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    05
    feb.
    2004

    L’acqua non sar? pi? la stessa

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    L?acqua non sar? pi? la stessa: dallo scorso mese di dicembre ci sono importanti novit? nelle disposizioni che regolano la qualit? delle acque potabili e delle acque minerali e di sorgente. Il 25 dicembre scorso ? entrato in vigore il decreto legislativo 31 del 2001, che recepisce una direttiva europea relativa alle acque potabili, quelle che riceviamo nelle nostre case. I parametri di controllo evidentemente sono diminuiti, passando dai 62 previsti dalla vecchia normativa ai 50 attuali, ma sono stati introdotti nuovi criteri d?analisi per evidenziare eventuali sostanze tossiche prodotte dall?inquinamento industriale e dagli stessi sistemi di potabilizzazione. Nel mirino sostanze prodotte dal ciclo della chimica, come il cloruro di vinile, il benzene, il benzopirene e il trilene, ed i residui del trattamento delle acque potabili come i bromati e la epicloridina.

    Per quel che riguarda invece l?acqua minerale, che in Italia fa registrare un fatturato annuo di 2 miliardi e 800 milioni di euro ed un consumo medio di 157 litri a persona, le novit? sono contenute in un decreto emanato dal Ministero della Salute il 29 dicembre scorso. Il provvedimento introduce nuovi limiti per quel che riguarda la presenza di sostanze inorganiche e potenzialmente tossiche, avvicinando i parametri di qualit? a quelli, pi? severi, gi? in vigore per l?acqua che esce dai nostri rubinetti.
    Il decreto, dunque, rende pi? omogenee le caratteristiche dell?acqua potabile e di quella minerale: una necessit? che La Radio a Colori aveva sottolineato gi? nel 2000 con una serie di trasmissioni dedicate al problema.
    Entro il 31 dicembre 2004, per poter essere commercializzata, l?acqua minerale alla sorgente non dovr? superare i valori massimi previsti per l?antimonio, il manganese, l?arsenico e entro il 31 dicembre 2006 anche per il nichel ed il fluoro.
    Gli aspetti positivi non mancano, ma il nuovo decreto sembra destinato a far registrare anche un passo indietro rispetto alla normativa vigente per quel che riguarda la presenza di alcune sostanze come idrocarburi, pesticidi e antiparassitari. Dall?obbligo di assenza, sia pure al limite della rilevabilit? del metodo, si passa ora ad una tolleranza di alcuni microgrammi per litro a seconda degli elementi. Anche le falde migliori, a quanto pare, non si salvano dall?inquinamento. E la normativa si adegua.

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