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    23
    feb.
    2004

    Da oggi le sedute della corte di giustizia. israele rifiuta

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    Da www.repubblica.it Da oggi le sedute della Corte di giustizia. Israele rifiuta il processo: "Non ? una questione giudiziaria" All'Aja lo scontro sul Muro Decidono i giudici dell'Onu L'AJA - I parenti delle vittime gi? presidiano la Carnagie Laan. Foto di giovani uccisi negli attentati della nuova Intifada e megafoni per lanciare la loro indignazione oltre le spesse mura del palazzo neo-gotico, incrocio tra castello e cattedrale, dove, oggi, i quindici magistrati della Corte Internazionale di Giustizia, guidati dal cinese Shi Jiuyong, massima istanza giudiziaria delle Nazioni Unite, metteranno sotto processo il muro voluto da Sharon per proteggere Israele dal terrorismo palestinese.

    ? soltanto un assaggio del grande scontro propagandistico che accompagner? a distanza il procedimento. Gli israeliani, che hanno deciso di boicottare il giudizio, negando alla Corte competenza e legittimit? a pronunciarsi sul tema, porteranno sulla piazza i rottami del bus n.19, il penultimo esploso a Gerusalemme l’11 febbraio, uccidendo nove persone, testimonianza agghiacciante sulla necessit? della barriera.
    I palestinesi, che gi? sabato s’erano prodotti in mostre e convegni sulle conseguenze nefaste della barriera, costruiranno in piazza un modello del Muro per poi distruggerlo. La gara, in sostanza, ? riuscire a dimostrare le proprie ragioni di vittime speculari servendosi anche d’effetti scenografici e dell’uso protratto della protesta. Ma la posta in gioco non ? soltanto quella, assai modesta, di porsi per tre giorni al centro dell’attenzione mondiale. Il procedimento, alla fine, avr? i suoi effetti al di l? delle tattiche prescelte.
    Israele, ad esempio, ha deciso di non presenziare alle udienze. Al posto di una delegazione ufficiale (solo gli stati nazionali e non le persone sono abilitati ad intervenire alle udienze della Corte) il governo ha inviato ai giudici dell’Aja una dettagliata memoria in cui si ribadisce il diritto ad erigere il muro come esercizio di autodifesa. Ma perché, obbiettano in molti, la barriera non segue la linea del vecchio confine, la cosiddetta “Linea Verde” ed invade, invece, il territorio della West Bank su cui, un giorno, i palestinesi dovrebbero far nascere il loro stato?
    dall’inviato di Repubblica ALBERTO STABILE
    Da www.repubblica.it

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