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    11
    feb.
    2004

    Scandalo all’ospedale militare

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    Sono un ufficiale medico dell?esercito in congedo. Nell?aprile 1997, quando ero in servizio presso un reggimento di fanteria a Forl?, al bar del circolo ufficiali della caserma mi fu servita potassa caustica invece che acqua minerale. Sono stato immediatamente molto male, avendo riportato una ?severa esofagite da caustici? con prognosi riservata per 3 giorni; non ho potuto mangiare né bere per oltre 3 mesi e sono stato infine sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. E? seguita una lunga serie di dilatazioni endoscopiche, necessarie per consentire il passaggio dei cibi dall?esofago ristretto.

    Ho richiesto la dipendenza da causa di servizio ?per via breve? (il modello C) ma il direttore dell?Ospedale militare di Bologna me l?ha inspiegabilmente negata solo perché avevo fatto una denuncia alla Procura della Repubblica?.(una ritorsione?); d?altra parte mi assicur? che non avrei avuto alcuna difficolt? ad ottenere una risposta positiva se avessi inoltrato la richiesta per la via ordinaria.
    Alla prima visita medica presso l?Ospedale militare di Messina, dopo un anno, l?ufficiale medico rinvi? il giudizio perché mancava un parere tecnico: sarebbe bastato controllare il fascicolo qualche giorno prima e chiedere un fax al mio reparto. Alla seconda visita un nuovo ufficiale medico, visibilmente a disagio, mi spieg? che non se la sentiva di contraddire il direttore dell?Ospedale militare di Bologna e che d?altra parte non poteva rischiare di dovermi risarcire di tasca sua…: il danno e la beffa!
    All?ultima visita, lo scorso aprile, mi tocc? attendere dalle ore 09.15 alle 14.00 il nuovo ufficiale medico che si era allontanato ?5 minuti per sbrigare una piccola faccenda?!! Finalmente il mio giudice, completamente all?oscuro di tutta la vicenda, diede un?occhiata distratta alle prime pagine del polveroso e sbrindellato incartamento e, incalzato dal medico legale che mi assisteva (un autorevole e costoso docente universitario, uno di quelli a cui non si pu? dire di no?), mi concesse il parere favorevole. In realt? questo ? quello che mi ? parso di intuire, non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale né alcuna spiegazione.
    Un impiegato mi spieg? che andava tutto bene e che ci sarebbero voluti 2-3 mesi per inoltrare la pratica a Catania (?non ci sono dattilografi disponibili per trascrivere il verbale?) ed un paio d?anni per avere la risposta definitiva dal Ministero della Difesa: infatti la normativa che disciplina queste procedure nel frattempo é cambiata ed ora occorre pure il giudizio di Roma.
    Dopo 9 mesi, non avendo ricevuto alcuna comunicazione, ho chiamato il distretto militare di Catania: nessuna notizia della mia pratica, non ? ancora arrivata da Messina!! Torno alla carica, inferocito, con Messina e, dopo 5 o 6 lunghe attese telefoniche (nessun ufficiale risulta reperibile in pieno orario di servizio) scopro la verit? dal candido impiegato di cui sopra: la mia pratica ? alla firma? SCANDALOSO!!!
    Sono passati ormai 7 anni dall?incidente, io ho subito un danno biologico stabilizzato e confermato da decine di perizie ed ho sostenuto delle spese non trascurabili. Non ho pi? bisogno di code snervanti, cartelle polverose, lunghe attese al telefono, incomprensibili rinvii o, peggio, di insopportabili omissioni in stile Kafkiano: pretendo rispetto per la mia sofferenza, professionalit? ed un briciolo di buon senso. Ma nell?esercito, evidentemente, ? tutta merce molto rara?
    BehaBlog ringrazia il Dott. Corrado Morana

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