www.olivierobeha.it
 homepage  IPSE  LIBRI  GIORNALI  POESIE  SCRIVI  BEHABLOG
 
SE VINCI TI DO UN CALCIO
pubblicato su l'Unità del 29 maggio 2008
Mentre fioccano i dati Istat sulle nostre contraddittorie povertà, dal mondo del pallone arriva un afrore fortissimo: quello dei soldi. Non sarebbe una novità per una delle principali industrie del Paese e di gran lunga la più speciale, se non fosse che il profumo/odore/puzza riguarda le due società che meglio hanno fatto sul campo nella stagione appena conclusa, cioè in rigoroso ordine di classifica l’Inter e la Roma. Per anticipare le conclusioni sull’identità dell’assassino,come il peggior giallista in circolazione, se ne deduce che neppure le cose che vanno bene riescono ad andar bene davvero. E che se il discorso era giorni fa, su queste colonne, da me contestualizzato nel calcio rispetto al Paese disastrato (come a dire che pareva un campionato “quasi” normale in un panorama per lo più atroce), adesso va riferito e circoscritto al settore: anche chi va meglio nel pallone sembra orientato a manifestare urbi et orbi il complesso del Tafazzi. Ma sì, non c’è bisogno di troppe spiegazioni, si tratta di fare su di sé del baseball non proprio onanistico ma intimo e autarchico.
Non sono storie simili, ma di analogo c’è la sensazione e l’odore di cui sopra.Prendiamo l’Inter.Circondata dall’affetto storico dei suoi tifosi,vip,stravip, “normali” o diesel, inanella tre scudetti di seguito dopo un secolo senza titoli e una serie di comiche finali da far invidia a Buster Keaton.Certo,il primo scudetto è burocratico,per via di quella piccola storia di Calciopoli e della Juventus retrocessa e riprovata,storia che ancora aspetta una sua convincente verità che non passi solo per via Moggi (ogni riferimento alle strade romane rititolate è puramente voluto).Ma insomma gli altri due l’Inter se li è guadagnati,aiutino oppure no, e in panchina aveva sempre lo stesso Mister, Roberto Mancini.
E’ vero che la rosa era ed è formidabile e si avvale da due anni delle scelte altrui liberate dallo scandalo (Ibrahimovic,Vieira), è vero che nello scenario europeo sono sempre state mazzate,ma insomma a vincere gli scudetti non sono buoni tutti,in passato c’erano state fior di rose di giocatori, in Champions è una vita che comunque l’Inter fa sghignazzare.
Si aggiunga che personalmente ho un’idea sufficientemente delineata di Roberto Mancini.E’ stato un fenomeno come giocatore,è un tecnico molto competente.Non ha raccolto sul campo quello che meritava a partire da una mancata carriera autentica in Nazionale,ed è discutibilissimo in panchina come si vede semplicemente perché è umanamente un incompiuto.Vive tra complessi di superiorità e di inferiorità mischiati in dosi industriali, ha bisogno continuo di guardaspalle,non riesce a sostenere lo sguardo delle persone,il che non è esattamente il massimo per un “pastore di calzoncini”.Ha cominciato a fare l’allenatore alla Fiorentina in deroga,all’ombra del clan Geronzi, ha provato ad andarsene quando la barca di Cecchi Gori,della Marini e dello zafferano stava affondando inventando minacce di tifosi che poi l’hanno sputtanato in tribunale,evidenziando che il furbetto della panchina cercava di andar via con la liquidazione di licenziato.Dopo la sosta alla Lazio finalmente l’Inter,la grande occasione.Come sia andata all’Inter si sa,sia nelle vittorie ricordate sia nel comportamento del “solito Mancini”.
Ma il problema oggi non è lui,bensì piuttosto il “solito Moratti”, che fa contratti fino al 2012 da sei milioni netti all’anno al suo tecnico e poi vorrebbe che se ne andasse con una ridotta buonuscita perché da un pezzo ha deciso di chiudere con lui.I motivi sono tanti,e credo di avervene fornito almeno alcuni.Ma tutto si può dire di Mancini meno che non sia un tecnico che ha vinto oppure che abbia mai mascherato le sue profonde lacune interpersonali.Quindi il problema è Moratti,e non Mancini,e la smania del presidente di giocare alle figurine.
Aveva preso contatti con Mourinho,dato per certo negli ambienti informati già a marzo,poi aveva telefonato a Prandelli,e sono certo che qualche bravo cronista anche senza essere una Conchita De Gregorio potrebbe facilmente allungare la lista italiana (poco) ed estera (molto).Così che nel frattempo anche Mancini si regolava nello stesso modo, informandosi in Inghilterra dove forse sul piano del carattere e delle caratteristiche psichiche lo conoscono assai meno (è stato un pochino al Leicester da giocatore senza lasciare traccia).Ma è amico di Vialli,tutt’altro tipo pur con qualche analogia che non approfondisco qui.
Ora sono alle carte bollate.Si dice: aveva la squadra contro, dopo la disfatta con il Liverpool si era dimesso in diretta,neanche fosse un Presidente del Consiglio….Può essere: rimane l’impressione di un gigantesco e maleodorante pasticcio dal quale escono -come troppo spesso accade- male tutti.E si sta parlando comunque di una squadra vincente in un Paese perdente,figuriamoci…E senza riflessi in Borsa,giacché l’Inter fortunatamente non è quotata avendo pensato bene Moratti di portare a casa qualche soldino soltanto con la quotazione della sua società,la Saras, in un anno scesa di un terzo: come dire che se esci dal pallone ne combini di tutti i colori,non solo nerazzurri.
In Borsa invece sta saltapicchiando da un po’ la seconda squadra italiana,anch’essa reduce da un’annata felice,di successi,immediatamente dietro l’Inter e più di essa dignitosa in Champions.Senza che fossero state spese le fortune di Moratti sulla rosa,anche perché la famiglia Sensi proprietaria della Lupa è economicamente al lumicino.Di qui l’altro pasticcio che negli ultimi mesi è parso intrigare più dei risultati di Totti e compagni,cioè la supposta scalata al club del tycoon concettuale di origine ungherese e cassa americana,George Soros.Adesso la Consob, che sarebbe preposta al controllo della Borsa, ipotizza reati come l’aggiotaggio quando il vero crimine in questo ambiente è l’abigeato, e vuole mettere alle strette giornali e giornalisti economici e sportivi abitualmente limpidissimi…che stavolta però hanno tirato la volata alle azioni.Queste ultime sì che hanno vinto con distacco lo scudetto,raddoppiando il proprio valore sui “rumors”.
E ora la bolla sta scoppiando,anche se le condizioni finanziarie dei Sensi non sono migliorate e la vendita del club resta necessaria.Non vi è chi non veda come nel caso-Roma si siano sommate le circostanze di due mondi al massimo dell’opacità,quello della Borsa italiana (minore in quantità,esemplare in nefandezze quasi mai colpite in raffronto alle altre Piazze d’Affari continentali),e quello del calcio dove oggettivamente non c’è un reale motivo di quotazione, essendo il bene quanto di più volubile e immateriale ci sia.Roba per tifosi,insomma, e lo sanno i tifosi di Lazio e Juventus che capestro sia stato l’azionariato fondato sul tifo: altro che parco buoi, un macello sulla pubblica piazza (Affari).
Il nesso che lega il meglio (sul campo) del calcio italiano al suo peggio nei comportamenti e nei risvolti economico-finanziar è qui, alla luce del sole.Con l’amara riflessione che sembra esserci una malattia profonda,che contagia tutti quanti,in qualunque settore.Con un dubbio: come si chiama questa malattia, genericamente Italia o più specificamente “classe dirigente” di questo disgraziato Paese?

O.B.

Tutti gli articoli ^




 
la riproduzione dei contenuti di questo sito è consentita purché ne venga citato l'Autore e linkata la fonte
realizzato da Snoopers