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    28
    feb.
    2004

    Le straordinarie memorie del fotoreporter di dagospia

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    Da www.dagospia.com IL MIGLIOR NARRATORE DELLA NOTTE ROMANA (SENZA AVER MAI VERSATO UNA SOLA GOCCIA DI INCHIOSTRO) LE STRAORDINARIE MEMORIE DEL FOTOREPORTER DI DAGOSPIA MONTEZEMOLO, ?GORILLA? DI AGNELLI ? LOREN, PERFIDA LOREN Pino Corrias per il settimanale Vanity Fair Umberto Pizzi ha 67 anni, i capelli bianchi, gli occhi celesti che ti mettono a fuoco e fanno clic. ? il miglior narratore della notte romana, anche se non ha mai versato una sola goccia di inchiostro. La sua notte romana dura dal 1955. ? iniziata con una Kodak a soffietto ed ? lunga un milione e mezzo di scatti. Dalle iridi viola di Liz Taylor allo stile impeccabile di Gianni Agnelli. Il suo archivio ? immenso, amorevole, cattivo, autentico e perci? tutelato dai Beni culturali. Va dalle code alcoliche della Dolce Vita, alle amarezze astemie di oggi, ultimo potere, ultimissima cena a casa Verusio - banchieri, cardinali, segretari di partito - non pi? scandali e amorazzi, ma pura cronaca politica, che (politicamente) comprende anche gli scandali, gli amorazzi e (persino) le palpebre ringiovanite di Silvio Berlusconi. ?Non credo?. le foto di Umberto Pizzi ?

    Non crede cosa?
    ?Non credo che Berlusconi si sia ringiovanito le palpebre. L?ho fotografato prima e dopo. La storia del lifting per me ? una pura invenzione. In cinquant?anni ho imparato che le immagini non mentonomai?.
    Le immagini coincidono con gli uomini.
    ?Ma hanno una lingua che non pu? ingannare, quella della verit??.
    ? la verit? che ha cercato in questi anni?
    ?In definitiva s?: la verit? della vita, anche inseguendo attrici e ricconi. Oggi per? mi interessa la parte meno visibile della verit?, il potere?.
    Che sta dove?
    ?Nei 36 posti a tavola della Angiolillo, compreso Cesare Romiti che entra da una porta secondaria, o alle nozze d?argento di Antonio Fazio, officiate dal cardinale Giovanni Battista Re, signore dell?Opus Dei. O al compleanno di Lino Jannuzzi, con il magistrato Carlo Nordio che abbraccia Cesare Previti. O alla festa del Riformista, con Claudio Velardi e Gianfranco Fini seduti a tavola, Bruno Vespa che fa il baciamano, il banchiere, il palazzinaro, le attricette di Tinto Brass, il filosofo?.
    Dopo tanti rotocalchi, da Gente a People Magazine, oggi pubblica soprattutto sul sito Dagospia. Perché?
    ?Perché ? uno dei pochi luoghi ancora liberi di questo Paese?.

    Quando ? cominciato il suo viaggio?
    ?Avevo 18 anni, lavoravo alla reception dell?Ambasciatori. Ero appassionato di fotografia, giravo con la Kodak in prestito e un giorno, una signora della Fao, mi chiese se ero disposto a lavorare per la loro rivista. Passai tre anni, in giro nei Paesi arabi, a fotografare i loro progetti?.
    Tornando ricapit? in via Veneto.
    ?C?era un?euforia pazzesca. I soldi, il boom, ragazze bellissime che arrivavano dalla provincia e diventavano star. Loren, Lollobrigida, Mangano? Tutto il cinema stava l?, gli artisti, i ricchi. Il mondo era cascato a Roma. E io comprai la mia prima Nikon F1?.
    Lei andava a caccia di notte?
    ?Di notte e di giorno, non si dormiva mai. Lavoravo con mio fratello Mario, giravamo con la 500 scoperta in posti come il Number One, L?Ippopotamus, il Jackie O? e nei ristoranti del centro tipo la Taverna Flavia o dalle parti dei grandi alberghi, il Plaza, l?Excelsior, il Grand Hotel??.
    Quella ? l?era dei paparazzi, Secchiaroli, Barillari?
    ?I paparazzi d?assalto si sono sempre mossi in gruppo. Ed era anche la loro debolezza? Io ho sempre preferito lavorare solo. L?ho imparato una volta grazie a Onassis?.
    Racconti.
    ?L?una di notte, cento fotografi davanti all?Osteria dell’Orso. Dicono che dentro c?? Onassis. Tutto sbarrato. Pure la polizia. Io giro il palazzo, so che c?? una porticina sul retro. Indosso il mio solito impermeabile bianco, Nikon nascosta, entro dalle cucine, cammino salutando. Nessuno fa caso a me. Arrivo di botto nel salone, buio, vedo animazione di camerieri intorno al tavolo pi? laterale. Lo punto. Estraggo la macchina, l?ultimo cameriere si sposta. Ecco Onassis. Di fianco a lui c?? una bionda pazzesca. Tre scatti in sequenza. Lui mi vede. Ha un bicchiere di champagne in mano e al quarto scatto me lo lancia addosso. Parapiglia. Me la batto. Scoop?.
    Quanti soldi?
    ?E chi se lo ricorda!?.
    Mi dica la foto che l?ha fatta guadagnare di pi?.
    ?Francesca Thyssen, 31 agosto 1991, Venezia, ballo per i 18 anni della figlia di Maria Gabriella di Savoia. Arriva la nobilt? di tutta Europa. Festa moscia. Ho il treno per Roma alle 6 del mattino e sono condannato a restare?.
    E invece?
    ?Quando scoccano le tre di notte arriva lei, Francesca Thyssen, a cavalcioni di un tedesco immenso. Ha un vestito Versace con una coda di 2 metri. Ride, grida, balla, ? ubriaca. Lui, chiss? perché, le alza il vestito. Io scatto. ? senza mutande. Scatto di nuovo. La foto esce sull?Espresso. Non succede molto. Tre giorni dopo, il New York Times mette la notizia in tre righe di gossip. A quel punto scoppia il caso. Tutto il mondo vuole vedere la foto della Thyssen senza mutande. E io passo una notte intera a stampare e spedire?.
    Totale?
    ?130 mila dollari al netto delle spese?.
    La foto che, al contrario, lei ha pagato di pi??
    ?Sophia Loren, isola caraibica di Santa Lucia, fine anni Settanta. Sto sulle sue tracce perché dicono abbia una storia con un medico importante. Lei se ne accorge e mi fa arrestare?.
    Carina.
    ?Tre giorni in una cella terrificante dove mi davano un pezzo di pane alla mattina e una mezza scodella di rhum pieno di mosquitos alla sera?.
    Lei tormenta e qualche volta viene tormentato. Giusto?
    ?Sbagliato. Io ho sempre fotografato persone adulte, pubbliche, e in buona salute. Che nove volte su dieci non vedono l?ora. La Loren l?ho punita l?anno dopo a Parigi, beccata a mezzanotte con il medico? Adesso siamo amici?.
    Di chi non ? mai stato amico?
    ?Di Federico Fellini, per esempio. Ci detestava troppo e anche a me non era simpatico. L?ho pizzicato qualche volta con attrici, finte segretarie, e lui diventava spiacevole. Erano in tanti a farci la guerra, ma normalmente era una specie di gioco?.
    Per esempio con chi?
    ?Con Mastroianni. Grandissimo sciupafemmine, tranquillo, distratto. Quando mi vedeva mi diceva: ?Umbe?, ma vai a fare il metalmeccanico?. E io: ?Perché non ci vai tu??. Lui si metteva a ridere e mi diceva: ?C?hai ragione?. Oppure Agnelli che se si accorgeva di essere seguito eri proprio fregato?.
    Nel senso?
    ?Che gli fumavano le orecchie e ti seminava. Nessuno era in grado di stargli dietro. Era capace di imboccare il Lungotevere in contromano a 150 all?ora?.
    Non da solo, immagino.
    ?Agnelli non era mai solo. Aveva sempre delle donne bellissime. Ma era una bestia difficile da beccare?.
    La sua volta migliore?
    ?Primi anni Settanta, ristorante il Passetto. Lui mandava sempre in avanscoperta Luca Cordero di Montezemolo che prenotava i tavoli, faceva i sopralluoghi? Agnelli non entrava mai dalla porta principale. Specialmente se stava con una tipa come Rossana Podest?. Vengo a sapere che ? l? dentro, mi metto in attesa, un?ora, due, finalmente esce, 5 scatti, solita fuga. All?alba del giorno dopo mi squilla il telefono: Montezemolo vuole le foto a qualunque prezzo. Io gli dico di no: vendo solo a chi pubblica. Non faccio né ricatti né favori: ? la mia etica?.
    Né favori, né ricatti.
    ?Mai. Cos? arriviamo alle 4 del pomeriggio, quando mi propongono un giornale tipo L?Eco dell?Industria, che ? roba Fiat. Vogliono tutti e cinque gli scatti. Affare fatto?.
    Mai uscite?
    ?Mai. Ma pagate a prezzo di mercato?.
    Chi ? la donna pi? bella che ha mai fotografato?
    ?Grace Kelly, malinconica e intoccabile. Rimasi tre mesi a Montecarlo quando ci fu l?incidente. Forse ho anche pianto?.
    La foto a cui non rinuncerebbe?
    ?Enrico Berlinguer, una mattina di primavera, in piazza Augustea accanto a due stradini che fanno colazione con il panino e il fiasco. Lo stanno salutando, lui sorride?.
    Chi avrebbe voluto fotografare e non le ? mai riuscito?
    ?Giovanni XXIII e Che Guevara?.
    Mai ricevuto botte?
    ?Una sola volta: Mick Jagger all?Hotel Parco dei Principi. Mi vide e mi salt? addosso?.
    E con le scorte come se la cava?
    ?Stanno diventando una specie di ossessione, anche se mi trattano bene, ho i capelli bianchi e faccio la mia figura?.
    Negli anni d?oro neppure esistevano.
    ?Ma no. Incontravi Soraya che girava da sola. O Niarchos, Ava Gardner, Richard Burton. Tutti soli. Agnelli al massimo aveva l?autista e non lo faceva neanche guidare?.
    Quando ? cambiata la musica?
    ?Dopo Moro. Me ne sono accorto una sera del 1979, ristorante dell?Antica Pesa. Dentro ci sono Bettino Craxi e Anja Pieroni. Escono in due con i giubbotti, mi dicono: o te ne vai o ti rompiamo il culo?.
    Oggi?
    ?Oggi qualunque sgallettata ha 20 uomini di scorta. Ma ? solo scena?.
    Mai fatto cronaca nera. Perché??Perché i vivi mi interessano pi? dei morti?.
    Non la annoiano mai?
    ?Solo quando incrocio i morti di fama. L?ultima cantante, l?ultimo televisivo? So che spariranno tra un istante, allora chiudo la mia nuova digitale, sbadiglio, e vado a bermi il caff??.
    Da www.dagospia.com

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