• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Un paese in cerca d’autore
    30
    gen.
    2004

    Un paese in cerca d’autore

    Condividi su:   Stampa

    Da www.adnkronos.com Il 63,5% degli intervistati ha poca o nessuna fiducia nell'esecutivo Eurispes: Italia smarrita, ceto medio sempre pi? povero Nel Rapporto 2004 emerge un crescente "rischio di proletarizzazione del ceto medio" e "la diffusione di un clima di illegalita' e di corruzione della vita pubblica a tutti i livelli". Roma, 30 gen. (Adnkronos) - Un Paese "in cerca d'autore". Un'Italia "smarrita", dove il carovita alimenta un crescente "rischio di proletarizzazione" per il ceto medio, "spina dorsale" del Paese, che per la prima volta dal dopoguerra "non ha piu' davanti a sé prospettive di miglioramento", ponendo "un'ipoteca sulle prospettive di crescita sociale, politica, economica".

    E’ un Paese “alla ricerca di un’identit?” quello che emerge nel Rapporto Italia 2004 dell’Eurispes, presentato oggi alla stampa dal presidente Gian Maria Fara nella Pontificia universit? san Tommaso d’Aquino. Dopo le denuncie sulla “eccessiva radicalizzazione del confronto politico” dell’anno scorso, ha detto il presidente Gian Maria Fara, le 1.400 pagine di quest’anno confermano il mancato superamento da parte delle forze politiche dello “spirito partigiano che ne ha caratterizzato i percorsi degli ultimi anni”, affermando “una vocazione al conflitto” anche all’interno degli schieramenti.
    RISCHIO PROLETARIZZAZIONE DEL CETO MEDIO – La societ? italiana risulta oggi spaccata in tre terzi: “uno di supergarantiti, uno di poveri e un terzo a rischio di povert?” avverte Fara. Del resto l’attuale congiuntura penalizza soprattutto la categoria degli impiegati. In particolare nel biennio 2001-2003 la perdita del potere d’acquisto e’ stata pari al 19,7% per gli impiegati, al 16% per gli operai, al 15,4% per i dirigenti e al 13,3% per i quadri. Secondo l’Eurispes oltre alle 2.500.000 famiglie povere censite (pari a circa 8 milioni di soggetti) si aggiunge un altro 10% di famiglie italiane a rischio povert?, ovvero altri 2.400.000 nuclei familiari. “Fin dall’estate del 2002 avevamo messo in guardia su un meccanismo che si era innescato, di incontrollato rincaro dei prezzi. A novembre abbiamo dato l’allarme sull’inflazione crescente. Ebbene -ha stigmatizzato- abbiamo perso 14 mesi mentre potevamo evitare che il carovita raggiungesse queste proporzioni”.
    PROSPETTIVE ECONOMICHE – E’ un Paese “fortemente sfiduciato” verso le prospettive di sviluppo economico. Nel 2003 il 32,5% degli intervistati avvertiva un lieve peggioramento dell’economia: nel 2004 il 48,2% parla di “netto peggioramento”. “Cambia silenziosamente tutto: persino l’alimentazione, con un progressivo peggioramento della qualit? media dei prodotti di consumo” ha avvertito Fara. Ancora pi? allarmante il calo della capacit? di risparmio: solo il 5,5% degli intervistati prevede di risparmiare qualcosa nel 2004 (contro il 6,5% del 2003) e il 33,7%, pur nutrendo la stessa intenzione non ? sicuro di riuscirci. Il 56,4% afferma di non essere in grado di risparmiare. “Abbiamo avuto per decenni il primato del risparmio: oggi siamo al quarto se non quinto posto nel mondo, e non perché gli italiani siano meno votati al risparmio”.
    PERDITA DI COMPETITIVITA’ – “L’Italia si trova al 41esimo posto nella gerarchia della competitivit? mondiale del 2003″ ha spiegato Fara. “Occorre puntare sul sistema Paese e sul prodotto made in Italy” ha suggerito il presidente dell’Eurispes. “Certo, la ‘Cina ? vicina’ e noi siamo ormai un mercato, soprattutto per certi prodotti a basso costo. Ma ? anche vero che l’apertura di quel paese all’economia di mercato offre alle nostre aziende una storica opportunit? di crescita. Le nostre risorse sono rappresentate dal territorio, dall’arte, dalla cultura”.
    UN PAESE A LEGALITA’ LIMITATA – “I dati in nostro possesso -afferma Gian Maria Fara- segnalano la diffusione di un clima di illegalit? e di corruzione della vita pubblica a tutti i livelli”, con un “ruolo determinante” rivestito dalla politica “quando ha pensato di delegittimare e di indebolire l’ordine giudiziario o quando ha mostrato come la legalit? potesse essere piegata e adattata all’interesse personale o di parte o dello stesso Stato”. Per la criminalit? il settore pi? remunerativo resta quello del traffico di droga che determinerebbe introiti per 59.022 milioni di euro. Continua il primato della ‘Ndrangheta per gli affari legati al traffico di droga (22.340 milioni di euro), seguita da Cosa nostra (18.224), Camorra (16.459) e Sacra corona unita (1.999).
    CITTADINI E CORRUZIONE – E’ la Pubblica amministrazione ad essere nel mirino degli intervistati: dirigenti e impiegati risultano i principali attori dei comportamenti illeciti nel 13,8% dei casi. Al secondo posto di tale graduatoria negativa si colloca il Governo, indicato dal 12% degli intervistati, seguito da imprenditori (10,2%), Magistratura (10%), Amministratori locali (9,5%), Sanit? pubblica (9%). Al settimo posto il Parlamento (5,2%).
    GLI ITALIANI E LE ISTITUZIONI – Il presidente della Repubblica ? stato definito “l’ultima agenzia di senso”, capace di infondere fiducia e orientamento ad un Paese “smarrito”: l’80% si fida del Capo dello Stato e la percentuale sale nel caso dei laureati (86,3%). Lo Stato registra un maggior grado di sfiducia (44,1%), poich? in esso si identificano in buona parte il Governo ed i politici. “Tiene” la fiducia nella Magistratura (52,4%), pur penalizzata dalle lentezze della burocrazia. Solo il 36,5% del campione afferma di avere fiducia nel Parlamento a fronte di un 56,9% che non ne ha; il 63,5% si dichiara “poco o per niente” fiducioso nel Governo. Il 90% si fida del volontariato, e pi? dell’80% nelle Forze dell’ordine; il 58,9% si fida dell’Unione europea.
    Manuela Borraccino
    Da www.adnkronos.com

     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook