazione
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    homofaber .
    28/04/2016 alle 14:39
    Un esempio che Beha comprenderà fisiologicamente: il beato Mundial epo '82, è Calciopoli (oltrechè doping e istituzionalmente ancor peggio) con le eventuali scommesse comunque secondarie e non certo primo fine; tutte le inchieste (penali e legali) della Magistratura sulla serie B e soprattutto sulla C, che ad ogni estate (impeccabilmente) ci mitigano il solleone, sono invece e precipuamente Scommettopoli (includendovi anche le immaginabili pressioni del banco su tesserati, che magari neppure scommettono, ma che per altre fragilità sono ricattabili). Credo sia differenza sostanziale per meglio comprendere i due fenomeni e quindi tentar quanto meno di arginarli
    homofaber .
    28/04/2016 alle 14:01
    Attenzione però a non confondere: Scommettopoli sono tesserati che spudoratamente scommettono su partite a cui partecipano o su cui hanno notizie ambigue o esplicitamente di combine attraverso colleghi di pallone; Calciopoli, invece, sono le società (ovvero loro dirigenti e proprietari) che attraverso accordi illeciti, corruzione di arbitri o calciatori o comunque tesserati, si procurano vantaggi, eventi positivi o quant'altro possa arrecargli un benefit allo scopo del solo risultato (farsescamente) sportivo , essenzialmente a vantaggio del club che rappresentano o verso cui prestano momentaneo servigio (che poi possano anche scommetterci sopra, sarebbe rischioso quindi improbabile e comunque marginale). Scommettopoli è ovviamente fenomeno più o meno recente (ovvero da quando esistono le scommesse sugli avvenimenti sportivi: clandestini prima o legali ora, cambia poco; anzi...), ma è sensibilmente più grave e preoccupante poichè coinvolge lo Stato, che pur di partecipare al tortone (da sempre esclusiva della criminalità organizzata) ha chiuso ogni occhio sul gioco clandestino (che continua ad imperversare) e soprattutto ha legalizzato le scommesse lasciandone - questo è il tarlo - la gestione a mafie e in misura molto minore a bookmakers esteri (che pagano indispensabilmente il pizzo, la tassa: siamo gli unici in Europa). I requisiiti per gestire una Snai o agenzie di scommesse affini sono sostanzialmente due: un locale con un minimo di spaziosità e metri quadri, una solvenza economica garantita (meglio della criminalità, chi ce l'ha?). Ovviamente esisterebbe anche un farlocco controllo sul casellario (e affini) dei candidati gestori (tutti serventi illibati d'occasione), ma ovviamente è più o meno come le selezioni delle segreterie di partito. E' una vergogna poco nota, su cui - senza impicciarsi troppo - è quasi meglio... scommettirci su (a proposito di 'partecipazione')

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