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    Home > articoli > Che gli dico a mio figlio/a, stesera?
    27
    mar.
    2003

    Che gli dico a mio figlio/a, stesera?

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    Dopo una settimana di guerra, purtroppo sono state confermate tutte le paure evidenziate nel mio scritto del 20 marzo: non che ci volesse un genio, o un negromante, bastava se non uno scommettittore qualunque un osservatore del ramo. Sia sul piano purtroppo straletterale, sia su quello figurato - mediatico, insomma sia nel deserto che nel deserto in tv le cose sono andate come era possibile prevedere, cio? male: questa ? una guerra che ad andar bene, finir? male, alla faccia della sua indispensabilit? e della sua preventivit? inedita sul piano diplomatico-politico.

    Cos? come pessimamente avanza la versione giornalistica del conflitto, che ha tinto di sé ogni mezzo di comunicazione, rendendo un pessimo servizio a quasi tutti. I giornali vendono di meno, le radio balbettano tra la cronaca e l’approfondimento per lo pi? da intervallo, qualcosa di dovuto tra un gr e un altro, e sopratutto la melassa televisiva ha mischiato ignobilmente la parte seria a quella di un intrattenimento, che sarebbe becero sempre ma ti appare addirittura devastante se applicato agli interstizi bellici. Show girls ad anfanare tra editorialisti e politici, conduttori spaesati, un diffuso senso di disagio che viene in parte riscattato dalla gravit? delle notizie dal fronte, che per? suonano sorde, false – come un soldo di ottone quando cade a terra direbbe il poeta… – se finiscono per risultare merce “pregiata” che giustifica altra “merce” avariata, appunto la melassa da talk-show, in un generale colore indistinto, appunto. Che guerra – spettacolo, ragazzi!!! E nel frattempo (cfr. l’articolo sulle manifestazioni per la pace) non si sa che pesci prendere se si ? contro questa guerra e contro Saddam, non volendo rientrare nelle solite, colpevoli formulette giornalistiche dei “né né”. Perché se sono contro una guerra che si sta dimostrando sul piano bellico il disastro annunciato, “anche se” gli invasori democratici prevarranno, paventando un dopo ancora pi? preoccupante, perché dicevo dovrei passare per filoSaddam? E’ tesi ricattatoria tutta da dimostrare. E comunque vedendo le immagini e sentendo e leggendo quello che accade in Irak (mentre nel silenzio frullano sul pianeta le altre decine e decine di guerre dimenticate), ti resta l’amaro in bocca della sconfitta della ragione. Che gli dico, a mio figlio/a, stasera?

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