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    20
    gen.
    2004

    Il comitato che combatte l?elefante

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    La Radio a Colori ospita oggi il Comitato contro l?Elefante. Dove l?Elefante, secondo i cittadini del quartiere Citt? Studi di Milano, ? l?edificio che la Casa di Cura privata Santa Rita, sta costruendo nell?ambito di un progetto di ampliamento della propria struttura sanitaria. LA POSIZIONE DELLA CASA DI CURA SANTA RITA ? Siamo nella zona Nord-Est di Milano. L'area compresa tra piazza Loreto e viale Teodosio forma un quartiere a bassa densit? abitativa, costituito da villette di due-tre piani che si affacciano su giardini alberati interni, secondo un modello edilizio diffuso a Milano all'inizio del 900: la citt? giardino. In questo contesto urbano, che gi? oggi deve fare i conti con una cronica carenza di parcheggi e il traffico quotidiano in entrata e in uscita dalla citt?, ? in costruzione un nuovo edificio di sei piani fuori terra e di tre piani interrati che ospiter? una novantina di posti letto (in aggiunta ai 180 gi? in funzione), 7 sale operatorie, 40 ambulatori, un palestra per la riabilitazione, un centro contro la sterilit?...

    Il progetto iniziale, approvato dal Comune gi? nel 2000, prevedeva la realizzazione di un edificio di quattro piani fuori terra e di uno interrato. Ma il 25 settembre scorso il Consiglio comunale di Milano ? dopo una lunga discussione e senza il sostegno della Lega ? ha approvato una variante al Piano Regolatore Generale, che ha riclassificato l?area come zona destinata a Servizi Intercomunali ospedalieri. Nelle aree con questo tipo di classificazione le nuove edificazioni non devono tener conto dei limiti tra superficie e cubatura previsti dalle norme urbanistiche. E cos? la propiet? della Casa di cura ha ottenuto, nel dicembre scorso, dal Comune di Milano una nuova concessione edilizia per la costruzione di quello che il Comitato definisce, appunto, l?Elefante: sei piani fuori terra e tre piani interrati.Cos? la nuova ala della Casa di Cura Santa Rita si inserir? nel contesto urbano del quartiere Citt? Studi.Un isolato tipico di Citt? Studi, il quartiere milanese nel quale ? in costruzione l’edificio di sei piani per l’ampliamento della casa di Cura Santa Rita. Il Comitato ha realizzato uno studio ipotetico sul traffico che una struttura di queste dimensioni genera. Gi? oggi la clinica Santa Rita assicura 10 mila ricoveri l?anno, 25 mila prestazioni di Pronto soccorso e 251 mila prestazioni ambulatoriali (cio? visite ed esami). Se almeno la met? di questi pazienti arriva in auto, e almeno i due terzi tornano una seconda volta a ritirare i risultati degli esami, gi? oggi la casa di Cura produce un traffico di 208 mila: pari a 667 auto al giorno. Secondo il comitato la nuova struttura permetter? alla clinica di triplicare esami e visite portando nella zona un traffico di 2.000 auto al giorno.Il cantiere per la costruzione della nuova ala della Casa di Cura Santa Rita. A fronte di tutto questo il progetto prevede per? la disponibilit? di un parcheggio con 60 posti auto, quando solo i dipendenti sono gi? oggi 256. Il Santa Rita acquister? infatti parte del parcheggio sotterraneo in costruzione nella vicina via Bazzini. Sosta selvaggia lungo via Catalani, una delle strade adiacenti la Casa di Cura Santa Rita. Il Comitato contro l?elefante ha messo a confronto, avendo numeri comparabili, il futuro Santa Rita e l?Istituto Oncologico Europeo: mentre il Santa Rita avr? un parcheggio di 60 posti auto, l?Istituto Oncologioco ha 200 posti per i dipendenti e 400 per gli utenti (questi ultimi si sono rivelati insufficienti e l?Istituto si doter? ora di altri 400 posti). Sul progetto della Casa di Cura grava poi il giudizio negativo della Consulta cittadina per l?handicap, secondo la quale la struttura sanitaria in costruzione non sembra rispettare le normative per l?accessibilit? ai disabili. Una delle immagini che illustrano la relazione dell’architetto Rosanna Gerini, della Federazione Italiana Superamento Handicap, secondo la quale il progetto della nuova ala della Casa di Cura Santa Rita non rispetterebbe la normativa sull’accessibilit? ai disabili. In una dettagliata relazione la dottoressa Rosanna Gerini, architetto

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    della Federazione Italiana Superamento Handicap, ha messo in evidenza il limiti del progetto: porte troppo piccole per i disabili in carrozzina, carenza di servizi igienici accessibili, servizi con porte che ? contrariamente a quanto previsto dalla normativa aprono all?interno, camere microscopiche che non assicurano lo spazio necessario per la mobilit? dei pazienti disabili e del personale medico e infermieristico. In seguito ai lavori di costruzione della nuova ala il Pronto Soccorso ? stato costretto a spostare in strada, lungo via Jommelli, l’area di arrivo dei pazienti. Anche la gestione ed il trasporto dei rifiuti ospedalieri prodotti dalla Casa di Cura Santa Rita si svolge lungo via Jommelli, tra passanti ed auto in sosta selvaggia. LA POSIZIONE DELLA CASA DI CURA SANTA RITA ?

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