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    07
    mag.
    2004

    Sky a macchia d’olio

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    Ogni giorno (o quasi) al rientro per la pausa pranzo ascolto ascolto in macchina la Tua trasmissione e sinceramente la trovo MOLTO interessante, tanto che non capisco il motivo per cui una trasmissione di utilit? sociale venga relegata in un tempo cos? concentrato, non nascondo che a volte viene quasi rabbia alla fine della trasmissione perch? si resta con l'amaro in bocca. L'argomento che porto alla Tua attenzione riguarda l'attuale assetto della TV digitale in Italia ed in particolare la posizione predominante di Sky Italia che a quanto sembra ha deciso di dare la spallata finale.

    In barba a quanto stabilito dalle autorit? garanti al momento del benestare per l’acquisizione di Tele+, sembra che a fine anno Sky Italia abbandoner? la tecnologia SECA con il chiaro obbiettivo di rafforzare la propria posizione dominante nel settore della TV satellitare.

    Attualmente in Europa i decoders con tecnologia SECA 2 embedded sono di lunga quelli pi? diffusi, inoltre per quanto riguarda la nutrita schiera di decoders molticrypt del tipo Common Interface esistono diverse CAM per poter usufruire delle trasmissioni con accesso condizionato SECA.
    Invece l’obbiettivo dichiarato da Sky Italia (notizia sul sito ufficiale) ? quello di sostituire (o in alcuni casi di aggiornare) i decoders degli italiani .
    Dal sito ufficiale Sky Italia:”… Attualmente, SKY ha pi? di 2.5m di utenti digitali. Di questi 1.9m utilizzano decoder SECA, il resto utilizza decoder NDS. SKY sostituir? circa i 3/4 dei 1.9m di decoder SECA attualmente utilizzati, il resto avr? bisogno solo della sostituzione della smart card.”

    A mio avviso la presenza dei soli decoders con tecnologia NDS (di propriet? del Sig. Murdock), rischia di tagliare fuori tutti gli altri costruttori (a quanto mi risulta nessuno dei pi? importanti costruttori di decoders o di CAM per Common Interface ha la concessione per l’uso della tecnologia NDS) ed eventuali operatori televisivi concorrenti che sarebbero costretti a pagare dazio per l’uso della tecnologia NDS. Del resto gli unici decoders NDS presenti in Italia sono (come succedeva prima con la Telecom) in comodato d’uso.

    Inoltre dal punto di vista di noi consumatori, possessori di decoders di propriet? Common Interface, l’assenza sul mercato di CAM NDS ci costringe a rinunciare ad apparecchi (molto costosi) e tecnologicamente superiori all’attuale standard dei decoders NDS. Nel mio caso, ad esempio, da poco ho acquistato un decoder CI di ultima generazione “Personal Video Recorder” con HardDisk e CAM per tecnologia SECA per la modica cifra di circa 650?; in assenza di una CAM NDS sarebbe inutilizzabile con il mio abbonamento SKY.

    Diversi consumatori si stanno muovendo per protestare nei confronti della posizione assunta da Sky Italia ed in Internet circola una lettera indirizzata all’ Autorit? per le Garanzie nelle Comunicazioni. Di seguito ho riportato il testo della lettera, ma non Ti nascondo il mio personalissimo senso di sfiducia in tale ente, come gi? dimostrato anche in qualche vicenda gi? affrontata dalla Tua trasmissione.

    Certo della Tua attenzione Ti ho scritto nella speranza che Radio a Colori possa sollecitare e controllare
    (scusa il paradosso) l’ Autorit? Garante.

    Spett.le Autorit? per le Garanzie nelle Comunicazioni
    Sono un abbonato ai servizi di TV satellitare erogati dalla Societ? Sky Italia, proprietario di un ricevitore “Common Interface” [multicrypt]).
    I ricevitori common interface sono da anni sul mercato e ne esistono di varie marche con una effettiva concorrenza fra i produttori. Essi possono ricevere sia le emittenti in chiaro sia quello codificate con una cam intercambiabile che si inserisce nel ricevitore (per ogni diverso sistema di codifica) ed una smart card fornita dall’emittente che si inserisce nella cam. Tali ricevitori sono aggiornati allo stato della tecnica delle trasmissioni satellitari e rappresentano lo stato dell’arte per quanto riguarda detto settore ed hanno ovviamente un certo costo.

    Con tale tipo di ricevitore (acquistato con fiducia visto che era funzionale e compatibile con l’operatore Sky, il quale nel contratto d’abbonamento NON specifica, n? potrebbe legittimamente farlo, alcunch? riguardo a modelli supportati o meno) pur dovendo rinunciare ai cosidetti “servizi interattivi” (che trovo poco utili), ho una pi? agevole gestione dei servizi tramite funzioni avanzate quali PVR, gestione liste canali, etc.

    Fino ad oggi sono pienamente soddisfatto di tali ricevitori per la ricezione anche dei canali di Sky Italia. Leggo sul sito di Sky Italia (http://www.skytv.it/SKYRisponde/comunicatoseca.htm) che questa societ? intende abbandonare entro breve lo standard “Seca” per utilizzare il proprio standard “NDS”, fornendo, a chi non lo possedesse, un decoder proprietario e non anche un cam per i ricevitori common interface a titolo gratuito.

    Il risultato di tale operazione sarebbe che io sarei costretto ad utilizzare per Sky esclusivamente tale decoder che oltre ad avere problemi tecnici per il collegamento ad impianti satellitari motorizzati o dotati di lnb particolari, con una ulteriore spesa per l’adattamento, non consente la visione di tutti i canali satellitari disponibili ammettendo assurdamente la visione di soli 20 canali non codificati. Inoltre tale decoder, tecnicamente inferiore ai ricevitori common
    interface, non consente di per s? neanche un facile interfacciamento a questi ultimi, non essendo dotato dei necessari accorgimenti (uscita if etc.) e comunque non essendo possibile l’abbandono del common interface per gli ulteriori canali che consente di vedere ? non poco ingobrante.

    Anche ai sensi dell’art. 2 del d.l. 30 gennaio 1999, n. 15, la Delibera n.216/00/CONS dell’Autorit? per le Garanzie nelle Comunicazioni
    (http://www.agcom.it/provv/d216_00_CONS.htm) [legge sul Decoder Unico] stabilisce, nel suo art. 3.1 che: “Gli operatori di accesso condizionato anche in possesso di un titolo abilitativo alla trasmissione televisiva digitale a pagamento, indipendentemente dai mezzi di trasmissione, sono tenuti a garantire agli utenti la fruibilit?, con lo stesso decodificatore, a qualunque titolo detenuto o posseduto, di tutte le offerte di programmi digitali con accesso condizionato e la ricezione dei programmi radiotelevisivi in chiaro. A tale scopo essi utilizzano il sistema simulcrypt secondo le norme del DVB o, in alternativa, il sistema multicrypt secondo le norme definite dal DVB.” Mi permetto di evidenziare il passaggio ove si dice: “sono tenuti a garantire agli utenti la fruibilit?, con lo stesso decodificatore, a qualunque titolo detenuto o posseduto”.

    Leggo inoltre, sempre sul sito dell\’Autorit? (http://www.agcom.it/provv/stand_RD.htm) che: “La normativa europea obbliga per? i depositari di algoritmi proprietari di accesso condizionato di fornire, su licenza, la tecnologia a condizioni eque e non discriminatorie.” Nonostante siano anni che la societ? Sky operi con il proprio sistema di crittazione “NDS” in Inghilterra, non mi risulta che esistano sul mercato ne Decoders ne Moduli di Accesso Condizionato compatibili prodotti da terze parti a proprio nome, il che mi induce a pensare che Sky non abbia mai concesso in licenza i propri algoritmi proprietari (infatti, non mi ?
    possibile al momento acquistare, né in italia, né all’estero, un Modulo ad Accesso Condizionato (CAM) per il mio decoder Multicrypt che supporti lo standard “NDS”).

    Inoltre tale operazione rischia attraverso l’esercizio di una posizione dominante da un lato di penalizzare in Italia i produttori di ricevitori common interface, dall’altro le emittenti in chiaro (a causa del fatto che i limitati canali in chiaro ricevibili con il decodificatore saranno scelti da Sky) e sostanzialmente di impedire in futuro l’ingresso di un altro operatore nella pay tv che si scontrerebbe con la realt? di un numero notevole di decodificatori incompatibili gi? installati.
    Tutto ci? viola la normativa sulla concorrenza sia interna che comunitaria. Non si contesta qui il diritto di Sky di usare una sua codifica ma l’abuso che vuol fare imponendo agli utenti di usare un suo specifico ricevitore quando esiste la possibilit? tecnica di usare quella codifica facendo utilizzare all’utente il ricevitore common interface che ritiene pi? vicino alle sue esigenze.

    Di questo passo Sky potrebbe pretendere l’uso per ricevere i suoi programmi anche di particolari televisori!

    Si confida quindi che si prendano tutti i provvedimenti opportuni per
    salvaguardare i diritti e gli interessi dell’utente e del mercato.

    BehaBlog ringrazia Massimo Centrella

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