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    25
    gen.
    2005

    Patenti, la promessa di lunardi: “ridar? i punti a chi li ha persi”

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    da www.repubblica.it Il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi: sentenza giusta anch'io avevo espresso perplessit? su quell'aspetto della legge "Ora pi? controlli e agenti in moto ma ridar? i punti a chi li ha persi" La patente a punti "non ? affatto morta" per il ministro delle Infrastrutture e Trasporti. Pietro Lunardi, che si dice "pienamente soddisfatto della sentenza della Consulta che ristabilisce equit?", sta pensando assieme ai tecnici del suo dicastero e del ministero dell'Interno ai primi passi da intraprendere per non far naufragare l'impianto delle norme taglia-punti. Due le proposte lanciate dal ministro: il ritorno in forze sulle nostre strade dei chips, gli agenti su due ruote di polizia, carabinieri e municipali, e sistemi "certi" di identificazione elettronica.

    “Stiamo riflettendo – spiega Lunardi – su quali tecniche pi? raffinate usare per continuare sul percorso iniziato nel 2002 con i fari accesi fuori citt? e culminato con la patente a punti. Oggi, a mio avviso, servono pi? motociclisti in divisa sulle strade e maggiori controlli “elettronici” anche nelle citt?, ai semafori, in prossimit? dei percorsi riconosciuti come maggiormente a rischio”.
    Ministro, lei dice che la patente a punti non ? morta. Certo, ammetter?, il colpo ? di quelli duri. Soprattutto per norme condivise anche al di fuori della maggioranza di governo che hanno ridotto sensibilmente l’incidentalit?…
    “S?, ma sono anche convinto che l’impianto generale della legge resta immutato: la differenza ? che oggi siamo finalmente tornati ad un testo pulito, in linea con le norme esistenti da tempo in paesi molto pi? avanti di noi su certi temi come gli Stati Uniti. Ora per?, dobbiamo pensare ad un rafforzamento dei controlli che, vorrei ricordare, hanno permesso di risparmiare, secondo una simulazione effettuata su dati Istat, 1.600 vite, impedito il ferimento di 45mila persone e limitato di 50 mila unit? i sinistri. Lo stesso presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha detto di andare avanti su questa strada, di non demordere…”.
    Che succeder? da oggi in poi? E agli automobilisti incappati fino a ieri nel taglio dei punti, cosa direte?
    “La sentenza della Corte Costituzionale ha fatto giustizia del taglio di punti a distanza. Una questione introdotta all’ultimo momento da una parte della maggioranza e non da questo ministero. Una versione, vorrei precisare, che personalmente non ho mai approvato. Ora siamo tornati all’impianto originario, garantista, assolutamente non repressivo nei confronti del cittadino: da oggi in avanti resteranno valide le ammende mentre i punti saranno decurtati soltanto agli automobilisti fermati e identificati dalle forze di polizia. E per il passato abbiamo gi? avviato un tavolo di lavoro tra i tecnici del mio ministero e quelli dell’Interno per sanare, se possibile, anche la posizione di chi ha gi? perso i punti”.
    Sono circa 2 milioni e mezzo gli italiani colpiti dai “tagli”, secondo gli ultimi dati della Motorizzazione. Non pensa che da oggi molti guidatori potrebbero sentirsi autorizzati ad eludere le regole del Codice?
    “Non staremo a guardare, abbiamo delle idee in proposito…”.
    Ce le dica, ministro.
    “Intanto le presenze in divisa sulle strade aumenteranno di 18mila unit?: sono forze liberate dall’onere di scortare su strade e autostrade i carichi eccezionali, un compito ora affidato a personale privato. Inoltre, daremo un’accelerazione ai controlli diretti ed elettronici sui trasgressori: ho chiesto al ministro Pisanu di aumentare e rafforzare la presenza dei motociclisti, oggi quasi spariti dalle strade. Un’altra arma fondamentale ? costituita dai sistemi fotografici, soprattutto video, da usare in corrispondenza dei nodi a rischio, citt? comprese. Sistemi, vorrei ricordare, gi? in uso: penso, ad esempio ai varchi elettronici che presidiano i centri storici. Penso a tutti quegli apparati che possano permetterci di individuare con certezza il conducente del veicolo…”.
    di Lucio Cillis

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