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    07
    lug.
    2004

    In italia le bollette pi? care

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    da www.gazzettadiparma.it Dura l'Authority per l'energia che chiede una ?tariffa sociale? ROMA - L'Authority per l'energia denuncia: le bollette italiane sono tra le pi? care d'Europa. Le tariffe per le famiglie numerose, che presentano consumi elevati, arrivano nel caso della luce a registrare fino al 50% in pi? della media europea. Nella sua prima relazione annuale l'Authority ha evidenziato una situazione a dir poco paradossale: i nuclei familiari numerosi, magari in condizioni non agiate, pagano, a causa dei maggiori consumi, l'elettricit? in misura superiore rispetto a un single ricco che, a causa del suo stile di vita, resta poco a casa.

    Il presidente Alessandro Ortis ha puntato il dito anche sull’elevato costo del gas e ha ribadito che ?c’? poca concorrenza? e che i due mercati di riferimento, quello della luce e quello del metano, soffrono ancora della presenza di ?operatori dominanti?, l’Enel e l’Eni. Un allarme che il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini ha rilanciato: ?la riduzione delle tariffe resta una priorit? reale, che non pu? essere elusa e che deve essere affrontata con coraggio e determinazione?.
    Il presidente Ortis ha snocciolato alcune cifre eloquenti del caro-bollette: fino al 50% in pi? della media Ue per quanto riguarda le famiglie con alti consumi (3-7 mila kwh annui) ed un divario in crescita sul fronte delle imprese. Fino a +20% le tariffe, invece, nel confronto sul gas per consumi domestici con riscaldamento. A tal proposito, Adusbef e Federconsumatori hanno proposto una serie di misure che potrebbero alleggerire le bollette delle famiglie di 90-100 euro all’anno.
    Nella relazione, l’Authority ha sottolineato che esiste un’esigenza di ?politica sociale? nel calmierare i costi per le famiglie e garantire le classi meno agiate. E ha dato un suggerimento per poterlo realizzare: ?il veicolo per dare un’indicazione in questa direzione all’Authority potrebbe essere il Dpef?. Ortis ha poi illustrato la cronica dipendenza dell’Italia dal petrolio. La parte della tariffa regolata (trasmissione e distribuzione) ? in calo ed ? in linea con i prezzi Ue, e pesa solo per il 22% mentre la ?parte preponderante (67%)? ? legata ai costi di produzione. Il divario dipende ?dalla produzione italiana: il 70% ? legato agli idrocarburi contro un 60% negli altri paesi europei? legato a fonti pi? convenienti come nucleare e carbone.
    Un’indicazione rilanciata immediatamente dal presidente dell’Enel, Piero Gnudi: finché l’Italia ?continuer? a bruciare petrolio? le tariffe non caleranno e ?serve un nuovo mix di fonti, carbone in primis?. Infine, ha spiegato Ortis, sulle bollette ha pesato anche ?la scarsa competitivit? che ha consentito ai venditori di non trasferire adeguatamente sui clienti finali la riduzione dei costi dei servizi infrastrutturali regolamentati degli ultimi anni?.
    da www.gazzettadiparma.it

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