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    07
    gen.
    2005

    Dall’italia un pacchetto di aiuti di 300 milioni

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    da www.corriere.it Restano da definire le modalit? con cui i soldi saranno erogati Decreto per i primi 70: gli altri arriveranno negli anni dai tagli al debiti dei paesi colpiti ROMA - Sar? un provvedimento d?urgenza, probabilmente un decreto legge che potr? essere adottato gi? la prossima settimana, lo strumento con cui il governo italiano stanzier? i fondi per le polazioni colpite dal maremoto in Asia. La somma, come ha anticipato mercoled? il ministro degli Esteri Gianfranco Fini, ? di 70 milioni di euro.

    Met? di questa cifra sar? coperta con i fondi per la cooperazione del ministero degli Esteri. Gli altri 35 milioni saranno invece reperiti attingendo ai capitoli per le ?spese inattese? del bilancio dello Stato e ricorrendo a un intervento ?una tantum? (come per esempio la vendita di un immobile) ancora da mettere a punto.
    Ma da definire sono ancora soprattutto le modalit? con cui questi soldi verranno erogati. Il ministro dell?Economia Domenico Siniscalco, che anche ieri era a Londra per vari incontri (inclusa probabilmente la tradizionale e periodica visita alle agenzie di rating), ne discuter? con Gordon Brown in vista del G7 finanziario, di cui il cancelliere allo scacchiere inglese ? presidente di turno dal primo gennaio, che mercoled? 12 affronter? il problema degli aiuti.
    I Paesi di dimensioni paragonabili, e che metteranno a disposizione delle popolazioni asiatiche somme di entit? analoga, come Italia, Francia, Gran Bretagna e probabilmente Spagna, hanno deciso di coordinare i propri interventi. L?obiettivo ? soprattutto quello di evitare che gli stanziamenti vengano gestiti senza controlli, magari da governi locali che operano con scarsa (o inesistente) trasparenza. L?idea che si sta facendo strada nel governo italiano ? perci? quella di coinvolgere nell?operazione anche le organizzazioni non governative.
    Accanto al denaro fresco che verr? stanziato dal governo, ci sono i contributi dei privati cittadini, che hanno gi? raggiunto 30 milioni. E alle libere donazioni si aggiungono poi i crediti che verranno abbuonati e porteranno il totale degli aiuti pubblici italiani, diretti e indiretti, a una somma dell?ordine di 300 milioni di euro. Il governo canceller? innanzitutto i soft loans , o crediti d?aiuto, che vanta nei confronti di tutti i Paesi devastati dallo tsunami, il cui ammontare complessivo si aggira intorno ai 200 milioni di euro, la maggior parte dei quali riguarda l?Indonesia. La cancellazione avr? effetti pluriennali. Quest?anno, per esempio, l?annullamento delle rate dei debiti verso l?Italia si tradurr? in un contributo indiretto ai governi dei Paesi colpiti delle dimensioni di 30 milioni di euro.
    L?ultima voce ? quella relativa all?esposizione della Sace, la societ? pubblica che assicura i crediti all?esportazione. Per quei debiti, che sono stati gi? in parte ristrutturati (? il caso di un pacchetto di circa 100 milioni con l?Indonesia), si aprir? una trattativa al Club di Parigi gi? la prossima settimana. La prospettiva ? quella di una ristrutturazione di tutti i crediti della Sace rimanenti verso quei Paesi o, addirittura, di una loro cancellazione. L?importo ? tuttavia piuttosto esiguo: circa 30 milioni di euro.
    Con la promessa di uno stanziamento pubblico di 70 milioni, l?Italia ? decisamente risalita nella graduatoria dei contribuenti europei. La classifica ? guidata dalla Germania, dove il governo di Gerhard Schröder ha messo sul piatto 500 milioni. Al secondo posto c?? la Norvegia, con 134 milioni. Al terzo la Gran Bretagna (70,5 milioni), subito seguita dall?Italia (70). Quindi la Danimarca (56,5), la Svezia (55), la Spagna (50) e la Francia (49,8).
    Fra i contribuenti mondiali, la Germania ? invece al secondo posto, superata soltanto dall?Australia (575 milioni di euro) e davanti al Giappone (376 milioni) e agli Stati Uniti (263 milioni).
    Sergio Rizzo

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