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    12
    ott.
    2004

    Il sito di indymedia torna a funzionare

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    da RaiNews Era stato oscurato gioved? scorso per una decisione dell'Fbi. Tutto sarebbe partito da una richiesta di Italia e Svizzera. Restano i problemi relativi all'archivio. Ci si interroga su chi abbia rischiesto l'oscurazione del portale nato a Seattle nel 1999 Il sito di Indymedia ? tornato a funzionare. Dopo essere stato oscurato nei giorni scorsi per decisione dell? Fbi. E in Italia continua ancora la polemica su chi avrebbe richiesto all?intelligence americana di bloccare il sito. La richiesta sarebbe partita dall?Italia e dalla Svizzera, almeno stando alle parole del portavoce dell?Fbi, Joe Parris, che ha spiegato che la decisone non ? stata presa direttamente dal ministero di Giustizia americano. Insomma il sito torna a girare, anche se c?? da dire che si tratta di una soluzione temporanea, possibile grazie alle copie di back up del sito che per? non ricoprono tutto il materiale contenuto nell?archivio.

    I responsabili di Indymedia spiegano che tra i documenti sequestrati ci sono anche le copie informatiche della documentazione del Genoa Legal Forum., che riguardano i processi fatti sul G8 di Genova. . Ricordiamo che il sito era stato oscurato gioved? scorso sulla base di una rogatoria internazionale.
    L?Fbi ha sequestrato, nell?agenzia Racks?ace di Londra, gli hard disk che servono il portale italiano e un?altra ventina di siti della stessa societ? Imc. Dopo due giorni i responsabili del portale sono riusciti a ripristinare il sito utilizzando un altro provider straniero che sarebbe stato offerto da una persona che si ? sempre occupata dell?amministrazione di Indymedia.
    E sul sito sta arrivando una valanga di messaggi sul perché del sequestro.
    Un quotidiano ginevrino nei giorni scorsi aveva reso noto che un su Indymedia veniva utilizzato per minacciare due ispettori impegnati nelle inchieste sui disordini del G8 nel 2003. Le foto dei due ispettori sarebbero state pubblicate sul sito l?8 settembre, in risposta alla polizia ginevrina che aveva pubblicato sul sito le foto dei presunti blackbloc. Pare che su Indymedia sia stato pubblicato l?indirizzo privato di uno degli ispettori. Anche Alleanza nazionale tempo fa avrebbe chiesto la chiusura del sito.
    Inoltre la Procura di Bologna avrebbe avviato un?inchiesta contro ignoti con le accuse di istigazione, apologia di reato e vilipendio delle Forze armate, anche se non ? certo che ci siano legami con si occupa del sito. A Indymedia che conta una sessantina di nodi in tutto il mondo ? nata nel 1999 nei giorni delle manifestazioni e degli scontri contro il vertice Wto di Seattle. I manifestanti usarono internet per coordinare le azioni on line.
    La filosofia di Indymedia si basa sull?open publishing, ossia non ci sono filtri, tutti possono dire tutto senza freni. Vengono censurati soltanto contenuti contrari alla policy decisa dai fondatori, in senso sessista, razzista o di estrema destra, il resto pu? andare on line.

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