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    02
    dic.
    2004

    Radio vaticana: le ?pie? onde elettromagnetiche uccidono?

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    Un po? di luce in fondo al tunnel. L?estenuante processo contro le ?generose? emissioni elettromagnetiche di Radio Vaticana volge a parziale conclusione. Dopo aver eluso, grazie all?illuminato intervento della Cassazione, l?archiviazione del procedimento per un difetto di giurisdizione, fra non molto il Tribunale di Roma si pronuncer? sulla richiesta di condanna avanzata dal procuratore aggiunto Gianfranco Amendola nei riguardi dei responsabili dell?emittente radiofonica della Santa Sede accusati del presunto inquinamento elettromagnetico nella zona di Cesano, a nord di Roma.

    Quindici giorni di arresto con sospensione condizionale della pena subordinata alla eliminazione della situazione di pericolo ed al risarcimento dei danni: tale ? la pena, lieve ma pregna di significato, che rischiano gli imputati, padre Pasquale Borgomeo, direttore generale di Radio Vaticana, padre Roberto Tucci, presidente del Comitato di gestione, e Costantino Pacifici, responsabile della parte tecnica dell’emittente della Santa Sede, i quali sono accusati di “getto pericoloso di cose”.
    Il 6 dicembre vi sar? una nuova udienza in cui verranno ascoltate le parti civili: Legambiente, il Codacons, il Tribunale dei diritti del malato, Cittadinanza attiva, i Verdi Ambiente e Societ?, il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord ed altre persone presentatesi in proprio ed in rappresentanza dei loro figli minori.
    Ma qual ? effettivamente il nodo del contendere? I suddetti imputati sono, ai fini di questo procedimento, accusati per il reato di ?getto pericoloso di cose? (art. 674 del codice penale)?Fondamentalmente sarebbero, se condannati, colpevoli di diffondere nell?etere, oltre al verbo di Santa Romana Chiesa, anche invisibili ma assai nocive onde elettromagnetiche. Gli effetti di questa ?radiodiffusione? si potrebbero rinvenire in un incremento eccessivo di leucemie, soprattutto infantili, a danno della popolazione residente a ridosso delle antenne (specialmente nei paesini di Cesano e La Storta) e in altri fastidi quali altri danni minori alla salute nonché il ?privilegio? di ascoltare Radio Vaticana attraverso il citofono (si risparmia in acquisto di un apparecchio radio e in corrente elettrica?volete mettere?)?
    Sin dall’inizio l?emittente ha rifiutato qualunque dialogo con i cittadini, ed ha altres? rifiutato ogni tipo di controllo. Non si ? risposto alle richieste di chiarimenti inoltrati dalla magistratura romana che cercava di capire che cosa fosse successo. E’ stato persino impossibile per i magistrati romani mettere piede in Radio Vaticana.
    La difesa ha sempre sostenuto la tesi che non ci sarebbe alcun nesso di causalit? tra il presunto inquinamento elettromagnetico e una maggiore insorgenza di leucemie, che quando loro hanno installato le antenne in quella zona non c?erano case ma solo una macchia verde a perdita d?occhio?in pratica sarebbe colpa dei cittadini?abusivi? che si sono costruiti casa sotto le antenne?
    A sostegno della difesa si sono presentati alcuni rapporti, stilati da commissioni mediche,che proverebbero l?assenza di questo nesso di causalit?, almeno allo stato attuale delle conoscenze medico scientifiche. Uno di questi studi fu commissionato durante il primo processo proprio dal ministero della salute. Il Rapporto finale, denominato ?Stato delle conoscenze scientifiche in materia di esposizione a campi a radiofrequenza e leucemia infantile, in rapporto alle relative problematiche nell?area di Cesano?, escludeva la possibilit? di un rapporto causa-effetto tra elettromagnetismo e tumori.
    Sempre il ministero della salute, per?, finanziava poco dopo al CNR di Bologna uno studio condotto a livello internazionale il quale produceva risultati ben diversi. Secondo il CNR, infatti, i campi elettromagnetici potrebbero danneggiare gravemente la salute dei pi? giovani e, in particolar modo, secondo quanto si legge nel rapporto e come ha spiegato Fiorenzo Marinelli, coordinatore della ricerca del CNR, “le metanalisi mettono in luce un rischio doppio di contrarre leucemie, in particolare leucemia linfativa cronica, per i bambini che vivono a meno di quattro chilometri da stazioni radio e tv. Tutto questo induce a mettere in atto un rigoroso principio di precauzione”.
    Guarda caso ben 8 bambini residenti entro 5 km dalle antenne sono morti di leucemia (50 sono i morti per leucemia infantile nel circondario) con un incidenza doppia rispetto alla statistica.
    Il procuratore Amendola ha inoltre, di recente, ottenuto di far svolgere ricerche accurate ad esperti tecnici che la procura di Roma ha coinvolto come consulenti. I risultati sono stati tutt?altro che incoraggianti. Il nesso causale non sarebbe poi tanto un?invenzione o una chimera bens? una realt? di fatto che molti bambini e le loro famiglie hanno sperimentato sulla propria pelle.
    Pur ammettendo anche la tesi contraria sostenuta da Radio Vaticana c?? da sottolineare che, in tale incertezza dei risultati scientifici, dovrebbe comunque restare valido, sia a livello nazionale che internazionale, il cosiddetto ?principio di precauzione?, tra l?altro sancito nell?articolo 174 del trattato istitutivo dell?unione, secondo il quale ?la politica della Comunit? in materia ambientale ? ? fondata sui principi della precauzione e dell?azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all?ambiente, nonché sul principio che chi inquina paga?.
    Il diretto corollario di tale principio consiste nella necessit?, sia per il legislatore comunitario che per il legislatore nazionale, di intervenire anche in presenza di un rischio potenziale e grave, senza attendere i risultati della ricerca scientifica.
    Questo sarebbe la normalit? in un paese civile?ma, purtroppo, noi viviamo in Italia e non c?? cosa pi? triste, soprattutto per chi scrive, di doversi vergognare di essere italiano.
    Ora non ci resta che attendere e stare a vedere se dobbiamo credere ancora nella giustizia di questo nostro paese o se siamo davvero una ?repubblica delle banane?.
    Per concludere con un sorriso, per quanto amaro sia, ci torna in mente il cartellone provocatorio affisso all’esterno di Radio Vaticana dalle ?Iene?: ?Radio Vaticana, avvicina i bambini a Dio. Troppo?.
    Emiliano Mei

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