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    22
    ott.
    2004

    Venti classi allagate, danni per mezzo milione di euro

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    da www.corriere.it ?Siamo ignobili?. Confessano i vandali del Parini Milano, lettera firmata da quattro studenti del liceo. ?Volevamo saltare il compito di greco?. Probabili altri complici MILANO - E? sconvolto, il preside. ?Incredibile, inaspettato, gravissimo?, dice. Alza gli occhi al soffitto fino a ieri gocciolante e infradiciato, mitragliato di buchi come un casa di Falluja. ?Siamo stati noi?, gli hanno appena detto quattro studenti accompagnati dai genitori.

    Al primo piano del Parini ci sono i carabinieri. Pi? in alto gli operai con le scarpe nella segatura puntellano i muri ancora inzuppati d?acqua. Dallo scalone si sentono i singhiozzi di una ragazza. E? una mattina di gelo nel liceo della buona borghesia milanese. Gelo, sconcerto, disagio sulle facce di tutti. Il preside, Carlo Arrigo Pedretti, legge la lettera che un pap? gli ha appoggiato sulla scrivania. E? una confessione scritta. L?ammissione che ad aprire i rubinetti e allagare il Parini non sono stati vandali, esterni o altro. Sono stati gli studenti. Cinque o sei studenti della prima liceo.
    Tre ragazze e un ragazzo sono l?, con gli occhi bassi. ?Siamo cos? dispiaciuti e increduli che siamo stati incapaci di autodenunciarci?, hanno scritto. Poi, con sintesi perfetta, la notizia: ?Niente silicone, ma colla comprata in cartoleria e domopak, volevamo creare soltanto un piccolo guasto per ritardare l?entrata a scuola ed evitare il compito di greco. Invece ? stato un disastro?.
    Hanno sputato il rospo quando ormai non potevano farne a meno. I compagni, lo sapevano tutti. Alle otto e un minuto di luned?, quand?? stata annunciata la chiusura della scuola per allagamento, in via Goito c?? stato un boato. Qualcuno non ha resistito alla tentazione di farlo sapere. Nella felicit? collettiva per una vacanza non annunciata si ? perfino fatto ringraziare. Forse si ? sentito un eroe, un povero eroe del nulla protagonista di un gesto da ricordare: la verifica di greco sgamata, cinque ore di lezione saltate, una mattina da ?tana e liberi tutti?. Nessuno sapeva dei danni, racconta Massimo, terza liceo, io ne ho approfittato per cercare i biglietti di Milan-Barcellona. Ho detto anch?io grazie, all?istante senza immaginare le conseguenze?, dice Stefano, seconda liceo. ?Che figata, ho pensato. Hanno bloccato la scuola per un compito in classe?, ? stato il primo pensiero di Monica, quinta ginnasio. Adesso sono loro a sentirsi traditi. Qui non li vogliamo pi?, dicono. Hanno fatto una stupidata da meritarsi i lavori sociali. Dovranno pagare i danni. Non si pu? lasciare impunita una cosa del genere.
    E? su questo che si discute dentro e fuori il Parini. Sul finale della lettera che scuote anche il pi? intransigente degli accusatori. ?E? stato un gesto ignobile, anche noi ci consideriamo ignobili. E questo, insieme al nostro dispiacere, ? l?unico modo per sentirci dentro una scuola che ? ancora cos? gran parte della nostra vita. Perdonateci, se potete?. Un finale da pi?ce che prende in prestito il titolo di un film di Luigi Magni sulla Roma papale del XVI secolo, ?State buoni, se potete?, storia di san Filippo Neri, di infanzia abbandonata e istituti di rieducazione, un legame che qualcuno considera voluto.
    Perdona Aldo Scarpis, l?insegnante di greco, quello dell??uno meno meno? a uno degli autori del sabotaggio. ?E? stata una bravata fatta in modo irresponsabile, di cui siamo tutti complici. Troppi reality show in tv, dove se fai porcherie non paghi mai?. Condanna un genitore del consiglio di istituto: ?Non pu? passare la regola che ? stata una ragazzata. Chi ha sbagliato deve pagare?. Si sforza di mediare il preside, anche se ammette che per un istante ha pensato di dimettersi e ?cambiare la prospettiva del lavoro che stavo svolgendo?. ?Ci si pu? buttare via cos? a 17 anni??, dice un?insegnante di lettere. Quindici giorni di espulsione ? il primo atto di una punizione ancora da decidere. Come le spese di risarcimento, 500 mila euro, che l?assicurazione non sembra disposta a coprire. Intanto ci sono gli interrogatori, i verbali davanti ai carabinieri. La processione nella caserma di via Moscova, con i genitori annientati, distrutti. Sono imprenditori, dirigenti, professionisti. Per i loro ragazzi c?? l?accusa di danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio.
    Si discute dentro e fuori il Parini. Davanti al Blockbuster i pariniani dell?ultimo anno dispensano consigli ai pi? giovani. ?Se uno non vuole fare un compito in classe pu? sempre bigiare?. Milly Moratti, presidente del consiglio di istituto e pariniana di ferro, ce la mette tutta per suscitare l?orgoglio dei liceali su quello che ? un bene comune. ?Abbiamo evitato il trasloco altrove, da marted? riprenderanno le lezioni nonostante i lavori in corso. Abbandonare il Parini sarebbe stato un altro disastro?. Passa il presidente della provincia Filippo Penati: ?Garantiremo la sicurezza senza militarizzare la scuola?, dice. Gia, la sicurezza. C?? anche questa sotto accusa. Il Parini, da quando se n?? andata in pensione la vecchia bidella ? una gruviera. Si entra scavalcando il cancello di via Goito: nel cortile c?? una porta che si apre con uno strattone. Sabato notte, gli studenti sono passati da l?. Hanno tappato gli scarichi e aperto i rubinetti dell?acqua. Fino a luned? nessuno se n?? accorto. Ma loro non dovevano farlo.
    Giangiacomo Schiavi

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