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    19
    apr.
    2004

    Vedere quel video

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    di Francesco Merlo la Repubblica - 18 aprile 2004 Al jazeera ha trovato l'inconsciente, involontaria solidariet? della sua sorellastra italiana, Porta a Porta, in arabo Bab-Bab. Anche Porta a Porta rinnegava Quattrocchi alambiccando e sminuzzando, e facendo audience non con la legittima emozione, ma con la paura del dire, col dire e non dire, col fingere di sapere e col fingere di non sapere, in combutta con un ministro, Franco Frattini, che ? sicuramente ?per bene?, come ora ripete, ma ? troppo vanitoso e purtroppo inadeguato a rappresentare Quattrocchi. L'ultima, disperata , eroica arma di un condannato a morte sono i suoi occhi, ? sfidare con lo sguardo gli assassini. Ebbene, un attimo prima di morire, sfoderando gli occhi e pronunziando quella frase famosa, ?vi faccio vedere come muore un italiano?, Quattrocchi non ha spiazzato e sconfitto i suoi selvaggi aguzzini, ma i levantini reporter loro alleati. E difatti quello sguardo non ha certo fermato i carnefici.

    Quegli occhi e quel grido hanno invece svelato la furbizia di Al Jazeera, costretta a inventarsi un candore di sentimento che non ha mai avuto, pur di non fare vedere la sfida, ultima e tuttavia vincente, degli occhi di un uomo che, ? bello ricordarlo, si chiamava appunto Quattrocchi, un nome che svela subito l’origine siciliana – era nato a Catania – perché la Sicilia nasconde un gigante e la pietra scagliata da Minerva a difesa di Giove aggredito dai Titani nella scalata all’Olimpo. C’? anche il giganteggiare e il rodomontismo del siciliano in una sfida che, pi? ancora che un eroismo, ? un’abitudine, quella del passeggio per il cassero, del ?cassiaramento?,
    l’aria strafottente e affascinante che un uomo qualsiasi assume e assorbe
    tra gli umori dell’Isola.
    Adesso dunque, per non tradire Quattrocchi, il nostro governo deve chiedere che con il corpo ci venga consegnato anche quel video dove c’? tutto l’onore dell’Italia e che vale, ontologicamente parlando, pi? della
    stampella di Enrico Toti, pi? del tiremm innanz di Amatore Sciesa. Hanno il dovere di mostrarci gli occhi sprezzanti di Fabrizio puntati contro gli occhi e contro le telecamere del boia. Volevano mostrarcelo ridotto allo
    stato di bestia, ma grazie ai suoi occhi sguainati, mostreranno al mondo
    intero che le bestie sono loro.
    di Francesco Merlo
    la Repubblica – 18 aprile 2004

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