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    29
    dic.
    2004

    Maremoto, i morti saranno 100 mila

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    da www.corriere.it La stima ? della Croce rossa internazionale. In Indonesia la tragedia pi? grave: oltre 50 mila vittime solo ad Aceh Il bilancio delle vittime continua a salire. E' un numero che cresce senza tregua quello delle persone uccise dal disastroso maremoto in Asia meridionale: secondo gli ultimi dati disponibili mercoled? ha appena superato le 80 mila unit?. Ma autorit? ed esperti avvertono: il computo finale raggiunger?, e addirittura superer?, la soglia fatidica delle 100 mila unit?.

    La stessa stima l’ha fatta la Croce Rossa Internazionale. ?Siamo davanti a un disastro naturale di proporzioni mai viste?, ha detto il direttore della federazione per l?area asiatica del Pacifico, Simon Missiri.
    Su posizioni analoghe si ? schierato il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan. Anche perché, avverte l’Oms, le epidemie innescate dalla colossale emergenza sono di per s? in grado di mietere altrettanti morti rispetto a quelli causati dal sisma.
    INDONESIA LA PI? COLPITA – Il numero pi? elevato di vittime si concentra in Indonesia: secondo fonti dell’Onu, si valuta che i morti ammontino tra 50 e 80 mila nella sola provincia di Aceh, all’estremit? settentrionale dell’isola di Sumatra, la zona maggiormente colpita. Secondo il ministero della Sanit? indonesiano, sono gi? stati recuperati oltre 45 mila corpi. Ad Aceh, nella sola citt? di Meulaboh, militari indonesiani e soccorritori hanno trovato almeno 3.400 morti e l’Onu dice che in citt? il totale delle vittime pu? arrivare a 40 mila. La citt? si trova a 150 km dall’epicentro del maremoto.
    OPERAZIONI DI EMERGENZA DURERANNO ALMENO UN ANNO – Ancora il vice presidente indonesiano ha osservato che le operazioni di emergenza nelle zone colpite dallo tsunami si protrarranno per non meno di un anno, mentre ne occorreranno cinque per la ricostruzione; quest’ultima in ogni caso non potr? avere inizio che verso la met? del 2005, mentre i primi mesi dell’anno dovranno essere dedicati alle sole attivit? di assistenza pi? urgenti. Kalla ha spiegato che il programma di aiuti messo a punto dal governo centrale si basa su una tabella di marcia cos? scadenzata. La situazione ad Aceh ? resa ancor pi? disperata dal fatto che, dei pur ingenti aiuti fatti subito affluire verso le aree disastrate, da tutto il mondo per il momento ad Aceh non ? arrivato quasi nulla: l’apertura di un ponte aereo umanitario ? appena scattata.
    PARTITI I PRIMI SOCCORSI PER LE ANDAMANE – Squadre di soccorritori sono partite per le ultime delle pi? remote isole Andamane e Nicobar, isolate da domenica per il maremoto. Le autorit? hanno detto di aver stabilito contatti con sopravvissuti nella maggior parte delle tre decine di isole abitate (su pi? di 550 che compongono l’arcipelago), ma che circa 3 mila persone potrebbero ancora essere isolate su tre isole. ?La situazione in alcune delle isole con le quali siamo riusciti a stabilire contatti ? effettivamente molto molto difficile?, ha detto il capo della polizia locale S.B. Deol. ?Nelle ultime 60 ore la gente ? vissuta di noci di cocco. Ma le noci di cocco non dureranno per sempre. Dobbiamo portare loro cibo con urgenza?, ha aggiunto.
    CADAVERI IRRICONOSCIBILI – Al dramma del maremoto si aggiunge la tragedia dell’enorme difficolt? di riconoscere l’identit? dei morti. Sono ?irriconoscibili? i cadaveri che il mare o il fango sta restituendo in queste ore in Thailandia. Lo afferma Olinto Barletta, presidente del club Phuket-Italia che sta collaborando alle operazioni di soccorso. ?In molti casi non ? possibile stabilire nemmeno il sesso. Sono passati quattro giorni e il caldo peggiora la situazione?, afferma Barletta. L’uomo, che a Phuket fa il tour operator, sottolinea che i turisti italiani presenti in Thailandia erano ?molto numerosi, sembra 5 mila? e si dice ?estremamente scettico? sulla possibilit? che il numero delle vittime si limiti alle 11 finora accertate.

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