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    16
    feb.
    2004

    Quel pirata che volava nelle salite

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    Nello stesso anno vince il bronzo ai Campionati del mondo di Duitama in Colombia ma ? in agguato il primo dramma della sua carriera: il terribile incidente alla Milano-Torino, quando una vettura gli frattura entrambe le gambe, lo costringe a lunghe cure e a saltare un’intera stagione. Nel 1997 riprende le gare passando alla Mercatone Uno, ma la sfortuna sembra ancora perseguitarlo: una caduta al Giro (25 maggio, tappa di Castrovillari) lo costringe al ritiro, poi si riprende al Tour dove vince la tappa dell’Alpe d’Huez e di Morzine. Il 1998 ? l’anno della doppia straordinaria impresa: vince il Giro d’Italia e nella corsa rosa s’impone in due tappe (Piancavallo e Montecampione). Subito dopo va al Tour de France, vince le tappe di Plateau de Beille e Les Deux Alpes e arriva al Parco dei Principi a Parigi da trionfatore in maglia gialla. Entra nell’élite dei campionissimi che hanno vinto Giro e Tour nello stesso anno.
    Nel 1999 comincia alla grande e Pantani sembra destinato a dominare ancora in Italia e all’estero. Al Giro si prende la maglia rosa, vince quattro tappe: Gran Sasso, Oropa, Pampeago, Madonna di Campiglio. Proprio sulle rampe della strada che sale da Pinzolo verso la localit? delle Dolomiti di Brenta se ne va solo, alla sua maniera, con uno scatto secco, irresistibile per tutti. E’ l’ultima volta che il mondo vede il vero Marco Pantani. Il mattino dopo quella trionfale vittoria a Madonna di Campiglio viene fermato: un controllo rivela che il suo ematocrito ? troppo alto, fuori norma. E’ un dramma personale che comincia: Pantani si proclama innocente, lascia la carovana del Giro che credeva gi? suo e che riparte senza di lui. E’ completamente distrutto. Da qui inizia la parabola discendente: l’uomo che dominava le salite non riesce a frenare la propria discesa verso le crisi interiori e la fatica di ritrovarsi. Lo condanna probabilmente l’inattivit? dal 5 giugno 1999 al 22 febbraio 2000 e dal 24 febbraio al 13 maggio. Prova a reagire, a tornare come prima. Rientra per il Giro del Giubileo con partenza da Roma ma non riesce a terminarlo. Va al Tour e vince le tappe del Mont Ventoux, cima leggendaria, e di Courchevel. Poi ancora incertezze sul futuro fino al Giro di quest’anno in cui dimostra di voler tornare a buoni livelli e chiude al 14esimo posto malgrado l’ennesima sfortuna di una brutta caduta. Non va al Tour, ma si ricovera in una clinica vicino Padova a giugno 2004 per disintossicarsi. E’ l’ultima notizia ufficiale prima della morte.
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