• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Lauree triennali e ‘stage obbligatori’
    07
    giu.
    2004

    Lauree triennali e ‘stage obbligatori’

    Condividi su:   Stampa

    Mi chiedo ogni giorno di pi? se il ?diritto allo studio? esista ancora come principio nei nostri atenei. Se da un lato il numerus clausus dovrebbe garantire una maggior qualit?, altre scelte sono in netta contraddizione con il concetto di qualit? (concetto forse elusivo, ma di significato chiaro, credo, per tutti). Temo che molte decisioni siano pi? orientate verso il concetto di élite, il che fa sorgere evidenti contraddizioni.

    Mi sono laureata il 18 luglio 2003 presso l?Universit? Ca?Foscari di Venezia in Traduzione e Interpretariato (secondo la classificazione vigente, classe 3 dei Corsi di Laurea in Mediazione Linguistica), a seguito di tre anni di corso.
    Data la mia esperienza, cercher? di delineare alcuni dei punti contraddittori di questa ?nuova? universit?:
    1. il processo di adattamento degli ordinamenti esistenti e di creazione di nuovi ha comportato una trasformazione di tutti gli esami (prima definiti come annualit?, semestralit?, ecc..)in termini numerici di crediti: ci? ha creato un?enorme disparit? tra il ?nuovo? il ?vecchio? ordinamento, e, oltre ad un lavoro coordinato di segreteria e docenti immenso, caos nei piani di studio e disparit? tra studenti che avevano sostenuto i medesimi esami;
    2. dato che la presunta obiettivit? del conteggio dei crediti da assegnare a ciascun corso (ore di lezione + ore di studio a casa)in realt? si affida alle opinioni dei docenti, vi ? anche una grande ? e maggiore- disparit? tra ateneo e ateneo ?a parit? di esami? ( e vi sono materie che paiono ?valere meno? di altre);
    3. dovuto a ci?, e data l?autonomia tanto osannata di ogni ateneo, i passaggi da un ateneo all?altro non sono semplificati, ma resi pi? impervi, data la discrezionalit? data a ciascun ateneo sulla valutazione dei piani di studio degli studenti e le possibili discrepanze sopraccitate (per esempio, uno studente con una laurea di primo livello che vada a frequentare la CORRISPONDENTE laurea di secondo livello in un ateneo diverso da quello in cui ha ottenuto la laurea, pu? ?anzi, ? certo di- vedersi rivisitare il piano di studi pregresso, e quindi essere costretto a sostenere esami che colmino dei ?debiti? riscontrati dal nuovo ateneo – dato che ? improbabile che il suo piano di studi sia identico a quello della laurea triennale corrispondente del nuovo ateneo. In pratica, ? come se si trasferisse presso un altro ateneo, quando invece ? gi? in possesso di una laurea della stessa classe della ?Specialistica? ).
    Per parlare del mio caso specifico, in questo momento nuoto nel caos della ?specialistica? alla SSLMIT di Trieste, e sto ancora lottando con Ca? Foscari -ma ho gi? perso!- per vedermi riconosciuti 8 crediti che non sono mai stati considerati nel mio piano di studi, anche se la mancanza era stata segnalata pi? volte: in pratica, durante il primo anno di corso, anno di passaggio tra il vecchio e il nuovo ordinamento, ci era stato indicato di sostenere due esami ?opzionali? che, dovendo in un futuro corrispondere a 5 crediti l?uno, dovevano essere degli ?annuali compattati?. Questi esami potevano ?e dovevano, non essendoci altra scelta- essere di corsi esterni al corso di studi in Traduzione e interpretazione, e quindi di qualsiasi altra ?laurea? anche di un?altra facolt?.
    Ho sostenuto e superato 2 ?annuali compattati? presso la Facolt? di Lingue e Letterature Straniere di Ca? Foscari. Sul mio piano di studi sono apparsi i previsti 5 crediti l?uno. Poi un giorno scopro che per tutti gli altri studenti quegli ?annuali compattati? erano stati registrati con 9 crediti l?uno. In pratica, ho dato gli stessi e identici esami, con lo stesso programma, ma per me ?valgono? meno. E pare non ci sia verso di vedermi riconosciuto il mio lavoro. Anzi, durante la fase di aggiustamenti in corso dei nostri piani di studi, il valore di tali esami era anche sceso a 3 crediti l?uno?
    Questo ? solo uno dei tanti esempi che potrei fare: esami ?sdoppiati? (e con essi il voto) per far quadrare i conti ? e rifiuto di far sostenere realmente tale esame , invece di vedersi 2 volte un voto che magari non era eccelso, crediti rimescolati a piacere, ?tesine? di laurea dalla stesura incerta fino all?ultimo, con il risultato di vedersi un lavoro ingente ridotto in 15 RIGHE (?vale un credito!!?) e di non poter depositare nient?altro, corsi comuni per classi diverse?
    Da ultimo, il problema del nostro ?stage? (20 crediti, per la precisione).
    A onor del vero, in una riunione pre-iscirzione, alle/ai 50 selezionate/i (25 per la lingua cinese, 25 per spagnolo e inglese) per il corso di studi in Traduzione Interpretazione della sede staccata di Treviso dell?universit? Ca? Foscari di Venezia, era stato detto che probabilmente le spese di viaggio, vitto e forse alloggio per lo stage OBBLIGATORIO di tre mesi previsto durante il corso di studi sarebbero state a carico degli studenti. L?universit? avrebbe provveduto, per?, pagare interamente il corso in loco.
    Ancor prima di cominciare gli studi, il problema di questo stage obbligatorio non sembrava tale: sembrava solo una bellissima occasione.
    Durante il secondo semestre del secondo anno, per?, quando cio? sono stati organizzati tali ?stage? , i problemi sono risultati evidenti: innanzi tutto, lo stage era per tutta la classe ?in blocco?, e non per i singoli; poi, l?universit? pagava s? il ?tailor-made course?, ma noi studenti abbiamo comunque pagato tutte le rate delle tasse universitarie, nonostante un semestre trascorso all?estero; inoltre, nessuna possibilit? di sovvenzione, per nessuno, era prevista in base al reddito o per merito.
    Come ? quindi possibile che un corso di laurea preveda uno ?stage? obbligatorio (senza quindi comunque alcuna possibilit? di scelta per quando riguarda la destinazione,ecc..) che per? ? a spese degli studenti? Chi non si pu? permettere di pagare lo stage, non pu? frequentare il corso di studi, anche se ? stato selezionato tra un?ingente quantit? (circa 500) di canditati?
    Credevamo di poter rientrare nei progetti Socrates-Erasmus (come avviene in altri atenei, come ad esempio a Gorizia), e quindi poter beneficiare almeno delle minime sovvenzioni previste per tali progetti, ma ovviamente per noi ci? non era possibile. Anzi, ci siamo trovate escluse, tra l?altro, dalla possibilit? di poter partecipare alle graduatorie per tali progetti (oggi invece gli studenti del corso vi possono partecipare al primo anno?ma non sostituisce lo stage, che rimane obbligatorio).
    Data la riforma dell?universit?, il nostro corso ? stato – come lo ? ora quello per la laurea specialistica- una sorta di esperimento, e noi 25 selezionate studentesse del corso le necessarie cavie di laboratorio. É il prezzo da pagare per ogni riforma, si sa, quindi ? ovvio che vi siano problemi burocratici, confusione e incertezze.
    Credo per? che non siano ammissibili tali -piccole, per carit?- ingiustizie, per quante giustificazioni burocratiche che fanno rientrare tutto ?in ordine? ci possano essere.
    Mi scuso, come vede non riesco ad essere concisa come mi ero ripromessa: ma mi creda, sto tralasciando tanti episodi. Il fatto ? che in questo modo la vita universitaria ? molto pi? stressante di quanto dovrebbe essere, e ci? purtroppo influisce negativamente sulla resa, sulla voglia di studiare, sulla soddisfazione di imparare.
    ? una lettera di una studentessa universitaria indirizzata a Corrado Augias su Repubblica che mi ha fatto sentire ?meno sola? e mi ha ridato la voglia di ?lottare?, e di raccontarle quindi la mia storia: la ragazza lamentava il fatto che molte lauree triennali siano in effetti una sorta di ?compattamento? delle quadriennali, e comportino pertanto un monte ore di lezioni notevole, con programmi pressoché immutati (purtroppo e per fortuna) rispetto a quelli delle ?vecchie lauree?, e l?impossibilit? di poter svolgere altre attivit? (lavorative e non)al di fuori dell?universit? ?soprattutto quando l?universit? ha frequenza obbligatoria. Risultato: lo scadere della qualit? dell?universit?, basata su modelli che, per il momento, non sono compatibili con il nostro sistema.
    L?ottimizzazione del tempo per ora si ? risolta in una corsa al maggior numero di esami nel minor tempo possibile, a scapito di quella qualit? che caratterizza gli studi universitari italiani: se da un lato non ? ammissibile concepire un mondo accademico in cui moltissimi studenti impiegano anche pi? di 8 anni per ultimare gli studi, d?altro canto il ridurre il Sapere a numeri di pagine e ore pi? o meno quantificabili si sta traducendo in un chiaro degrado della preparazione accademica.
    Ma ci? avviene non perché gli studenti ?studino di meno?, avendo ?meno anni da frequentare?: nonostante ci? che viene scritto sui programmi, per fortuna molti professori non cambiano sostanzialmente i loro: diminuiscono magari le letture di approfondimento, purtroppo s?, ma quando si hanno in media 13-15 esami all?anno da sostenere, non ci si possono permettere certi ?rallentamenti?.
    In conclusione, nel caso della ragazza e nel mio caso- e credo nella maggior parte degli atenei- chi rientra nel ?nuovo ordinamento? studia come gli altri, ma pi? in fretta. ? nella velocit? che si perde la qualit?.
    Non a caso, coloro i quali , nell?anno di transizione, hanno potuto scegliere tra il nuovo e il vecchio ordinamento, hanno preferito correre il rischio di non avere pi? corsi per loro e rimanere nel ?vecchio?. Ovviamente, per chi vede il tutto dal di fuori, gli esami delle triennali sono ?esamini?, e le lauree che si ottengono ?mini-laureee? o ?lauree non vere?. Psicologicamente ? frustrante, nel mondo del lavoro ? poco competitivo.
    Da un lato, quindi, ? vero: coloro i quali hanno seguito il ?vecchio ordinamento? hanno maggiori probabilit? di avere un?istruzione di qualit? migliore. Hanno avuto modo di riflettere di pi? su ci? che stavano facendo, di approfondire.
    Quelli del nuovo ordinamento, differiscono quindi in genere non per quantit?, ma perché corrono maggiori rischi di compromettere la qualit? di ci? che hanno appreso e stanno apprendendo.
    Questa, come ogni generalizzazione, ha chiaramente dei limiti. Se mi sono decisa a scriverle tutto questo ? perché, aldil? della mia storia particolare, molti studenti versano in situazioni analoghe. Spero che qualcosa si possa fare, se non per me, per i futuri studenti universitari.
    La ringrazio per la possibilit? che offre a noi cittadini e il servizio che ci rende.
    BehaBlog ringrazia Valentina Vendrame

     commenti
    Commenti
    5
    Lascia un commento
    mryacxnohny .
    14/01/2012 alle 16:50
    oE3H6s , [url=http://wfqploelbedi.com/]wfqploelbedi[/url], [link=http://wnujanwjmfik.com/]wnujanwjmfik[/link], http://qbkakngssazu.com/
    xaedncqmf .
    12/01/2012 alle 14:04
    g39B8B wfwzlrwqshwy
    csicnlav .
    09/01/2012 alle 17:42
    b5QuLC , [url=http://rrgcuxalbzkt.com/]rrgcuxalbzkt[/url], [link=http://pdqchfzkwkxu.com/]pdqchfzkwkxu[/link], http://qnnfabvtoads.com/
    ocjgqfzq .
    09/01/2012 alle 13:07
    O0hj6V apmvbwbcjwid
    Philly .
    09/01/2012 alle 01:50
    I love these arictles. How many words can a wordsmith smith?

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook