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    23
    gen.
    2004

    No al controllo del traffico internet

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    Da www.unita.it NO AL CONTROLLO DEL TRAFFICO INTERNET La Camera modifica il decreto "grande fratello" Il popolo della rete ha vinto. Il decreto sulla conservazione del traffico telefonico e in Rete, ben presto ribattezzato decreto ?grande fratello?, ? stato approvato dalla commissione giustizia della Camera con alcune modifiche decisive. Prima fra tutte l?eliminazione del traffico internet e la probabile rinuncia alla conservazione anche per le intestazioni delle e-mail. La maggioranza, dopo un iniziale tentennamento del governo (il sottosegretario Vietti aveva accennato una marcia indietro), ha dato la sua disponibilit? a rivedere il provvedimento alla luce delle critiche del garante della privacy.

    ? una norma indispensabile nella lotta contro il terrorismo, aveva sostenuto inizialmente il governo. Ma il presidente dell?autorithy Stefano Rodot?, ascoltato marted? dalla commissione giustizia in un?audizione informale, aveva lanciato un forte allarme. Sono in discussione ?libert? costituzionali: di comunicazione, associazione e manifestazione del pensiero?, aveva detto. Se il decreto fosse rimasto nella sua formulazione originaria avrebbe fatto nascere un database immenso, dal quale sarebbe stato possibile risalire ad abitudini, gusti, opinioni degli utenti.
    Ma non sar? cos?. Nel decreto non si parla pi? genericamente di ?dati relativi al traffico?, ma di ?dati relativi al traffico telefonico o alla corrispondenza in via telematica?. Scompare quindi il controllo della navigazione su Internet. Ma anche la conservazione delle intestazioni delle e-mail potrebbe essere eliminata dal testo che verr? esaminato dall?aula la prossima settimana. Restano infatti molto forti le perplessit? sulla fattibilit? tecnica di un?operazione del genere, ritenuta troppo onerosa. Infine, anche i tempi di conservazione dei dati sono stati modificati. Non pi? 30 mesi pi? altri 30 per i reati pi? gravi, ma 24 pi? 24.
    Tuttavia Mauro Paissan, membro dell’autorit? di garanzia, si dice soddisfatto ?solo in parte? per le modifiche. Perché, spiega, ? ?positiva la riduzione della detenzione dei dati, ma ? anche rimasta la conservazione dei dati sull’e-mail, che non esiste in nessun paese del mondo?. La preoccupazione quindi non scompare: ?? un modo per ricostruire il profilo di ciascuno di noi. Mi auguro che in aula questa norma venga ulteriormente modificata, anche alla luce delle difficolt? che creerebbe ai provider?.
    Una possibilit?, quest’ultima, ritenuta molto concreta dal deputato Ds Francesco Bonito, che poi spiega: ?Finora riteniamo di aver dato un contributo importante inserendo nell?articolato tutte le osservazioni avanzate dal garante. E una volta tanto abbiamo lavorato in accordo con la maggioranza?. Tuttavia, prosegue, resta aperto anche un altro problema. Dopo aver dato una risposta alle giuste critiche dell’autorithy bisogner? anche offrire una soluzione alle richieste fatte dal procuratore antimafia Pier Luigi Vigna. Ascoltato mercoled? dalla commissione, Vigna ha infatti sostenuto l?utilit? della conservazione dei dati per cinque anni (ovvero 30 mesi pi? 30) e la necessit? di mettere i dati del traffico web a disposizione delle indagini. ?Mi rendo conto che il governo ha introdotto per i dati informatici una disciplina insostenibile ? aveva detto Vigna ? Tuttavia una disciplina di controllo ? necessaria?. Anche per questo, conclude Bonito, il Parlamento dovr? tornare presto su questo tema e individuare una normativa accettabile.
    Da www.unita.it

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