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    07
    giu.
    2004

    L?affare privato delle acque minerali

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    Le acque minerali e di sorgente sono un bene pubblico, che le Regioni, titolari della risorsa mineraria, concedono alle aziende private di imbottigliamento a fronte di un canone annuo. L?Italia ? il Paese al mondo con il pi? alto consumo di acqua imbottigliata ed il giro di affari ? di almeno due miliardi di euro l?anno. Ma pur essendo proprietarie della materia prima, le Regioni italiane ? da anni costrette a fari i conti con difficolt? finanziarie e tagli alle spese ? si accontentano di ottenere da questo business solo le briciole.

    Un recente dossier di Legambiente mette in luce le assurdit? e le contraddizioni di un comparto tuttora governato da un regio decreto del 1919. Le tariffe per lo sfruttamento delle fonti d?acqua non sono in alcun modo equiparate ai guadagni del settore e le differenze da Regione a Regione sono tanto evidenti quanto inspiegabili. Nella maggior parte dei casi le amministrazioni regionali chiedono un canone calcolato sulla base dello spazio occupato dalle aziende per l?attivit? di estrazione ed imbottigliamento: ma mentre il Veneto, che di recente ha rivisto le proprie tariffe, chiede 516 euro per ogni ettaro in concessione, la Puglia si accontenta di un solo euro per ettaro.
    In media, tuttavia, le tariffe non superano i 50 euro per ettaro e cos? ? facile trovarsi di fronte a situazione come quelle della Toscana dove le diverse aziende di imbottigliamento versano complessivamente alla Regione 197 mila euro, ma ricavano dalla vendita dell?acqua estratta qualcosa come 75 milioni di euro. In pratica il costo della materia prima incide sul fatturato di queste aziende per un misero 0,26%. Molto meno di quanto incida la spesa per la colla delle etichette o per le bottiglie.
    Bottiglie che le Regioni, ricorda Legambiente, devono poi preoccuparsi di smaltire attraverso la raccolta dei rifiuti. Ecco, allora, che quella dell?acqua minerale non ? pi? la storia di un guadagno pubblico mancato, ma di una remissione certa. Nel 2001, rivela il dossier degli ambientalisti, la Lombardia ha incassato solo 130 mila euro dalle concessioni per lo sfruttamento delle fonti d?acqua, ma ne ha spesi 26 milioni solo per raccogliere e smaltire le bottiglie di plastica.

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