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    gen.
    2004

    Sanzionato il caporedattore di ‘corriere economia’

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    Commistione informazione-pubblicit? al Corriere della Sera: sanzionato caporedattore. L'Ordine di Milano citer? in giudizio l'editore per i danni all'immagine della professione giornalistica. Milano, 22 gennaio 2004. Quattro casi di commistione informazione-pubblicit? al supplemento "Corriere Economia" (Osservatorio Hi-Tech) del "Corriere della Sera".

    Conseguentemente il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha deliberato:
    1) di sanzionare con l’avvertimento il giornalista professionista Edoardo Segantini (redattore capo del supplemento “Corriere Economia”), che viene richiamato all’osservanza dei suoi doveri;
    2) di agire in sede giudiziaria civile contro l’editore del “Corriere della Sera” per le responsabilit? emerse a suo carico nel corso dell’istruttoria.
    3) di sottoporre in futuro all’esame del Tribunale civile di Milano eventuali analoghi comportamenti di altri gruppi editoriali lombardi.
    I FATTI. Il Consiglio ha preliminarmente esaminato le pagine dell’Osservatorio Hi-Tech collocate all’interno del supplemento “Corriere Economia” del 16 dicembre 2002; del 31 marzo, del 14 aprile e del 16 giugno 2003. Edoardo Segantini ? il responsabile della redazione che cura detto supplemento. Nelle edizioni citate dell’inserto appaiono questi servizi in un contesto chiaramente e indiscutibilmente pubblicitario:
    1) 16 dicembre 2002. Intervista a Vincenzo Novari, numero uno di H3g. L’intervista ? incastonata a pagina 11 tra due inserzioni pubblicitarie di H3g in cima e in fondo alla pagina; la pagina 14 ospita una inserzione di H3g di una pagina.
    2) 31 marzo 2003. Intervista all’amministratore delegato della Siemens Fausto Plabani: due piccole inserzioni Siemens in cima e una pubblicit? su 9 colonne in fondo alla pagina 21. Una pagina di pubblicit? Siemens a pagina 24.
    3) 14 aprile 2003. Quattro pagine (21, 22, 23 e 24) dedicate alla BenQ con sei inserzioni pubblicitarie (una di una pagina e un’altra di mezza pagina). Intervista a Giorgio Bagnoli, amministratore delegato di BenQ Italia.
    4) 16 giugno 2003. Pubblicit? BenQ alle pagine 21, 22 (met? pagina) e 23 (pagina intera). Intervista a Enrico Mercanti, responsabile marketing di BenQ Italia.
    LA MOTIVAZIONE. Le pagine dedicate all’Osservatorio Hi-Tech nel contesto del supplemento appaiono, come sono, un contenitore pubblicitario. Queste scelte normalmente vengono decise ai massimi livelli editoriali e gestite dagli uffici Marketing/pubblicit? delle aziende editrici con le strutture di vertice del giornale. Segantini era ed ? il vertice del supplemento “Corriere Economia” con una rivendicata libert? “totale” di azione. La commistione pubblicit?/informazione appare una risposta miope e sbagliata da parte degli editori, che non si pongono il problema di difendere anche l’immagine della testata, della professione giornalistica e dei loro redattori. Nessuno avversa la pubblicit?, ma la si vuole soltanto corretta.
    Il Consiglio afferma che pertanto il comportamento tenuto dal giornalista professionista (e dall’editore) presenta indubbi profili di illiceit?, in quanto contrario agli articoli 2 e 48 della legge 3 febbraio 1963 n. 69, alla Carta dei doveri dei giornalisti e all’articolo 44 del Contratto collettivo nazionale dei giornalisti.
    *******************
    Il testo integrale della delibera disciplinare nel sito www.odg.mi.it e nel sito www.francoabruzzo.it
    E SOLO UNA DECINA DI GIORNI FA PARLAVAMO DI…

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    18/03/2012 alle 08:14
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    15/03/2012 alle 23:20
    COME FU CHE UN VECCHIO COMUNISTA AGNOSTICOSI RITROVd2 AD APPOGGIARE IL CATTOLICO PISTELLIHo conosciuto Lapo Pistelli negli anni ttatnoa. Per ragioni d’ufficio, in sede di esame. Lui era allora uno studente di Scienze Politiche; io ero un docente di quella Facolte0, poco pif9 giovane di com’e8 lui oggi. Di lui nulla sapevo, se non che era figlio di Nicola Pistelli, immaturamente scomparso, e che sulle orme del padre militava anche lui nella Democrazia Cristiana. Io per contro stavo allora nel PCI, il vecchio PCI, ed ero molto impegnato nella commissione internazionale del Partito. Per quanta simpatia potessi avere per quel cote9 democratico-sociale del cattolicesimo fiorentino (dove pure contavo molte conoscenze), mai avrei pensato che un giorno quel ragazzo e io ci saremmo ritrovati sotto le stesse bandiere. Del resto, chi poteva pensare alcunche9 del genere prima dell’Ottantanove? Per farla breve: il ragazzo era bravo, molto bravo. Gli detti trenta e lode, e credetti di potermi dimenticare di lui Invece no, rieccolo! In Consiglio Comunale, alla Camera dei Deputati, al Parlamento europeo, di nuovo alla Camera. Pif9 bravo che mai.Nel frattempo le carte si andavano sanamente rimescolando. Post-democristiani e post-comunisti (ma non loro soltanto) passavano dal Partito Popolare alla Margherita, dal PDS ai DS. Formazioni naturalmente alleate fra loro: Quercia, Margherita, unite nell’Ulivo. La stagione “vegetale” di un centro-sinistra che cerca luce e vuole crescere, contro un Berlusconi che tentava d’inchiodarci tutti nella “cassa delle liberte0”. Poi, finalmente, nasce il PD: la scommessa odierna. Per aggregare forze nuove: al di le0 di esperienze storiche sicuramente importanti, ma consumate.Nella fase costituente del Partito Democratico a Firenze, mi ritrovai pif9 volte vicino all’ex sindaco Primicerio, un altro cattolico di provata laicite0. Credo che Firenze gli debba tanto: se questa citte0 e8 finalmente uscita dall’immobilismo per affacciarsi sul XXI secolo, si deve sopra tutto a lui. Fermo restando, ed e8 giusto riconoscerlo oggi, il merito del sindaco Domenici nel portare avanti con coerenza, e fra mille ostacoli, le cose allora messe in cantiere (insieme con altre volute da lui e dalla Giunta da lui diretta). Dialogare con Primicerio era ed e8 facile. Perfino per un laicone con me, non alieno da tentazioni anticlericali. Perche9 Primicerio, per quanto mosso con ogni evidenza da una ispirazione cristiana, mai si sognerebbe di sostenere, in sede politica, che qualcosa e8 giusto oppure ingiusto perche9 “cosec sta scritto” o, peggio, perche9 “l’ha detto il papa”. Egli sa che, in sede politica, bisogna portare argomenti politici: potenzialmente validi per qualunque cittadino. Cosec come lo sa Stefano Marmugi, presidente del Quartiere 1 e caro amico, col quale spesso – gie0 nella fase costituente del PD – mi potevo trovare politicamente d’accordo sulle prospettive di fondo. Del resto, devo ammetterlo, una delle persone pif9 “laiche” (per certi aspetti, perfino “anticlericale”) che io abbia mai conosciuto, era non solo cattolico, ma prete: padre Ernesto Balducci. Insomma, voglio dirlo: ritrovarsi nello stesso partito con persone come Primicerio o Marmugi e8 stato un piacere, non inferiore a quello di ritrovarci tanti vecchi compagni.Ed eccoci alle primarie. Il fatto che amici stimati guardassero con speranza a Pistelli mi colpec. Volli incontrarlo (nel corso dell’estate, intermediario Marmugi). Mi fece una splendida impressione. Alle qualite0 native, che gie0 conoscevo, aveva aggiunto, maturando le sue esperienze, una ricchezza di idee e un’ampiezza di prospettive, che – diciamo la verite0 – non trova l’eguale in nessun altro dei candidati alle primarie. Tutti rispettabili, per carite0. A volte anche bravi, ognuno con i suoi meriti. Ma troppo legati a quell’ambito ristretto, un po’ provinciale, che Spadolini chiamava “la Firenzina” Non che Firenze sia Londra o Parigi. Chi pensasse che la nostra citte0 e8 una megalopoli, sarebbe egli stesso un megalomane! Dunque: niente manie di grandezza. Le quali, paradossalmente, non son altro che l’immagine speculare della “Firenzina”: una Firenzina immersa nella contemplazione immobile di se stessa quale centro dell’universo mondo! Tuttavia, se vogliamo che Firenze, quella vera, almeno resti una “capitale della cultura europea”, e che “cultura” non sia solo Rinascimento, allora abbiamo bisogno di una mentalite0 diversa, di un respiro europeo. Come dire: manie di grandezza no, ma pensare in grande sec: E questa duplice sensibilite0, che tiene conto dei vincoli senza rinunciare al progetto, mi pare che Lapo Pistelli ce l’abbia.Pif9 volte ormai l’ho sentito parlare, in pubblico e in privato. E un altro merito gli ho dovuto riconoscere. E’ l’unico fra i candidati che abbia preso sul serio il PD come progetto politico che impegna il futuro, al di le0 delle vecchie appartenenze. Conclusa la fase “vegetale” dell’Ulivo, Pistelli mi sembra credere davvero negli “spiriti animali” del Partito Democratico, nelle potenzialite0 di un partito democratico di massa.Allora, mi sono detto: perche9 no? Perche9 non sostenere fino in fondo quel candidato che in coscienza mi appare “quello meglio”? E poi: quella stessa laicite0 che (giustamente) esigo dagli altri, se ha da valere per tutti non vale forse anche per me stesso?Ecco come fu che che un vecchio comunista agnostico si ritrovf2 ad appoggiare Lapo Pistelli.Sergio Caruso

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