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    11
    nov.
    2004

    Corsivo di gian antonio stella sui nepotismi leghisti

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    Carissimo Oliviero Beha, sono un amico di Rosanna Sapori. Le segnalo questo corsivo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera di oggi (con richiamo in prima pagina) sul nepotismo leghista. La povera Rosanna ? stata licenziata, mentre questi signori si fanno i loro affari di nascosto.

    La ringrazio cordialmente,
    Marco Liguori————
    da www.corriere.it
    Franco e Riccardo a Strasburgo al seguito di Speroni e Salvini
    Bossi, in Europa il fratello e il figlio del Senat?r
    Quando il Carroccio tuonava conro il clientelismo, il nepotismo e gli arrivisti
    di GIAN ANTONIO STELLA
    In attesa che Umberto Bossi sia pronto al gran rientro (auguri), la Lega Nord guarda al futuro. E ha mandato a prendere confidenza con Bruxelles e le istituzioni comunitarie, nel mentre crescono i giovani eredi Renzo, Roberto Libert? ed Eridanio, un altro paio di appartenenti alla Real Casa Senat?ria: Franco Bossi (il fratello) e Riccardo Bossi (il figlio primogenito). Assunti presso il Parlamento europeo con la qualifica di assistenti accreditati. Portaborse, avrebbero detto i padani duri e puri di una volta. Ma pagati sontuosamente. Per l’attaché, ogni deputato riceve infatti 12.750 euro. Pari a 24 milioni e 687 mila vecchie lire. Al mese. La notizia, contenuta nell?elenco ufficiale pubblicato dall?Europarlamento e facile da controllare sul sito internet www2.europarl.eu.int/assistants, non precisa che mestiere facciano i due.
    Visto che l’assistente accreditato, pagato coi soldi nostri, ? il braccio operativo di ogni bravo parlamentare, si presume che parlino fluentemente alcune lingue, capiscano di economia, siano dotti nelle materie giuridiche e magari abbiano una competenza specifica in qualche settore chiave nel quale il deputato di riferimento deve destreggiarsi.
    Franco Bossi, una preparazione, ce l’ha. Sa tutto di valvole, canne, pistoni, bronzine, guarnizioni, pompe ad acqua… Dopo aver studiato fino alla terza media inerpicandosi su su fino alle ?commerciali?, manda avanti infatti un negozio di autoricambi a Fagnano Olona. Una professionalit? che, unitamente alla passione leghista, ha spinto il Carroccio non solo a ipotizzare una sua candidatura alla Camera al posto di Umberto nel collegio di Milano 3 (dove poi, forse per evitare le accuse di far tutto in famiglia, fu scelto il medico di casa del Senatur) ma ad affidargli negli anni ruoli di spicco quali quello di c.t. della squadra di ciclismo della Padania, di socio della controversa “cooperativa 7laghi”, di membro del consiglio di amministrazione dell’Aler (case popolari) di Varese. Esperienze che a Bruxelles gli saranno utilissime.
    Quanto a Riccardo Bossi, se ne sa ancora meno. Se infatti sono ormai celebri i fratelli avuti dal pap? nel secondo matrimonio, e in particolare il delfino Roberto Libert? cui il giornale La Padania arriv? a regalare per il compleanno un?intera pagina di sdiluviante entusiasmo (?Che fortuna avere 12 anni e festeggiarli in cima al Monte Paterno!?), lui ? infatti rimasto sempre piuttosto defilato. Si sa che ha 23 anni, che ? un ragazzone grande e grosso, che va matto per le auto ed ? fuori corso all?universit?. Fine. Figlio di Gigliola Guidali, la prima moglie del segretario leghista che raccont? in un’intervista di aver chiesto la separazione dopo aver scoperto che Umberto usciva tutte le mattine di casa con la valigetta del dottore (“ciao amore, vado in ospedale”) senza essersi mai laureato, pare non somigliare molto al padre. Tranne in una cosa: come il Senat?r alla sua et?, diciamo, non ? propriamente un secchione.
    A scegliere come braccio destro Franco Bossi, dice il sito dell?Europarlamento, ? stato Matteo Salvini, gi? direttore di quella Radio Padania Libera che per anni ha cannoneggiato contro il clientelismo e le assunzioni in Terronia di amici, cognati e parenti. A scegliere Riccardo, lo ?zio? Francesco Speroni, che di Umberto Bossi ? stato il capo di Gabinetto al ministero delle Riforme e che in tema di nepotismo aveva gi? fatto spallucce davanti a un?altra polemica: la designazione, come presidente della provincia di Varese, di Marco Reguzzoni, marito di sua figlia Elena.
    Intendiamoci: tutto il mondo ? paese. Lo ricordava gi?, ai suoi tempi, il cardinale Enea Silvio Piccolomini diventato Papa col nome di Pio II: ?Quand?ero solo Enea / nessun mi conoscea / ora che sono Pio / tutti mi chiaman zio”. La scelta del fratello e del primogenito del Senat?r per quelle due cadreghe europee, tuttavia, sia pure preceduta da altri piacerini a parenti e amici, segna il punto d?arrivo di un cammino che pareva partito con altri itinerari. Basti ricordare alcuni dei moniti di Umberto contro il ?familismo amorale? e i regali ai clientes: ?La Lega assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo?. ?Il nostro programma? Incrementare i posti di lavoro, eliminare i favoritismi clientelari e restituire il voto ai cittadini?. ?Non si barattano i valori-guida con una poltrona!?.
    ?Questo deve fare un segretario di sezione: far crescere la gente e non dare spazio agli arrivisti. Dobbiamo essere in primo luogo inflessibili medici di noi stessi se vogliamo cambiare la societ?!?.
    Parole riprese e urlate in mille piazze e mille sagre e mille comizi da tutta la corte di fedelissimi, da Calderoli a Castelli, da Maroni al mitico ?Sciur Cür?t?. E impresse nel marmo della storia da un gesuitico comunicato dall?allora addetta stampa della Lega Simonetta Faverio: ?In un movimento che si propone di far la rivoluzione non ci pu? esser posto per gli arrivisti, i corrotti, i poltronari, i leccaculo, “i pentiti” e i lottizzatori. Chi si ? proposto di cambiare questo nostro povero Paese non pu? nello stesso tempo volere un posto al sole per sé o per i suoi amici, non pu? usufruire dei privilegi di cui hanno goduto i piccoli uomini politici della partitocrazia. Non pu? insomma parlare bene e razzolare male, prendendosi cos? gioco della base pulita, dei militanti, e di quei dirigenti onesti che per la causa leghista sarebbero disposti a tutto?. Parole d?oro. Premiate un paio di anni fa con la nomina di Simonetta, in quota leghista, a vice della ancillare Anna La Rosa alla direzione dei servizi parlamentari della lottizzatissima Rai.

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