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LA BATTAGLIA DEGLI INDECISI
pubblicato su l'Unità del 3 marzo 2008
Nel mare dei sondaggi,nelle onde di un Pdl in testa e in quelle di
un Pd in recupero,c’è almeno una boa,un dato acquisito:
saranno determinanti gli indecisi,i dubbiosi,gli scontenti,gli incazzati,gli
apoti ovvero prezzolinianamente quelli che non la bevono.Facciamo
una breve ricognizione intorno a questa boa,dopo aver dato un’occhiata
ai transatlantici e agli yacht.E alle barche da pesca.Il Popolo della
Libertà,che reincarna Forza Italia di celluloide e Alleanza
Nazionale “non capisco ma mi adeguo”,fa leva sul fatto
di non aver governato negli ultimi due anni,e quindi di raccogliere
i voti di coloro che a questi due anni attribuiscono tutte le pene
italiane.Come se Berlusconi e il potere fossero in questo Paese due
cose separate anche solo per un “fiat”(il riferimento
è voluto).
Il Partito Democratico si prende la briga di costruire un natante
“nuovo” almeno di cantiere,per distinguere tra i servigi
resi dal governo Prodi all’Italia e gli affanni/le nequizie
del medesimo governo a causa di una coalizione rissosa e inattendibile.
La barca de”La Sinistra l’arcobaleno”,cioè
il resto della politica di sinistra espunta dal centro e dal centrosinistra,farraginosa
fin dalla denominazione,si ritrova a dover rispondere al suo elettorato
del fatto di aver comunque governato,e contemporaneamente di non aver
fatto “per colpa del governo” quello che aveva promesso
di fare.Questo la rende poco accessibile dalla politica politicante
del transatlantico,da cui arrivano continui spruzzi,ma anche poco
appetibile per gli incazzati senza etichetta,finiti a mare con il
rischio di annegare,che “hanno già dato”.A destra
della Berlusconi Crociere c’è invece la Destra di Storace
e Santanché,che per trovare un’identità forte
deve rifarsi a un’anima veterofascista da ultrà,una via
di mezzo tra quelli che in Germania la Merkel chiama i “fascisti
in doppio petto” e i tifosi serbi di Stella Rossa e Partizan
orfani del Comandante Arkan.Se sali su quella barca sai almeno che
cosa trovi,dei fascisti a un petto solo.
In mezzo,ci sono pezzi sparsi di ex Democrazia Cristiana incerti tra
il passato e il futuro, ma al presente forti solo al contrario,cioè
forti di “non “ essere né Berlusconi né
Veltroni sospettati intermittentemente di “inciucio”.Più
Boselli su uno scoglio,per il quale il Pd fa “politica d’avanspettacolo”
solo perché non imbarca il Partito Socialista di Turati.Tra
Turati e Boselli temo ci sia stato dell’altro.
In questo contesto,l’equivoco di cui parlo è quello che
vuole bollare come “antipolitica” tutto ciò che
non si riconosce o non si riconosce abbastanza nella sommaria descrizione
appena riassunta.Agli addetti ai lavori,o alla “casta”
ormai conclamata, sembra concettualmente arduo ipotizzare che sia
proprio questo braccio di mare considerato nel suo complesso e senza
troppe distinzioni a non andare più bene a un certo numero
di cittadini elettori,forse in aumento.Per averne un’idea,proviamo
a immaginare lo scenario marino come il set di “Truman show”,il
famosissimo film di Weir
sulla finzione tv-vita reale-ancora tv.Nella invenzione cinematografica,il
mare ripreso dalle telecamere finiva.E sì.Con una porticina.Ed
era compreso in un enorme pallone aerostatico.Proviamo a immaginare
che le condizioni del Paese oggi,per un monte di responsabilità,colpe,accidenti
vari,abbiano indotto molti italiani a recepire la politica,i suoi
natanti,i suoi flutti,come qualche cosa di “irreale”,o
anche solo di non sufficientemente reale in risposta al fortissimo
disagio generalizzato,in primis dei giovani senza lavoro e senza un
vero abbozzo di futuro.
Fuori dal Truman show,ma dipendente da esso,da quello che vi accade,da
chi traversa meglio e più in fretta il braccio di mare sotto
gli occhi delle telecamere guidate però dagli stessi armatori
della traversata,c’è una parte di Paese che si è
resa conto del grado di degenerazione della nostra società
e non abbocca più allo show; oppure semplicemente una parte
che “sta male” e fatica a orientarsi nel suo malestare
e non capendo ma sentendo a pelle,non politicamente ma civicamente,
la malattia,oppone un rifiuto allo spettacolo.Un rifiuto magari infantile,superficiale,ma
legittimo,ed emotivamente almeno altrettanto pieno di vitalità
conculcata di quanto non lo sia la partecipazione alle forme di democrazia
dal basso,si vedano le primarie degli ultimi tre anni.Anzi,non mi
sentirei di escludere che a volte coincidano pezzi di popolo delle
primarie con falangi di scontenti intrappolati nel “no”
all’universo mondo, o quasi.
Definire tutto ciò nei perimetri della cosiddetta “antipolitica”
dovrebbe sembrare a chi ragiona una specie di insania,qualcosa del
“Deus amentat quos perdere vult”,una specie di ulteriore
autolesionismo della classe dirigente leggasi politica tout court
che dopo aver contribuito in dosi decisive e straordinarie a questa
malattia sociale adesso etichetta i sintomi come “urla sguaiate”.E
invece l’antipolitica non è ancora cominciata,questo
è il punto.Non c’è stato finora alcun tentativo
serio di arrembaggio.E per non farla cominciare,per non favorire derive
populistiche che si sa a volte come cominciano ma mai come finiscono,non
c’è che un modo: star a sentire le urla,di chi magari
addirittura rischia di affogare in un mare finto,cogliere i sintomi
per curare la malattia,imbarcare chi nuota a fatica a condizione che
non si trovi poi a bordo su un galeone di mercanti di schiavi.
Per questo è ovvio che tra coloro che sono in mare,o che stanno
fuori dal pallone aerostatico del film della politica e della campagna
elettorale e guardano a quel mare convenzionale dalla tv o dalla finestra
di casa loro,in teoria siano assai più numerosi coloro che
se la prendono con le flotte di centro-sinistra,di centro e di sinistra
che non con i loro omologhi di centro-destra,di centro e di destra.Più
di tanto costoro non hanno deluso il loro elettorato.Berlusconi continua
a comprare,a investire,ad arricchirsi,come sempre,non recita affatto,e
azzerando la memoria collettiva trova sempre qualcuno che può
fingere che quel mare e quel transatlantico non siano finti.A Veltroni
si richiederebbe invece di navigare in un altro mare,o almeno di dire
chiaramente che se per oggi la politica è sotto il pallone
poi dovrà uscire per forza sotto il cielo,pena il rimanere
prigioniera della solita finzione.
Fuori dal Truman show in cui siamo stati costretti e ridotti da una
quindicina d’anni,c’è il Paese,che però
naturalmente è di volta in volta anche dentro quella finzione.Chi
la rigetta,come Grillo, le Liste civiche ,il popolo di internet,i
Fiorello,gli Zucchero ecc. in un elenco abborracciato,lacunoso e un
po’ scapato di cui mi scuso,è ben dentro la politica:
solo che è fuori dal pallone di Truman.Ma il pallone di Truman
è contenuto nella nostra realtà di tutti i giorni,e
invece sembra essere il contrario.Va rovesciato il rapporto.Quindi
ponti d’oro a chi scende in politica civica,sul territorio,perché
prova a lacerare quel telo del pallone sul mare dei sondaggi.A meno
che chi naviga non sia così miope ancora una volta da non porsi
il problema del dopo,chiunque vinca in aprile.Che non lo faccia Berlusconi
come detto è normale,è lui il produttore della nostra
tremenda fiction.Che non lo faccia Veltroni,sarebbe maleaugurante.
Certo,i segnali dalla plancia del Pd sono contrastanti: di qui una
buona notizia per i candidati incensurati,di là una cattiva
sui conflitti di interesse,quasi non fossero essi la chiave per aprire
tutte le porte o quasi della Brutta Italia.E via così.
Un paio di esempi concreti,dopo la sfilza di metafore,affinché
si rimanga per forza nelle cose.Il Tg 2 delle 13 di giovedì
21 febbraio dava tra i titoli di testa quello di “Milano colonia
della n’drangheta”.Sul piano economico,politico e sociale
una bomba,per tutto ciò che significa.Nessuno ha ripreso la
notizia,neanche l’avesse data sul blog alle centinaia di migliaia
di internauti uno a caso,che so,Beppe Grillo.Lo stesso che,fuori dal
pallone aerostatico della politica comunemente intesa,giorni fa concionava
sui rifiuti napoletani riempiendo le piazze senza più far notizia,mentre
a Napoli sono i parroci a dare lezione di raccolta differenziata dei
rifiuti.
Mentre nel triangolo maledetto tra Augusta,Priolo e Melilli,nella
Sicilia di Cuffaro e Lombardo,infertilità,abortività
spontanea e malformazioni sono cresciute in maniera preoccupante,le
ultime dall’ 1.5 degli anni ’80 al 5.5 nel 2000,dopo lo
sviluppo industriale barbaro e deregolato di quegli anni e un inquinamento
spaventoso a base soprattutto di mercurio.Altro che Ferrara e la legge
194, e un dibattito sull’invasione delle coscienze buono soprattutto
per non occuparsi delle incursioni prezzolate nella nostra salute
e nella salute del nostro ambiente.Altro che tripudio di inceneritori
nell’emergenza capziosa della monnezza salvo poi consegnare
a figli e nipoti una monnezza biochimica ancora più dannosa.
Ecco,vi ho citato due dati che per quello che rappresentano potrebbero
da soli lacerare il pallone e con esso l’equivoco elettorale
di cui sopra,e aprire il mare sottostante della politica,rendendolo
autentico e consentendo di recuperare a bordo magari indecisi,dubbiosi,scontenti,incazzati,apoti.
Ossia quella parte di cittadini attivi o passivi che sanno montalianamente
quello che non vogliono,in attesa di aver chiaro quello che vogliono
e come ottenerlo.Se la politica desse delle risposte in questo senso,non
ci sarebbe proprio bisogno di alcun “anti” e dunque neppure
di alcuna strumentale demonizzazione delle proteste specie se ultragiustificate.
Certo,bisogna volerlo e saperlo fare rischiando potere per averne
di più finalizzato al bene comune.Sul saperlo,un’altra
volta.Ma volerlo,beh,sarebbe già un eccellente punto di partenza.
O.B.
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