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    07
    dic.
    2004

    Addio pagella, ogni scuola la sua scheda

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    da www.corriere.it La circolare 85 del ministero Gli istituti potranno modificare griglie e giudizi: ?ma dovranno tenere conto dei piani nazionali?C?era una volta la pagella. Quella in carta spessa, con tanto di coroncina d?alloro, su cui maestri e professori vergavano a mano o a macchina voti, promozioni, bocciature. Uguale per tutti, da Nord a Sud. E da tutti allo stesso modo attesa, temuta, perfino sacralizzata. Da ieri, la scheda nazionale non esiste pi?. A mandarla in pensione (per ora nella primaria e nel primo anno della ex media) ? stata la circolare 85, attesa con ansia da insegnanti e dirigenti. Quella che sancisce le linee di valutazione nella scuola riformata. E dunque: non pi? una pagella sola, ma libert? agli istituti nella definizione delle schede. Che non saranno pi? stampate dai Poligrafici dello Stato, ma verranno riprodotte ?in proprio?. Anche i voti potrebbero cambiare. Nel nome, prima ancora che della riforma, dell?autonomia.

    LE SCELTE – Perché questa volta, la riforma Moratti non c?entra. Non del tutto, almeno. Nel senso che la ?morte della pagella? risale a molto tempo fa, con l?entrata in vigore dell?autonomia. Gi? dal 1° settembre 2000 la scomparsa avrebbe dovuto essere definitiva, ?ma si ? preferito aspettare i nuovi programmi, con gli indicatori di apprendimento della riforma?, spiega Sergio Govi, della Direzione ordinamenti del ministero. Per? da oggi si cambia davvero. Da adesso modi, tempi

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    e criteri di valutazione, ?nonché della predisposizione degli strumenti valutativi?, competono a docenti e scuole. Tradotto: niente pi? griglie vincolanti dentro cui scrivere voti e giudizi. ?Certo, c?? la difficolt? di rinunciare a un modello nazionale, senza rimettere ogni responsabilit? in esclusiva alle scuole?. E quindi ?ci siamo ispirati al modello vecchio, modificandolo secondo la riforma: oltre all?apprendimento, saranno valutati anche comportamento e attivit? facoltative opzionali. Qualsiasi scheda, anche quella ideata “in proprio”, dovr? tener conto di questi indicatori?. Ad ogni buon conto, su www.istruzione.it si pu? trovare (e scaricare) ?un modello gi? strutturato, da compilare in via informatica?. Piccolo particolare: la stampa delle schede spetter? alle scuole. ?Ma con il modello in rete la spesa dovrebbe ridursi?.
    I DUBBI – La novit? non piace all?Adi, l?Associazione docenti italiani: ?In primo luogo perché arriva tardi, in molte scuole siamo gi? in chiusura trimestre?, accusa la presidente Alessandra Cenerini. ?E poi c?? confusione tra valutazione formativa, che nell?autonomia ciascuno organizza come crede, e certificativa, che invece deve avere criteri omogenei in tutto il Paese?. Senza contare il problema dei voti, ?si sottolinea l?esigenza di mantenere gli “ottimo” e i “distinto”, ma non ? vincolante. E se uno cambia scuola, come si fa a capirsi??. Un pericolo che Govi esorcizza, ?non credo che i vecchi giudizi andranno in pensione?. Senza contare che ?in futuro ci saranno standard nazionali di apprendimento definiti dall?Invalsi. Probabilmente l?autonomia torner? a rivolgersi al sistema centrale (anche se non al ministero) per valutare i suoi risultati?. Ma c?? un?altra perplessit?: il portfolio. Anche qui il rischio ? la confusione, sostiene l?Adi. Giuseppe Bertagna, pedagogista, la vede all?opposto, ?lo scopo del portfolio ? descrivere un percorso, non radiografare un istante. La scheda rigida non serve pi?: ci vuole un modulo finale che dica “ammesso” o “bocciato”, ma il vero strumento di valutazione ? il portfolio?. E requiem sia per la vecchia pagella.
    Gabriela Jacomella

    Postato da Editor1
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