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    11
    feb.
    2004

    Patti molto strombazzati ma poco chiari

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    Di Beppe Scienza Da Affari & Finanza di Repubblica Una barzelletta. Ecco cosa sembra, a un osservatore esperto, il progetto Patti Chiari con cui il sistema bancario italiano vorrebbe riconquistare la fiducia dei clienti dopo le recenti figuracce della serie Argentina, Cirio, My Way, For You ecc. Sorvoliamo sulla prima puntata del 15 ottobre il cui obiettivo, davvero modesto, era segnalare il Bancomat pi? vicino. Ben pi? corposa ? l?iniziativa del 15 novembre 2003 dedicata alle ?Obbligazioni a basso rischio e a basso rendimento?. Peccato solo che le assurdit?, le carenze e gli errori d?impostazione siano tali e tanti che non si sa dove cominciare e ancor meno dove finire. Per motivi di spazio mi limiter? a elencare sommariamente i pi? gravi.

    Scegliere il peggio. Gi? il nome stesso dell?iniziativa lascia perplessi. Perché proporre obbligazioni dichiaratamente ?a basso rendimento?? Forse perché i clienti delle banche italiane sono assuefatti a prendersi sul groppone roba scadente e bisogna che non perdano questa sana abitudine?
    Mica uno pretende soluzioni a basso rischio e alto rendimento, ovviamente difficili da trovare perché nascoste nelle pieghe dei listini. Ci si aspetterebbe per? un elenco di titoli con rendimenti né alti né bassi, bens? normali. Ovvero di mercato. Ma andiamo avanti, perché le vere magagne sono altre.
    Uno schiaffo alla Borsa e alla Consob. Una delle prime cose che saltano agli occhi é proprio questa. Mentre la Borsa Italiana e l?organo di controllo cercano di rendere pi? trasparente il mercato mobiliare italiano, inserendo nel listino il maggior numero di titoli, cosa fa invece Patti Chiari? Delle 66 obbligazioni italiane che consiglia 59 sono quotate a Lussemburgo, 6 a Londra e una sola a Piazza Affari, dove per altro sono trattate oltre 400 emissioni.
    Né questo ? un appunto nazionalistico. E’ un gravissimo problema di trasparenza, visto che l?obiettivo dichiarato di Patti Chiari ? proprio ?improntare i rapporti fra Banca e Cliente ai valori della chiarezza, della comprensibilit? e della trasparenza?. Mentre infatti le quotazioni rilevabili nei Mercati italiani delle obbligazioni e dei titoli di stato (Mot ed Euromot) sono punti fermi per un investitore, i prezzi cui un risparmiatore compra o vende euro-obbligazioni non quotate in Italia variano di fatto da un intermediario all?altro.
    Imi 7,1% 2006. Questo ? l?unico prestito, non dello stato, quotato in Italia e compreso nell?elenco di oltre 1000 titoli di Patti Chiari. Perch? non c?? nessuno degli altri, non strutturati, sempre del San Paolo Imi? Mistero. Perch? nessuno emesso dalla Banca Commerciale o dalla Banca Intesa, in cui la prima ? confluita? Eppure sono obbligazioni a prova di bomba. E? infatti totalmente escluso che l?emittente fallisca perché col fallimento di Banca Intesa andrebbe all?asta il 27% delle azioni della Banca d?Italia che essa appunto possiede. Il che ? impensabile.
    Titoli complicati e ballerini. L?elenco, disponibile anche su Internet nel sito www.pattichiari.it, comprenderebbe ?solo i titoli pi? semplici e meno rischiosi per un risparmiatore italiano?. Peccato che non sia vero. Manca un titolo semplice e sicuro come il recente Btp 1,65% 15-9-2003/08 indicizzato all?inflazione, la cui assenza ? davvero scandalosa.
    Divertente invece il fatto che la Guida Pratica di Patti Chiari affermi, al punto n. 14, che ?sono stati scelti solo titoli che hanno mostrato in passato una significativa stabilit? dei prezzi?, mentre ci? non ? vero. Riporta infatti le americane Cit Group Inc. 5,5% 2005 (ISIN ES0129502687) che vantano oscillazioni da far paura. Nell?arco di sette mesi hanno perso il 13% per poi fare un?impennata del 17%, con varie oscillazioni intermedie. Roba da junk bond, ossia da titoli spazzatura.
    Quanto poi a semplicit?, io sar? un rozzo ma non mi sembra il colmo della semplicit? doversi districare fra le islandesi Kaupthing Bunadarbanki floater 2007, le Korea Development Bank 6% 2005, le neozelandesi Fonterra Co-Operative 5,25% 2007, le norvegesi Statkraft 6,625% 2007 e le altre decine di emissioni simili che Patti Chiari consiglia. Viene quindi il dubbio che siano stati messi nell?elenco i fondi di magazzino di cui le banche italiane non sanno come disfarsi.
    Trappole fiscali. La lista di Patti Chiari riporta per esempio due Buoni del Tesoro Poliennali (Btp) con scadenza entrambi il 1-2-2006 senza dire una cosa importantissima. E’ vero infatti che il rendimento lordo a scadenza ? per entrambi sul 3% annuo. Ma per un privato c?? una bella differenza fra quello al 2,75% che quota poco sotto la pari (99,5 euro) e quello al 9,5% intorno ai 113,5 euro. Infatti il primo gli render? comunque sul 2,6% netto a scadenza, mentre il secondo no. Bisogna che alla fine, nel febbraio 2006, riesca a recuperare il credito d?imposta sulla perdita in conto capitale con una corrispondente plusvalenza finanziaria. Cosa tutt?altro che scontata.
    Obbligazioni brevissime. Che senso ha proporre obbligazioni estere con meno di uno mese di vita? Attualmente il rendimento ottenibile per un periodo cos? breve ? inferiore allo 0,10% e anche coi Bot ? impossibile starci dentro. Perch? allora a met? gennaio Patti Chiari consiglia titoli come le Bayerische Hypo und Vereinsbank 2,25% 1-2-2004 quotate in Germania o le Natexis 8% 8-2-2004 quotate in Francia? Con titoli simili le commissioni per un privato, esplicite e implicite, si mangiano facilmente pi? degli interessi. Il che significa un?operazione in netta perdita (per l?investitore, ma ovviamente vantaggiosa per chi gliela fa fare).
    In realt? ? tutta l?impostazione che ? sbagliata e questo ? veramente preoccupante. Patti Chiari viene infatti presentato come ?un progetto cui hanno aderito tutto le maggiori banche italiane e che ha richiesto tre anni di lavoro?. Ma se una gravidanza di trentasei mesi partorisce questo sgorbio, allora ? meglio che i dirigenti del San Paolo Imi, della Banca Intesa, della Banca Unicredit ecc. si occupino di altro. E una raddrizzata dovrebbero anche darsela le associazioni di consumatori che mettono il loro bollini di qualit? su tali capolavori.
    Da Affari & Finanza di Repubblica

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