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NON PER SBAGLIO MA PER ERRORE
pubblicato su l'Unità del 31 gennaio 2008
Ringraziando il South Carolina per i suoi voti con un discorso appassionante
di cui in Italia sembra siano arrivati solo gli echi più banali
(che ci frega,di elezioni contano solo le nostre…),Barack Obama
ha insistito anche sugli errori:”Chi governa sbaglia per forza”,ha
detto.Sbagli preventivi si direbbe,a voler ironizzare sul presidente
americano guerrafondaio purtroppo in carica.Ma la questione dell’errore,e
del riconoscimento dell’errore non come rischio ma come risultato
di un’azione politica,è probabilmente tutta da decifrare.Vediamo
come si collega alla precaria situazione pre-elettorale nostrana di
immediato,breve o medio periodo,oggi di pertinenza del Colle.
Non si ricorda a memoria d’uomo un intervento di un politico
italiano che abbia detto non retoricamente e “urbi et orbi”
qualcosa del tipo “e’ vero,mi dispiace,ho sbagliato,per
i seguenti motivi”.Lo fanno negli Usa,in Francia,in molti Paesi,ma
da noi no.La spiegazione corrente è che ammettere di aver sbagliato
indebolisce chi lo fa e rafforza dialetticamente il suo avversario.Sarebbe
estraneo alla mentalità (poco sportiva,solo tifosa?) italiana
l’apprezzamento della resipiscenza di un uomo pubblico che ti
deve rappresentare.A nessuno viene neppur lontanamente in testa di
“lavare i panni in Arno” mediaticamente o parlamentarmente
–è la stessa cosa- perché l’immagine del
politico che lo facesse rimarrebbe impressa come quella di uno dai
panni sporchi,non di uno che intenda lavarli.Qualunque obiezione a
questo tipo di ragionamento viene solitamente bollata come “utopistica”.
Mi chiedo se di fronte alla prospettiva di elezioni politiche nelle
condizioni tremende (della politica,del Paese) in cui versiamo,con
questa legge elettorale o con un'altra,subito o più tardi,non
ci sia data l’opportunità di sfatare questo principio
e di cambiare modo di pensare.Del resto uno che non è nel Pantheon
del PD,eppure qualche merito lo rivendica,come Albert Einstein,diceva
che “non si può pensare di risolvere i problemi con la
stessa mentalità che li ha originati”.E dunque perché
non tentare?
Ovviamente il discorso varrebbe per chiunque,ma figuriamoci se il
cosiddetto centro-destra dalle fauci spalancate ha intenzione di cambiare
qualcosa,a partire dal riconoscimento, che parrebbe elementare, del
fatto che l’attuale stato del Paese dipende anche dai cinque
anni del suo governo e la legge elettorale è stata comunque
proposta e imposta dalla maggioranza berlusconiana a colpi di porcate
calderolesche.Quindi non si pone il problema di un qualunque autodafè
per questa destra la cui mano sale garrendo per il saluto romano o
corre prima al portafoglio che a qualunque altro organo del corpo
umano.
E’ agli altri,al PD,ai partititini dell’ex maggioranza,a
coloro che hanno governato fino ad ora che si potrebbe chiedere un
salto di qualità in questo senso.Dicano pubblicamente dove
hanno sbagliato,invece che recitare la parte di una maggioranza tradita
costretta alla peggio allo storico ruolo di “povero oppositore
onesto” dalemiano di fronte alla prepotenza del Caimano.Dicano
come hanno fatto ad accettare magari godendone in privato questa legge
elettorale senza fare le barricate ovunque,ammettano come e perché
gli è convenuto.Dicano perché hanno fatto passare leggi
discutibili in questa legislatura e abbiano dimenticano di cancellare
le leggi-vergogna sulla cui rimozione avevano fondato la campagna
elettorale or sono due anni soltanto.E via così,riassumendo
il tutto in un epigrafico “è vero,abbiamo sbagliato”.
C’è una serie di ragioni non strettamente e solo etiche,ma
politiche,di comunicazione e di marketing (almeno queste due voci
di solito li trovano attenti se no astuti come sono non avrebbero
scambiato un Davi per un Seguela…),che mi spinge a tirar fuori
questa storia degli sbagli da ammettere in funzione di una campagna
elettorale propositiva.
Intanto,c’è una tale delusione e sfiducia nel campo di
Agramante della cosiddetta sinistra che a cambiare tattica non si
rischia nulla.Peggio di così…Poi, di fronte a una disfatta
politica prima di tutto emozionale,forse rispondere intanto sul piano
emozionale con un catartico “è vero,abbiamo sbagliato”
avrebbe una possibilità anche elettorale significativa.Infine
gli errori dell’attuale maggioranza sfiduciata sono così
abbarbicati a quelli dell’opposizione berlusconiana,che fare
chiarezza sulle proprie clamorose cantonate storicizzandole e togliendole
dall’epidermide della cronaca (giudiziaria e non ) contribuirebbe
istantaneamente ad accendere i riflettori su tutto il palcoscenico
italiano abitato da una classe dirigente fallimentare,centro-destra
ovviamente compreso.
Gli italiani verrebbero indotti finalmente a capire attraverso la
ricostruzione dei tanti errori commessi,che qualcuno stavolta rimarcherebbe
e gli altri come sempre invece no,a che livello di degenerazione ci
siamo ridotti da ogni punto di vista per un fenomenale concorso di
colpa da cui Berlusconi e i suoi si vogliono chiamare fuori.Hai visto
mai che in questa tornata non ci fosse più spazio per la tattica
e le furbizie e invece “per esclusione” si arrivasse all’osso
(dell’etica,della politica,della comunicazione politica)?E se
no,su quale altro tema forte si punterebbe nell’anti-berlusconismo
berlusconizzato per la campagna elettorale?Ce lo dite?Insomma,parafrasando
il titolo del libro di un uomo “necessario” in questo
contesto tendenzialmente superfluo,” se non ora,quando?”?E
l’utopia che si fa ipotesi concreta di lavoro,è ancora
utopia o semplicemente un’altra occasione mancata?
O.B.
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