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    25
    gen.
    2005

    La montagna abbandonata

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    Parlare di montagna abbandonata ? come battere un ferro che non si scalda mai, purtroppo. Neppure dopo l'Anno della Montagna appena trascorso (2002). Quest'anno, 2005, ricorre il 45° anno di attesa per l'agrosilvopastorale per la frazione Sussia, sulle alture di S. Pellegrino Terme (Bg). Nel 1960 arriv? la strada alla localit? turistica Vetta, gi? servita, allora, da una funicolare, che pi? tardi verr? abbandonata...

    Un percorso trattorabile, gi? a quei tempi, avrebbe dovuto continuare verso Sussia; invece in seguito, cambiando
    politica, per la Vetta inizi? un lento declino e per Sussia un abbandono totale da Cenerentola del paese.
    Gli ultimi montanari del
    posto invecchiarono di fatiche e morirono lass?, altri, pi? giovani,
    per ovvie ragioni lasciarono tutto con la speranza che un giorno una
    piccola strada avrebbe permesso loro di tornare per recuperare il salvabile.
    Ora Sussia conta un solo esasperato abitante, di 55 anni, che neppure la notoriet? ricevuta da servizi televisivi e giornalistici
    ha ripagato del suo isolamento.
    Lass?, d’estate, ci sono ancora
    animali in alpeggio, che potrebbero aumentare, se favoriti, ma i boschi
    abbandonati ed appesantiti sono a rischio; le sorgenti una volta
    preziose, ora trascurate, spariscono; le case e le stalle antiche vanno
    in rovina; i ruscelli, intasati dalla boscaglia, creano pericoli e
    smottamenti ad ogni temporale; le mulattiere rimaste sono ridotte a
    percorsi per motocross.
    Nel frattempo la morale di persone istruite, ignare per? di una cultura della montagna e di certe fatiche, vorrebbe ancora frenare il recupero di questi valori, inutili. Per loro che credono che la natura, anche se abbandonata, si autogestisca al
    meglio. Negli ultimi tempi l’Associazione “Amici di Sussia” sostenuta anche da Associazioni Alpine ha ricevuto i primi aiuti dalla Provincia, dalla Comunit? montana, dal Comune e da privati per la realizzazione del primo lotto dell’agrosilvopastorale, ma la mancanza di altre sovvenzioni pi? consistenti condanna la realizzazione del progetto a tempi ancora lunghi. non si sa quanto. Nonostante i 45 anni di attese e promesse i problemi di questa montagna non sono ancora ritenuti
    prioritari, ma ormai se non si interviene sar? la montagna a venir gi?
    da noi con effetti ben pi? seri, mentre alcuni “naturalisti” scandalizzati urlano in internet per lo scempio che procurano i percorsi trattorabili, fingendo, per?, di non vedere il peggio e cio? i gravi danni dovuti all’abbandono ed all’incuria.
    Fino a poco tempo fa ogni fine settimana, come altri del posto, raggiungevo la mia cascina ed i boschi da curare camminando un’ora a piedi, portando sulle spalle anche mio figlio disabile, ora per? ho 66 anni e mio figlio 10, le mie forze vengono a mancare, ma non lo spirito; mio figlio Emanuele sogna addirittura di arrivare, pian piano, sull’Everest con i suoi tutori ai piedi perché vuol toccare il cielo. La mia cascina, in parte recuperata con spese, fatiche e sacrifici ? considerata a tutti gli effetti seconda casa, ma non ho mai preteso nulla per realizzare le mie
    passioni di montanaro, tanto meno una strada solo per me, o per pochi.
    I problemi dell’ambiente penso siano molto pi? importanti e pressanti di
    interessi personali, inoltre la montagna, anche se ? spopolata e,
    quindi, non portatrice di voti elettorali, non pu? essere presa in
    giro, ogni intervento ? diventato urgente e non certo per fini
    speculativi come credono i soliti benpensanti. Amare la montagna e la
    natura vuol dire averne cura, il suo benessere ? anche il nostro. Con
    la presente vorrei sensibilizzare ancora una volta le Autorit?
    competenti e preposte a questi problemi, impegnate in politica e nel
    sociale, perché con il loro definitivo intervento il 2005 sia l’anno
    fatidico per ultimare questa piccola strada che ? entrata nel mondo
    delle favole e forse anche nei “Guinness dei ritardi”.
    Per promuovere il turismo di S.Pellegrino Terme io avrei preferito recuperare la vecchia scuola diroccata di Sussia per trasformarla in un accogliente bivacco-museo per appassionati escursionisti, dedicandola alla nostra valorosa Guida Alpina Antonio Baroni, nativa del posto, piuttosto che spendere soldi in una assurda grande fontana, che non piace proprio a nessuno, da poco costruita sotto la muraglia del Casin?.
    Forse seguiranno presto in centro paese una passerella liberty sul Brembo,
    ecc. ecc., ma allora i soldi si trovano se si vuole!
    Ringrazio sentitamente tutte le persone, Associazioni ed Enti, che fin’ora hanno sostenuto la causa della montagna e dei montanari.
    Personalmente mi scuso per aver importunato tanto e tanti con le mie continue lettere, ma non pensavo che l’attesa per un benefico percorso trattorabile si prolungasse per una vita intera.
    Campa “asino” che l’erba cresce.
    In attesa che anch’io possa assaporare quest’erba in tempi vicini, porgo
    cordiali saluti.
    Pietro T?cio Pesenti – S. Pellegrino Terme, Bergamo

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