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    09
    set.
    2004

    Scuola in frantumi

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    Gentile Oliviero, sono un'insegnante indignata e molto arrabbiata per quello che sta succedendo in seguito alla Riforma Moratti nella scuola elementare. La questione che ? pi? allarmante ? ci? che riguarda la figura del docente "tutor", tanto sbandierato. Con molto rammarico i media non danno nessuna spiegazione di cosa ? veramente questa figura, enfatizzandone sola la novit? e l'avvicinamento alle figure professionali di altri paesi europei.

    La legge ’53 di riforma dell’istituzione scolastica prevede la figura tutoriale, non esplicitandone chiaramente le modalit? di funzionamento. Il suusseguente decreto ’59 e c.m. 29, normativa attuativa della legge’53, pur sottolineando ed evidenziando le nuove funzioni tutoriali, sicuramente interessanti e qualificanti per la professionalit? docente, sono deficitarie di alcuni punti, quali:
    1. il tutor dovr? essere formato. I corsi non sono partiti, pertanto non esistono tutor formati: chi pu? farlo?
    2. il tutor dovr? avere un orario non infereriore di 18 ore.Nella scuola elementare gli insegnanti lavorano 22 ore + 2 programmazione: dove vengono estrapolate le ore necessarie per esplicitare la funzione tutoriale? E come vengono retribuite?
    3. la funzione tutoriale non va a descrivere una nuova figura professionale, pertanto ? caratteristica di ogni singolo insegnante. Perch? solo alcuni possono esplicitarne la funzione? Ne vengono eliminati gli insegnanti di sostegno che sono specializzati, gli insegnanti di inglese e di religione: questi non hanno pari dignit? all’interno dlla classe? Ricordo che secondo la normativa ogni docente ? titolare e responsabile della classe dove opera al di l? delle ore.
    Queste sono solo alcune riflessioni che mi auguro trovino un ‘eco, perch? la situazione che sta vivendo la scuola elementare (oggi scuola primaria) ? davvero preoccupante.
    Inoltre i dirigenti scolastici, hanno avuto e continuano avere da parte del mnistero continue pressioni per portare a compimento l’attuazione della riforma, con note riservate interne, a costo di atti punitivi nei confronti dei docenti “ribelli”.
    Dobbiamo temere all’evento di una dittatura? Magari non palesememte dichiarata, ma che costruisce i cervelli, o meglio li plagia?
    Non credo di desiderare questo per i miei figli!
    Spero che questa mio grido in una giungla di indifferenza possa essere ascoltato.
    Maria Cristina Borsari

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