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    11
    ott.
    2004

    Delusione esistenziale in presa diretta

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    da PuntoCom Nel romanzo di Oliviero Beha il protagonista ? un giornalista prigioniero della Vecchia Fornace Oliviero Beha non ha certo bisogno di presentazione. Il suo giornalismo ? sempre stato ?assoluto?, non ha accettato compromessi. Ha denunciato il malfunzionamento del Belpaese, l?incapacit? della classe dirigente di programmare lo sviluppo, di ?gestire? i cambiamenti se non in chiave autoreferenziale. E? quello che in gergo ritrito si definisce un giornalista scomodo. ?Sono stato io? ? un libro non facile (e quando mai?) da definire e incasellare, uno sfogo, un?esplosione di amarezza accumulata in anni di onorato servizio. Beha, come definirebbe il suo libro? Un romanzo e, insieme, un saggio; con dosi da cavallo di autobiografia.

    Un romanzo o un saggio?
    Mi era stato commissionato un saggio, ma mi ? venuto un romanzo. Questione di saturazione del mercato: per esempio il genere ?giallo? di cui c?? un?inflazione, cos? la saggistica mi ? sembrata meno interessante di un romanzo in presa diretta. E, inoltre, anche se pu? sembrare poco verosimile, direi che, in parte, ? stato il libro che ha scritto me.
    Il libro sembra scritto sul lettino di uno psicanalista.
    In parte ? una seduta psicanalitica collettiva. Le chiavi di lettura sono tali solo se in rapporto con una lettura collettiva funzionale a una drammaturgia. Il simbolo ? l?Edipo/Berlusconi nella psicologia collettiva degli italiani.
    Curiosit?: perché la sede di lavoro del protagonista ? chiamata ?Vecchia Fornace??
    Anche questa ? una dilatazione metaforica. La Vecchia Fornace ? simbolica. Saxa Rubra (sede della Rai, ndr) vuole letteralmente dire sassi rossi, il luogo di una vecchia fornace. Questa ? la spiegazione filologica. Ma oltre c?? il rapporto dei media con la politica, il rapporto della politica con i media e, infine il rapporto dei media con il Paese. Ecco che emerge un rapporto insoddisfacente. C?? l?idea che i giornali, televisioni, radio eccetera facciano quello che serve a uno o all?altro schieramento politico.
    Un esempio?
    Prendiamo la relazione che il Governatore di Bankitalia fa annualmente a maggio. La notizia non ? quello che realmente dice Antonio Fazio, ma i titoli che poi sono: ?Fazio d?accordo con Berlusconi? e, contemporaneamente, da un?altra parte ?Fazio: Berlusconi vattene?.
    Una lettura partigiana dei fatti?
    S?, ma la situazione ? molto peggiorata. Con il passaggio dal sistema proporzionale al maggioritario si ? avvertito un momento di ?erezione del paese?. Ma non ? successo nulla. Il maggioritario ? diverso dal proporzionale ma sarebbe stata la stessa identica situazione se si fosse passati dal proporzionale al buddismo.
    Allora la colpa non ? solo di Berlusconi.
    Berlusconi ? il simbolo di un pertugio nel ?cul de sac? di questo Paese. E? una sorta di assuefazione passiva nella quale Berlusconi ? entrato come il burro.
    E, come sempre, qui si finisce a torte in faccia.
    S? perché ? una recita dove gli attori, il Paese, i giornalisti e persino la cameriera, tutti recitano male. Ciascuno interpreta male la sua parte. Siamo solo stati efferati nello stoppare la meritocrazia.
    Insomma, siamo ridicoli?
    Beh, basta pensare al conflitto d?interessi: in cinque, dicesi cinque, anni di governo, il centro-sinistra non ha fatto una legge sul conflitto d?interessi.
    Si ? solo sciacquata la bocca?
    Non basta cantare l?inno di Mameli, di cui poi si canta solo la prima strofa, (per evitare parole imbarazzanti) per cambiare il Paese.
    Il trionfo del politicamente corretto?
    Politicamente corretto ? una formula che muore da sola.
    Cosa si aspetta da questo suo libro?
    Che venga dibattuto in modo serio, perché manifesta il disagio profondissimo di un padre. Vorrei che se ne parlasse in modo approfondito.
    E? stato lei a scegliere il suo editore Marco Tropea piuttosto che un grande gruppo editoriale?
    Direi piuttosto che ? stato Marco Tropea a scegliere me. Mi aveva chiesto un saggio sulla comunicazione.
    E quando ha letto il manoscritto che reazioni ha avuto?
    Ha boccheggiato, e poi ha detto ?Va bene?.
    E adesso lo promuoverete in televisione?
    No, con il passa-parola che ? l?esatto contrario di Porta a Porta.
    Nell?ambiente come ? stato accolto il libro?
    Con dosi industriali d?indifferenza. Dall?ambiente solo reazioni superficiali.
    Qual ? il suo sogno nel cassetto?
    Continuare a scrivere in santa pace e agli altri direi: fatemi fare il mio lavoro che il prezzo l?ho pagato.
    A.M.

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