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    11
    feb.
    2005

    Privacy: dite la vostra al garante

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    da www.prontoconsumatore.it Carte di fedelt?, TV satellitare e interattiva, etichette intelligenti, videotelefonia. Temete che le nuove tecnologie possano invadere la vostra privacy? Entro il 15 gennaio potrete dire la vostra sul sito del Garante... Il Garante ha definito le istruttorie preliminari relative a quattro tematiche per le quali ? in procinto di adottare provvedimenti che riguardano le modalit? di trattamento dei dati personali nei seguenti ambiti: carte di fedelt? (Chiamate anche "tessere di fidelizzazione"), TV satellitare e interattiva, etichette intelligenti (le cosiddette tecnologie RFID, Radio Frequency Identification), videotelefonia.

    “A completamento degli elementi acquisiti – si legge nel comunicato stampa diffuso dal Garante – l’Autorit? intende avvalersi anche di eventuali altri elementi di valutazione attraverso la modalit? della consultazione pubblica, che ha dato buoni frutti anche in altri contesti. A tal fine, il Garante invita associazioni di utenti e consumatori, operatori nei settori interessati e singoli cittadini a far pervenire, nel quadro della consultazione, osservazioni, informazioni e commenti utili in merito ai quattro temi.” Vediamoli nel dettaglio. La carte fedelt? e i diritti dei cittadini Da tempo si registra un utilizzo sempre pi? diffuso delle carte di “fedelt?” o tessere di “fidelizzazione” della clientela, le quali, spesso rilasciate gratuitamente presso punti vendita, centri o esercizi commerciali, consentono ai consumatori che vi aderiscono di usufruire di sconti o premi. Le societ? che offrono tali carte o tessere anche elettroniche (catene di distribuzione, compagnie aeree, librerie, ecc.) raccolgono numerosi dati personali della clientela mediante, ad esempio, la distribuzione di moduli di adesione presso i diversi punti vendita in cui si effettuano gli acquisti. Ulteriori dati (relativi ai volumi di spesa, alla tipologia, alla quantit? e al prezzo dei prodotti acquistati, agli sconti o buoni utilizzati, ai premi corrisposti ed ai punti accumulati, ecc.) sono non di rado acquisiti ? da parte delle stesse societ? o tramite terzi- in relazione ai singoli acquisti effettuati. Simili iniziative, fondate su cospicui trattamenti di informazioni di carattere personale devono avvenire nel pieno rispetto del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. n. 196/2003). In particolare, gli interessati devono essere pienamente ed agevolmente consapevoli del concreto uso dei dati che li riguardano, e degli strumenti posti a difesa dei loro diritti. TV digitale e altre nuove forme di televisione Le nuove opportunit? in crescente sviluppo (Pay per view, pay tv, video on demand, ecc.) comportano, anche su canali satellitari, la diffusa disponibilit? di servizi a crescente carattere interattivo, offerti attraverso dispositivi di vario tipo connessi ad apparecchiature televisive. In particolare, il combinato uso di decoder e di servizi telefonici rende pi? agevole la partecipazione degli utenti a rilevazioni, sondaggi, giochi e test, o l’accesso a servizi di telebanking o di telemedicina o di pubblico interesse che alcune amministrazioni pubbliche si accingono ad erogare (c.d. “T-government”), o ancora, l’acquisto di film o eventi sportivi che possono presupporre l’identificazione e l’autorizzazione dell’utente sulla base di particolari “carte identificative” (c.d. “smart card”). Si rende quindi necessario chiarire con quali specifiche modalit? i dati personali debbano essere utilizzati in concreto per non violare la sfera privata e gli altri diritti e libert? fondamentali degli interessati. La consultazione pubblica ? riferita ai soli profili riguardanti il trattamento dei dati personali nell’ambito dei nuovi servizi della televisione digitale, tenendo presente che i dati personali non sono solo quelli anagrafici, e riguardano qualunque altra informazione fornita anche da, o tramite, dispositivi elettronici e che fornisca, comunque, un

    contributo conoscitivo relativo ai soggetti interessati. La privacy nell’ambito della Radio Frequency Identification Di recente si ? assistito ad una crescente diffusione delle tecniche di RFID (Radio Frequency Identification), basate sull’utilizzo di etichette intelligenti di riconoscimento (cd RFID tags) in grado di trasmettere e ricevere, con appositi lettori, segnali attraverso onde radio. Tali tecniche possono rappresentare uno strumento utile per diverse finalit?. La RFID pu? essere ad esempio impiegata per “tracciare” singole unit? di prodotto nella catena di distribuzione dell’industria, per garantire una maggiore rapidit? nelle operazioni commerciali, per prevenire furti e contraffazioni dei prodotti, per controllare accessi ad aree riservate, ecc. A questo proposito occorre tenere presenti le ripercussioni che l’utilizzo di tali tecniche pu? avere sui diritti delle persone e in special modo sulla protezione dei dati personali. Le cd. etichette “intelligenti” potrebbero esse stesse contenere dati personali, o rendere comunque identificabili gli interessati attraverso l’aggregazione con altre informazioni di carattere personale (si pensi, ad esempio, al loro impiego in esercizi commerciali ove sia possibile procedere all’incrocio dei dati relativi ai pagamenti effettuati dal cliente). Esse possono inoltre comportare la localizzazione dell’individuo che detiene l’oggetto su cui sono apposte, con notevoli conseguenze anche sulla libert? di circolazione delle persone. Ci?, tenendo conto anche del fatto che, in prospettiva, lo sviluppo tecnologico potrebbe incrementare la potenza dei sistemi di RFID rendendo possibile una “lettura” delle etichette anche a notevoli distanze. Videochiamate e diritti delle persone interessate Il Garante ha gi? fornito in passato alcuni chiarimenti in ordine al corretto utilizzo di Mms e Sms anche in riferimento all’uso di apparecchiature telefoniche a fini esclusivamente personali. ? stato ora chiesto all’Autorit? di fornire ulteriori delucidazioni in merito ad analoghe tematiche poste dall’utilizzo dei c.d. videotelefonini. Come gi? ricordato dal Garante nel provvedimento del 12 marzo 2003, la disciplina sulla protezione di dati personali pu? risultare in larga parte inapplicabile ai casi in cui singole persone fisiche trattino i dati, con determinate modalit?, per “fini esclusivamente personali”. L’ordinamento, specie nell’ambito dei codici civile e penale o della legge sul diritto d’autore, prevede peraltro altre importanti garanzie. Il Codice ? invece applicabile quando le immagini sono destinate ad una comunicazione sistematica o alla diffusione (si pensi alla loro immissione in Internet anche a titolo personale e, a maggior ragione, per scopi informativi). Chi utilizza i videotelefonini, anche per fini esclusivamente personali, deve rispettare comunque altri obblighi previsti dai codici civile e penale, in particolare dall’art. 10 del codice civile (“Abuso dell’immagine altrui”) e dagli artt. 96 e 97 della legge 22 aprile 1941, n. 633 sul diritto d’autore. Altri divieti sanzionati penalmente riguardano alcuni aspetti del fenomeno quali l’indebita raccolta, la rivelazione e la diffusione di immagini attinenti alla vita privata che si svolgono in abitazioni altrui o in altri luoghi di privata dimora (art. 615-bis del codice penale); il possibile reato di ingiurie, in caso di particolari messaggi inviati suscettibili di offendere il destinatario (art. 594 del codice penale); le pubblicazioni oscene (art. 528 del codice penale); la tutela dei minori riguardo al materiale pornografico (art. 600-ter del codice penale; legge 3 agosto 1998, n. 269). Prima di pronunciarsi sul trattamento dei dati personali effettuato in occasione delle c.d. “videochiamate”, attualmente realizzate attraverso la rete Umts (Universal Mobile Telecommunication System), risulteranno utili eventuali altri elementi di riflessione sulle modalit? di concreta tutela dei soggetti interessati connaturate a queste nuove forme di comunicazione. Per inoltrare le comunicazioni, che non impegnano l’Autorit? rispetto al merito, ? necessario affrettarsi – entro il 15 gennaio 2005 – e scrivere all?indirizzo sitoweb@garanteprivacy.it indicando nell’oggetto del messaggio il tema di riferimento. Garante Privacy

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