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    28
    gen.
    2005

    Ancora multe…

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    Gentili Signori, vi scrivo in merito ad una contestazione di uno degli ennesimi verbali che ho ricevuto dopo segnalazione di impianti per rilevazione degli accessi nel comune di Milano. Purtroppo, ignorando che i verbali che certificavano un?infrazione prima del marzo 2004 potevano essere impugnati facendo ricorso con la sicurezza di vincerlo, mi sono trovato a dover pagare una serie di multe con conseguente esborso di un certa quantit? di Euro, che tra l?altro non vengono rimborsati.

    Inutile dirvi il giramento di palle! (Vogliate concedermi la terminologia). Ora, trovandomi nella medesima situazione, e non volendo essere ?derubato? di altro denaro, che ? cos? difficile guadagnare di questi tempi, Vi chiederei gentilmente di delucidarmi su una breve serie di quesiti che mi pongo:
    le apparecchiature di rilevazione degli accessi sono omologate a Milano? Se s?, quali? Sul vostro sito ho avuto modo di vedere solo le omologazioni delle apparecchiature di rilevazione poste ai semafori. Mi chiedo se siano le stesse oppure no.
    Vi pregherei gentilmente di farmi pervenire al pi? presto qualche informazione. Ho ancora diversi verbali da contestare, o da pagare, tra eccessi di velocit? irrisori e rilevazione ai semafori. Ma accidenti, pur non escludendo in parte la mia responsabilit? in merito, perché mi sento derubato? Oggi bisogna lavorare per pagare le tasse, non poche, bisogna lavorare per pagare le multe, non poche, o bisogna lavorare per vivere e godere della vita e dei servizi che il nostro paese ci offre? A me sembra che tutto sia una grandissima… ?Viva L?Italia!?
    Davide Dell?Acqua————
    Prescindendo dal fatto che “ignorantia legis non excusat” in base alla sentenza n. 27 dichiara l’illegittimit? costituzionale dell’art. 126-bis, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall’art. 7 del decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 (Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, a norma dell’articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85), nel testo risultante all’esito della modifica apportata dall’art. 7, comma 3, lettera b), del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, nella legge 1° agosto 2003, n. 214, nella parte in cui dispone che: ?nel caso di mancata identificazione di questi, la segnalazione deve essere effettuata a carico del proprietario del veicolo, salvo che lo stesso non comunichi, entro trenta giorni dalla richiesta, all’organo di polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione?, anziché ?nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, entro trenta giorni dalla richiesta, deve fornire, all’organo di polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione?.
    Il che sta a significare che le multe vanno pagate mentre i punti di penalit?, in mancanza della contestazione immediata al conducente da parte degli organi di polizia, dovranno essere restituiti al proprietario dell’auto in quanto il termine per la comunicazione dei dati personali del conducente al momento della commessa violazione ? spirato (almeno nella maggioranza dei casi) in quanto le sentenze della Corte Costituzionale retroagiscono ed annullano la norma sin dalla sua entrata in vigore.
    In conclusione non c’? nulla da fare per le multe gi? pagate se non chiedere la restituzione dei punti indebitamente sottratti. Diversamente, in riferimento alle sanzioni per le quali non sono ancora scaduti i termini, varrebbe la pena fare opposizione davanti al giudice di pace soprattutto se comportano anche l’addebito di punti.
    Emiliano Mei

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