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    13
    gen.
    2005

    Veritiera l’email sulla bambina di phuket

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    da SalvaPC News - supplemento a Punto Informatico L'ORIGINE DI UNA CATENA Si stanno intensificando le segnalazioni di utenti che ricevono un'email con allegata una fotografia e un appello, un messaggio che segnala la situazione difficilissima di una bambina tedesca soccorsa in un ospedale thailandese dopo il maremoto delle scorse settimane. In molti si sono rivolti a SalvaPC e Punto Informatico per chiedere se si tratti di una bufala. Questa volta - e c'? da dire purtroppo - la notizia contenuta in quel messaggio pur se inesatta ? sostanzialmente vera. La catena di email che ne sta seguendo arriva a pochi giorni di distanza dalla diffusione dello stesso messaggio su moltissimi newsgroup in molti diversi paesi.

    IL MESSAGGIO
    In stampatello, l’email circola in italiano ed in inglese ma ? probabile che si vada diffondendo anche in altre lingue:
    LA BIMBA SI TROVA NELL’OSPEDALE DI PHUKET, HA PERSO I GENITORI, E NON RICORDA NIENTE NEANCHE LA NAZIONALIT? E PROBABILMENTE NON PARLA PER LO SHOCK FATE GIRARE LA MAIL FORSE QUALCUNO LA RICONOSCE!!!!!!
    IMPORTANT! SHE IS AT THE PHUKET HOSPITAL. SHE DOES NOT REMEMBER ANYTHING. SHE LOST HER PARENTS. PLEASE FORWARD THIS E-MAIL, SOMEONE MIGHT REALIZE WHO SHE IS. THANK YOU.
    LA BAMBINA
    In queste ore Sofia, la giovanissima protagonista di questa avventura tragica non ha ancora raggiunto i suoi genitori Norbert e Edeltraud Michl, forse dispersi durante le ore del maremoto.
    La sua immagine, riportata nell’allegato della email-catena di questi giorni, ? pubblicata dall’ospedale internazionale Phuket in uno spazio dedicato proprio ai bambini soccorsi dall’istituto sanitario ma non ancora riuniti alle proprie famiglie:
    INUTILE INOLTRARE L’EMAIL
    Le autorit? tedesche sono al lavoro ormai da giorni per riportare la bambina in seno alla propria famiglia e non risulta certo utile far girare il messaggio. Il problema non ?, come invece affermato dall’email, il riconoscimento della bambina, sulla cui identit? non ci sono dubbi, ma ? semmai trovare il modo migliore per farla tornare a casa, questione in mano al Coordinamento internazionale per la gestione dell’emergenza attivo in Thailandia in questi giorni.
    Questione secondaria che non andrebbe per? trascurata anche il fatto che, come spesso avviene per le catene email, molti inoltrano il messaggio lasciando in chiaro decine o centinaia di indirizzi, comportamento da evitare sempre per evitare la circolazione senza controllo di dati personali.

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