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    11
    nov.
    2004

    ? allarme per il peperoncino cancerogeno in vendita in italia

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    da Tiscali Notizie ? scattato l'allarme sul peperoncino cancerogeno che rischia di travolgere una parte del mercato italiano. Dopo le prime indiscrezioni trapelate dal pm torinese Raffaele Guariniello, che sta indagando su una decina di aziende italiane che avrebbero utilizzato la spezia tossica, a rilanciare l'allarme ? stato un ampio test su 20 prodotti a base di peperoncino pubblicato di recente sul settimanale del consumatore "Il Salvagente".

    La situazione si fa preoccupante per i consumatori dal momento che il peperoncino, nelle oltre sue 200 variet?, ? il condimento pi? usato al mondo dopo il sale. Dalle analisi commissionate dal settimanale al Laboratorio chimico della Camera di commercio di Torino emerge che, anche dopo i sequestri della procura di Torino e i richiami delle aziende (tra i quali quelli effettuati da Barilla), la diffusione dell’additivo tossico non si ferma.
    A finire nell’occhio del ciclone, questa volta, diverse grandi aziende. Tra queste la Star con il suo Gran pesto siciliano Tigullio trovato positivo all’additivo bandito dalla Ue, ma anche la Cirio, con il Gransugo all’arrabbiata. Le aziende, interpellate dal settimanale e da Radio a Colori di Oliviero Beha che nella sua trasmissione aveva rilanciato l’allarme, hanno confermato l’inquinamento e hanno deciso il ritiro dei prodotti pericolosi in tutta Italia.
    Star, in particolare, ha ammesso di aver disposto il ritiro anche di altri 5 prodotti contaminati: il Granpesto mediterraneo Tigullio, il Gransugo alla diavola, l’Insaporitore aglio e peperoncino, gli Spaghetti in busta ai broccoletti e alla mediterranea. Tutti prodotti trovati positivi al colorante. Analogo ritiro, da parte dell’azienda italiana, ? in corso nel Regno Unito, dopo che la Food Standards Agency, l’agenzia governativa britannica, ha trovato positivi diversi sughi Star prodotti in Italia e venduti dalle pi? grandi catene di supermercati inglesi.
    La vicenda era iniziata nel mese di maggio del 2003 quando la Francia ha notificato alla Commissione Europea di aver rilevato in alcuni peperoncini importati dall’India una sostanza colorante, utilizzata principalmente nell’industria tessile, il “Sudan rosso I”, ritenuto cancerogeno per l’organismo umano nonché in grado di danneggiare il Dna. L’allarme si era poi allargato anche alla Gran Bretagna: a quel punto la Ue era stata costretta a drastiche misure di emergenza, come l’intensificazione dei controlli sulle importazioni di peperoncino dall’India, paese in cui viene utilizzato e l’imposizione di distruzione di qualunque partita trovata positiva all’additivo.
    “Chiediamo al ministero della Salute” – si legge nella rivista il Salvagente ” – un intervento immediato di controllo e ritiro degli alimenti contaminati, cos? come accaduto negli altri Paesi comunitari e un avviso ai consumatori per la nnecessaria tutela della salute pubblica”. Sugli sviluppi della vicenda ? intervenuto nuovamente il pm di Torino Raffaele Guariniello che ha incaricato i Nas di verificare se i sughi trovati positivi dal settimanale, siano ancora in circolazione nei negozi italiani.———— IL SUDAN ROSSO 1 CIRCOLA ANCORA ?
    La Radio a Colori del 24/09/2003

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