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    gen.
    2004

    Fatti & misfatti della caccia all’italiana

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    DOSSIER SULLA STAGIONE VENATORIA 2003-2004 LAV ? Settore ?fauna? 15 maggio 2003 - VENEZIA: CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA GESTIONE DELLA FAUNA. GOVERNO, CACCIATORI & ARMIERI UNITI NELLA GUERRA CONTRO GLI ANIMALI Al Palazzo Ducale si apre la ?Conferenza internazionale sulla Gestione delle Risorse Faunistiche" promossa dal Governo italiano. Tra produttori d?armi e cacciatori estremisti ? in primo piano tra gli interventi svolti - il Ministro delle Politiche Agricole, on. Gianni Alemanno, ha di fatto lanciato la campagna politico-legislativa che in Italia ed in Europa vuole demolire le attuali normative sulla tutela della fauna e promettere ?pi? stragi per tutti?...

    Una deregulation filocaccia, insomma che la Conferenza governativa ha voluto legittimare con una spolverata di europeismo ?calibro 12? e di qualche stravagante appiglio ?scientifico? per sostenere che l?Italia ? piena zeppa di animali che vogliono essere impallinati?Durante la Conferenza il Ministro Alemanno annuncia una nuova legge del Governo per liberalizzare in maniera selvaggia la caccia in Italia; contemporaneamente, fuori dal palazzo sfila un corteo di protesta di migliaia di animalisti. Al corteo anticaccia un?insolita e simpatica presenza: Renato, la volpe-gigante che si ? fatta portavoce dei 100milioni di animali massacrati ogni anno dalla caccia nel nostro Paese per respingere le tesi ultravenatorie della Conferenza che, allo scopo di sostenere il ?divertimento? dei cacciatori (ridotti del 50% negli ultimi 12 anni ma ancora potentissimi), trasformerebbero il nostro Paese nel cimitero della fauna d?Europa.
    19 giugno 2003 ? GOVERNO ISTITUISCE COMITATO VENATORIO NAZIONALE: MAGGIORANZA BULGARA DEI CACCIATORI
    Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ? stato costituito il Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale, ai sensi dell’art. 8 della legge sulla caccia n. 157/1992. Con tale decreto ? stata prevista la partecipazione al Comitato di rappresentanti di associazioni venatorie ed ambientaliste, oltre che dei Ministeri competenti e delle organizzazioni agricole. Ecco la ?democratica? ed ?imparziale? composizione: ben 8 associazioni di cacciatori e solo 2 ambientaliste!
    Occorre rilevare, inoltre, che la Presidente della federazione dei cacciatori italiani (Confavi), Cristina Caretta, cos? come l?on. Sergio Berlato, gi? assessore alla caccia del partito ?Caccia Pesca Ambiente? alla Regione Veneto ed oggi consigliere sulla caccia del Ministro Alemanno, figurano tra i membri del Comitato nella veste di ?rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole?. Un penoso espediente per ulteriormente garantire una maggioranza filo-doppiette nel Comitato?
    3 luglio 2003 – SCOPERTA NUOVA SPECIE DI LEPRE. IMMEDIATO DECRETO DEL GOVERNO: AMMAZZIAMOLA!
    Si chiama lepre italica (Lepus corsicanus) ed ? una specie tipica del nostro Paese, scoperta nel 1999 dall?Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS). Fino ad allora si credeva che in Italia vivessero solo le pi? comuni lepri europee, ma un?accurata indagine del dna ha dimostrato che in Lazio, Campania, Calabria e, soprattutto, Sicilia, sono presenti popolazioni diverse. Per l?INFS (Istituto Nazionale Fauna Selvatica) si tratta di “una specie di elevato valore conservazionistico e zoogeografico, endemica dell’Italia centro-meridionale”; per il Governo ? solo una vittima in pi? da far trapassare di piombo da quei ?benemeriti della natura? (come li chiama il Ministro Giovanardi) di cacciatori.
    Cos?, il 3 luglio ? stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.152 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante “Inserimento della specie leprica (Lepus corsicanus) nell’elenco delle specie cacciabili di cui all’art. 18 della legge n. 157/1992?: in tutta la Sicilia potr? essere cacciata in ottobre e novembre?
    28 agosto 2003 ? L?ISTITUTO FAUNA SELVATICA: CALDO E SICCITA?, FAUNA A RISCHIO
    L’Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS) ha emesso un importante parere con cui si sottolinea che eventi meteorologici, caratterizzati da un predominio della zona di alta pressione africana, hanno determinato una situazione climatica del tutto eccezionale, con temperature massime estremamente elevate, forte siccit? e mancanza di rugiada notturna. Tale situazione ha un impatto negativo sugli ecosistemi naturali e sulla fauna, con stress fisico, riduzione delle risorse alimentari e riduzione degli habitat disponibili. L’Istituto suggerisce pertanto, in occasione della prossima apertura della stagione venatoria, di adottare le seguenti misure cautelative: divieto di caccia da appostamento; posticipazione dell’apertura della caccia agli uccelli acquaioli fino all’inizio di ottobre; riduzione del periodo di caccia o del carniere consentito; rinvio degli interventi di ripopolamento; posticipazione dell’apertura della caccia alle specie oggetto di ripopolamento per consentire l’ambientamento dei soggetti immessi.
    L?autorevole appello rimane sostanzialmente inascoltato: solo la Regione Friuli Venezia Giulia decide di posticipare di un mese l?apertura della caccia ad alcune specie.
    21 settembre 2003 ? VENETO: SIRENATA CONTRO LA CACCIA
    Oltre 500 manifestanti hanno partecipato all’azione simbolica di disturbo della caccia al Pr? dei Gai (Treviso): attivisti delle associazioni promotrici provenienti da: Veneto, Friuli V.G., Lombardia, Emilia, Umbria, Piemonte, Liguria ed addirittura Sicilia. Dall’alto di una mongolfiera, che dominava l’intera area, risultava ben visibile un serpentone coloratissimo di manifestanti armati di trombette, fischietti, coperchio di pentole, tamburi e quant’altro risultava utile a mettere in allarme gli animali selvatici per poterli sottrarre al fuoco delle doppiette. Dalla mongolfiera pendevano due mega striscioni: “Chi ama la natura non la uccide” e “Il cacciatore ama la natura come lo stupratore ama il sesso”.
    21 settembre 2003 – APERTURA DELLA CACCIA IN ITALIA: SONDAGGIO ABACUS RIVELA CHE BEN IL 72% DEGLI ITALIANI VORREBBE ABOLIRLA
    Un secco ed incondizionato ?no? alla caccia ed all?uccisione degli animali ?per sport?. E? quanto emerge dal sondaggio commissionato all?ABACUS da 5 Associazioni animaliste ed ambientaliste – Animalisti Italiani, DeA, LAC, LAV e LIPU ? che rivela l?opinione degli italiani sulla caccia: alla domanda ?? favorevole all?abolizione della caccia??, ben il 72% degli intervistati risponde con un deciso ?si? e solo il 22% si pronuncia per il ?no?; appena il 6% non sa o non risponde.
    I favorevoli all?abolizione totale della caccia sono soprattutto donne (75,8%) fra i 18-34 anni (75,2%) e laureati (77,7%), imprenditori, dirigenti (83%) o casalinghe (80%), residenti nel Sud e nelle Isole (76,5%); gli italiani favorevoli alle doppiette, invece, sono i maschi (25,9%) dai 55 anni in su (24,6%) e con basso tasso di scolarizzazione (25,2%), pensionati (25,5%) oppure artigiani/commercianti (25,4%). Le citt? da 10 a 30 mila abitanti sono quelle che registrano il maggior numero di abolizionisti (72,9%), mentre i centri pi? piccoli fino a 10 mila abitanti ospitano gli ?aficionados? delle cartucce (24,3%).
    La netta disapprovazione della caccia da parte dell?opinione pubblica emerge anche dal secondo quesito del sondaggio: ?in caso di referendum andrebbe a votare??. L?81,2% degli intervistati risponde ?si?, il 13,5% ?no? e solo il 5,3% non sa; anche in questo caso i pi? anticaccia sono donne (83,1%) giovani fino a 34 anni (85%), con licenza media (83,7%), casalinghe (84,5%) del Sud (83,3%); gli astensionisti sono maschi (14,7%) dai 55 anni in su (17,6%), laureati (16,9%), pensionati (18,7%) residenti nel Nord-Ovest (16,2%).
    ALTRI SONDAGGI SULLA CACCIA
    Sondaggio People/SWG
    legge ?ammazza-fringuelli?: 87%Contrario
    Sondaggio Albors
    caccia nei Parchi: 87,4% Vietata
    accesso del cacciatore nei fondi privati con autorizzazione:
    88,5% Favorevole
    divieto di cacci almeno la domenica: 80,6% Si
    vietare la caccia a uccelli migratori: 89% Si
    riduzione stagione e specie cacciabili: 87,5% Si
    Sondaggio Abacus
    nuove leggi sulla caccia in discussione in Parlamento: 85% Contrario
    estendere la caccia ai sedicenni: 94% Contrario
    estensione della lista delle specie cacciabili: 89% Contrario
    prolungare la stagione venatoria: 86% Contrario
    cacciare anche fuori dalla propria regione: 72% Contrario
    29 agosto 2003 ? LAZIO: TAR SOSPENDE PREAPERTURA DELLA CACCIA, ANIMALI SALVI
    Il TAR del Lazio accoglie la domanda di sospensione avanzata da LAV e LAC che hanno depositato ricorso contro il decreto della Regione Lazio che apre anticipatamente la stagione venatoria: con decreto n. 4421/03 del 29 agosto 2003, il Presidente del Tribunale ha sospeso la caccia nei giorni 1, 6, 7, 13 e 14 settembre per le specie quaglia, fagiano, starna, lepre, alzavola, germano reale e marzaiola. Centinaia di animali in salvo e cacciatori infuriati.
    13 settembre 2003 – FRIULI-VENEZIA GIULIA: EMERGENZA SICCITA? E FAUNA IN PERICOLO, APERTURA DELLA CACCIA RINVIATA AL 1° OTTOBRE
    L’assessore regionale Enzo Marsilio ha rinviato al primo ottobre l’apertura ufficiale dell’esercizio venatorio 2003/2004, e ha sospeso fino alla stessa data la caccia all’alzavola, al beccaccino e alla marzaiola. Specie per le quali l’attivit? era gi? iniziata la prima domenica di settembre. Il provvedimento, su parere dell’Istituto faunistico regionale, ? motivato dalle particolari condizioni climatiche verificatesi nel corso dell’estate, caratterizzate da un periodo eccezionalmente siccitoso. Nel contempo l’assessore Marsilio ha sospeso la caccia alla pavoncella e al frullino.
    25 settembre 2003 – RE JUAN CARLOS A JESOLO A CACCIA DI FRODO?
    Il reale di Spagna, Juan Carlos, il 25 settembre si ? recato a caccia nell’Azienda Faunistico-Venatoria di Valle Dragojesolo, nel Comune di Jesolo (Venezia), di propriet? dell’industriale trevigiano Giuseppe Stefanel. Tuttavia Re Juan Carlos, molto probabilmente, era sprovvisto di tesserino venatorio regionale di caccia. Ci? deriva dal fatto che la legge regionale del Veneto consente la caccia ai veneti e ai cacciatori di altre regioni italiane, mai per? agli stranieri. Si configurerebbe quindi l’esercizio di caccia abusiva, cio? senza i dovuti documenti di legge.
    29 settembre 2003 – DECISIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA: SAR? SOSPESA LA CACCIA AL CINGHIALE, TROPPI RISCHI PER LA SICUREZZA PUBBLICA!
    ?Storica? decisione del Consiglio Comunale di Bologna, che ha approvato due Ordini del Giorno presentati dal Consigliere del gruppo verde Prof. Giorgio Celli, che impegnano la Giunta a sospendere la caccia al cinghiale sul territorio comunale. Il tipo di armi e munizioni usate per questa speciale caccia, infatti, costituiscono gravi pericoli per la pubblica incolumit?; ogni anno sono decine e decine le morti ed i ferimenti in occasione delle pericolose battute al cinghiale.
    15 ottobre 2003 – LA CORTE COSTITUZIONALE BACCHETTA LE REGIONI FILOVENATORIE: STOP A DOPPIETTA SELVAGGIA
    Bocciatura da parte della Consulta della legge della Regione Campania che voleva allungare di un mese la stagione di caccia, in contrasto con la normativa statale e comunitaria pi? restrittiva: con la sentenza n. 311/2003, infatti, viene dichiarata incostituzionale il calendario venatorio campano.
    Non ? la prima volta che i Giudici costituzionali bacchettano le Regioni filovenatorie censurando i loro provvedimenti sulla caccia. Con le sentenze n. 226 e 227 del 2003, la Corte ha bocciato le normative di Puglia e Trentino in materia di allungamento della stagione di caccia, riaffermato con chiarezza che la materia ?ambiente e fauna? ? di esclusiva competenza dello Stato e, quindi, le Regioni non possono legiferare in contrasto con le norme statali e comunitarie che limitano la caccia e spingono ad una rigorosa tutela faunistica. Si tratta di un importantissimo filone giurisprudenziale che boccia sonoramente quel ?federalismo alla cacciatora? intrapreso da regioni e cacciatori dopo la riformato del Titolo V della Costituzione.
    20 ottobre 2003 ? TOSCANA, STOP DEL TAR AL “TIRO AL FRINGUELLO”, FERMATA MATTANZA PER MEZZO MILIONE DI UCCELLI APPROVATA ANCHE DAI VERDI!
    I fringuelli della Toscana sono salvi: il Tribunale Amministrativo Regionale di Firenze, con ordinanze n. 1043/03, ha sospeso l’esercizio della caccia in deroga al fringuello, piccolo uccello migratore protetto dalla Direttiva 79/409/CEE. Il TAR, infatti, ha accolto il ricorso e la richiesta di sospensiva presentate dalla LAV e dal WWF, che avevano impugnato la vergognosa delibera della Giunta regionale “ammazza-fringuelli” (n.949 del 29.09.2003), proposta dall?ineffabile assessore alle doppiette, Tito Barbini ed approvata all?unanimit? anche con il voto favorevole dell?Assessore Tommaso Franci dei Verdi (sic!). Senza il ricorso di LAV e WWF si sarebbe verificata una vera e propria strage di fringuelli, specie protetta dall’UE sin dal 1977, in quanto la Regione ne aveva autorizzato l?uccisione di 10 esemplari per ognuno dei 47mila cacciatori toscani autorizzati, ossia ben 474.000 uccelli!
    5 novembre 2003 ? LOMBARDIA: SALVI FRINGUELLI E PEPPOLE, IL TAR FERMA LE DOPPIETTE. BANDITA LA ?POLENTA E OSEI?
    IL TAR di Milano, accogliendo il ricorso di LAV, LAC, WWF e GOL, ha ordinato la sospensione della caccia a fringuelli e peppole, dopo che la Giunta Regionale aveva illecitamente incluso queste specie, protette dalla direttiva europea sulla conservazione degli uccelli, nel novero di quelle cacciabili. Viene nuovamente sbugiardata la politica smaccatamente filovenatoria della Giunta Formigoni e dell?Assessore alle doppiette Beccalossi, che si era affrettata ancora una volta a soddisfare le richieste di una sanguinaria minoranza: gli aficionados della ?polenta e osei?. Pochi giorni dopo, il 19 novembre, il TAR sospende anche la caccia ad altre tre specie di uccelli, passera d’Italia, passera mattugia e storno, che la Regione Lombardia aveva incluso tra le specie cacciabili insieme a fringuello e peppola.
    14 novembre 2003 ? PUGLIA: IL GOVERNO BOCCIA LA LEGGINA SUGLI ORARI DI CACCIA
    Il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare avanti alla Corte Costituzionale la leggina-truffa sul prolungamento degli orari di caccia agli uccelli acquatici (la n. 15/2003) approvata dal Consiglio regionale della Puglia il 29 luglio, perché eccede le competenze della Regione stabilite dall’art. 117 della Costituzione. Accolto l’esposto della LAV contro la norma che consente la caccia fino ad un ora dopo il tramonto: si tratta di un’evidente violazione della Legge statale sulla caccia dell’11 febbraio 1992, n. 157, che fissa il divieto di caccia oltre il tramonto.
    21 novembre 2003 – FRIULI-VENEZIA GIULIA: STOP ALL’AUCUPIO, IL TAR FERMA LE RETI
    Il TAR di Trieste, su ricorso delle associazioni LAV, WWF, LAC e LIPU, ha sospeso la cattura degli uccelli da richiamo, utilizzati nella caccia da appostamento. Con una delibera, infatti, la Regione aveva autorizzato la barbara pratica dell?aucupio: impianti artificiali per la cattura di uccelli migratori con l?uso di reti, mezzo di cattura vietato dalle normative europee I malcapitati uccelli cos? catturati vengono rinchiusi in anguste gabbie e tenute spesso in condizioni pessime, per essere utilizzate come ?esche vive? per altri uccelli.
    24 novembre 2003 – IL MINISTRO ALEMANNO CONVOCA LE ASSOCIAZIONI, MA POI DISERTA LA RIUNIONE
    ?Misteriosa? mossa del Ministro delle Politiche agricole, on. Gianni Alemanno, che in fretta e furia convoca al suo dicastero i presidenti delle associazioni Animalisti Italiani, LAC, LAV, LIPU e WWF per la presentazione del suo famigerato nuovo progetto di legge sulla liberalizzazione selvaggia della caccia. Le associazioni si presentano puntuali all?appuntamento, ma il Ministro non si ? fatto vedere! Dopo oltre un?ora, ai rappresentanti delle associazioni non rimane che allontanarsi.
    Della nuova legge nessuna traccia, i contenuti rimangono ignoti ai pi? ma non ai cacciatori: associazioni venatorie e circoli di cacciatori continuano a proporre emendamenti ed integrazioni anche vie email (sic!) dal sito web dell?on. Sergio Berlato, cacciatore vicentino nominato ?consulente sulla caccia? da Alemanno?
    8 gennaio 2004 ? LAZIO: IL TAR SALVA 1.360.000 STORNI, ANIMALISTI CHIEDONO DIMISSIONI DELL?ASSESSORE VERDE ALLA CACCIA DELLA PROVINCIA DI ROMA
    Il Presidente della Prima Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, accogliendo il ricorso della LAV e della LAC, ha emesso il decreto n. 7/2004 con cui ha sospeso la delibera della Giunta Regionale del 7 novembre 2003 e le delibere applicative delle Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo che avevano autorizzato la caccia dello storno, specie protetta dall’UE. Stop al massacro di questi migratori, dunque, che nel Lazio contemplava la possibilit?, per ognuno dei 68.000 cacciatori della regione, di uccidere fino a 20 uccelli al giorno, ossia 1.360.000 storni, protetti dalla Direttiva 79/409/CEE.
    Dopo il provvedimento del TAR, gli animalisti hanno chiesto le dimissioni degli Assessori all’agricoltura della Regione, Iannarilli, e delle Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo che hanno consentito stragi di animali protetti in tutta Europa. Oltremodo grave ? stato il comportamento dall’Assessore provinciale di Roma dei VERDI (sic!), Filiberto Zaratti, che er primo fra tutte le province laziali ha autorizzato il massacro degli storni: un patente tradimento dell’impegno preso nel programma elettorale del Presidente della Provincia, Enrico Gasbarra, ove era chiaro l’impegno a non attuare (anzi, a contrastare) la deregulation venatoria ed il nefasto meccanismo delle deroghe alla normativa europea, per la caccia ai piccoli uccelli insettivori come gli storni.
    14 gennaio 2003 ? SARDEGNA: ILLEGITTIMO L?ALLUNGAMENTO DELLA STAGIONE DI CACCIA, IL TAR BOCCIA LA GIUNTA REGIONALE
    Straordinario esito del ricorso presentato della LAV, della LAC, degli Amici della Terra, del WWF e della LIPU: il TAR Sardegna ha disposto (ordinanza n. 13/2003) la sospensiva del calendario venatorio regionale 2002-2003 che prolungava la stagione di caccia fino al 23 febbraio 2003! Doppiette ferme, dunque, nonostante l?arrogante ed illegittima politica filovenatoria della Regione che, dietro il pretesto dell?autonomia e del federalismo, voleva autorizzare un altro mese di strage di migratori. Basti pensare che gli esemplari abbattibili nel solo mese di febbraio dai circa 50 mila cacciatori isolani sarebbero stati addirittura 12 milioni…
    15 gennaio 2003 ? EMILIA ROMAGNA: ?GRAZIATI? PASSERI E CAPRIOLI. IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA, VITTORIO PRODI, NON RISPETTA LE NORMATIVE DEL FRATELLO ROMANO!
    Daini, caprioli, passeri ed altri animali condannati a finire sotto i colpi delle doppiette sono salvi: il Consiglio di Stato ? con ordinanza n. 100/2003 ? ha dato ragione alla LAV confermando il precedente provvedimento del TAR di Bologna che, dietro ricorso dell?Associazione, bloccava gli illeciti prolungamenti del calendario venatorio e la caccia ai piccoli uccelli stabiliti dalla Provincia di Bologna. La Giunta provinciale, infatti, aveva illegittimamente consentito ai cacciatori bolognesi di sparare anche a specie tutelate dalla Direttiva 79/409/CEE. Dal Presidente dell?Amministrazione bolognese, Vittorio Prodi, ci si sarebbe attesa maggiore attenzione alle normative europee che limitano la caccia a tutela della fauna, quantomeno a titolo di cortesia familiare col fratello Romano, Presidente della Commissione UE?
    28 gennaio 2004 – CAMERA DEI DEPUTATI, AL VIA DISCUSSIONE DI 16 PROPOSTE DI LEGGE PER INSTAURARE BARBARIE VENATORIA IN ITALIA: ECCO LA GALLERIA DEGLI ORRORI IN PROGRAMMA PER GLI ANIMALI
    Attualmente sono ben 16 le proposte di legge presentate da tutti gli schieramenti (con una particolare e frenetica attivit? dei deputati della Lega, di AN e di FI, da una parte, e di Comunisti Italiani, Margherita e DS, dall’altra) che tendono a rivoluzionare l?attuale assetto normativo venatorio nel senso di promuovere una caccia sfrenata, barbara e senza limiti e che, se approvate, cancelleranno ogni forma di tutela per gli animali selvatici sopravvissuti nel nostro Paese.
    LE PROPOSTE DI LEGGE IN ESAME ALLA CAMERA:
    - Modifiche alla legge 157/1992, protezione della fauna selvatica e prelievo venatorio (C. 27 Stefani, C. 291 Massidda, C. 498 Bono, C. 1417 Onnis, C. 1418 Onnis, C. 2016 Benedetti Valentini, C. 2253 Gasperoni, C. 2314 Serena, C. 3533 Pezzella e C. 3761 Bellillo ? Rel. Onnis).
    - Esercizio della caccia con il falco (C. 4058 Vascon – Rel. Vascon).
    - Disposizioni per l’abbattimento delle nutrie, dei gabbiani e dei cormorani (C. 3146 Gibelli, C. 3637 Bellotti e C. 3996 Bellotti – Rel. Bellotti).
    - Modifiche all’articolo 18 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio (Olivieri – Marcora, C. 4234).
    - Disposizioni in materia di attivit? venatoria nelle aree naturali protette (C. 1592 Brusco – rel. Paroli).
    ALCUNE PREVISIONI CONTENUTE NELLE PROPOSTE DI LEGGE:
    - gli animali selvatici non saranno pi? “patrimonio indisponibile dello Stato”, come solennemente sancito dalla vigente legge sulla caccia n. 157/92, ma torneranno ad essere “res nullius”, cosa di nessuno, “oggetti” a disposizione;
    - si potr? cacciare anche nei Parchi (!), nelle Riserve naturali e nelle foreste demaniali;
    - verranno aboliti i divieti di esporre animali vivi o morti, interi o fatti a pezzi, nelle sagre e nelle fiere;
    - la caccia sar? aperta tutto l’anno, da agosto a febbraio o marzo per legge, negli altri mesi con espedienti e cavilli vari. Sar? dunque possibile cacciare anche nei periodi di riproduzione e migrazione degli animali, delicatissimi per gli equilibri ecologici;
    - verranno depenalizzati (cio? trasformati in mere infrazioni amministrative) tutti i reati venatori come l’abbattimento o la cattura di orsi, falchi, aquile, cicogne, stambecchi, o come la caccia nei giardini, nei campi sportivi e in altri luoghi abitati (!); o come il commercio e la detenzione di fauna protetta o, addirittura, la caccia da veicoli in movimento;
    - verranno ridotte fino al 60% le tasse per l’esercizio venatorio e saranno introdotte forti limitazioni per gli organi di vigilanza, a tutto vantaggio dei bracconieri;
    - l?elenco delle specie cacciabili (attualmente ben 49) aumenter? ulteriormente e sar? possibile sparare anche ad uccelli protetti dall?UE;
    - verranno aboliti il divieto di caccia nelle zone di migrazione degli uccelli, della caccia da appostamento alla beccaccia ed altri limiti delle forme di caccia;
    - sar? consentita la caccia tutto l?anno nelle zone di addestramento dei cani e verr? concessa la libert? di cacciare su tutto il territorio provinciale, regionale o interregionale per tutti i cacciatori;
    - viene prevista la diminuzione della superficie di territorio agro-forestale in cui ? possibile vietare la caccia a tutela della fauna;
    - verr? autorizzata la caccia a pallettoni al cinghiale (attualmente ? vietato l? uso di pallettoni per la caccia agli ungulati);
    - sar? abolito l?obbligo di porto d?armi e dell?esame per licenza di caccia per i falconieri, il cui impiego sar? obbligatorio negli aeroporti.
    La LAV guarda con grande preoccupazione tale situazione di allarme per il futuro della fauna ? specialmente per gli uccelli migratori ? in Italia. Si prefigurano gravi minacce particolarmente devastanti per vari motivi: l?Italia rappresenta un ?ponte? biologico vitale, tappa obbligata nei flussi migratori tra Africa ed Europa; essa ? fortemente antropizzata e presenta un fenomeno di bracconaggio esercitato sulle specie protette che non ha eguali negli altri Paesi europei; parimenti forte ? l?industria delle armi, suscettibile di condizionare l?azione legislativa ed amministrativa delle autorit? competenti.
    LAV ? Settore ?fauna?

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