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    07
    feb.
    2005

    L’africa riunita nel segno di bob marley

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    da www.corriere.it Concerto benefico nella capitale etiopica per il re del reggae, in quello che sarebbe stato il suo sessantesimo compleanno ADDIS ABEBA - Almeno duecentomila persone si sono ritrovate nella piazza principale di Addis Abeba, Meskel Square, per celebrare con un megaconcerto il sessantesimo anniversario della nascita del re del rasta, Bob Marley, morto nel 1981, all?apice della sua carriera, di cancro.

    Una trentina di artisti si sono dati il cambio sul palco per una dozzina di ore, al grido di Africa Unite. Tra gli altri i figli di Bob Marley, la vedova Rita e poi Teddy Afro, Stone Love Sound System, Zeleke Gessose e Angelique Kidjo che ha intonato in duetto con Carmen Consoli (l?unica cantante non nera presente) ?Redemption Song?.

    Una manifestazione musicale ma con una profonda valenza politica, con un richiamo fortissimo all?Africa e all?Etiopia in particolare, terra promessa per tutti i neri spersi per il mondo. Il movimento Rasta predica la fine di ogni ingiustizia e di ogni guerra e lo sviluppo del continente attraverso l?istruzione dei ragazzi e la lotta all?Aids. La musica reggae ha scandito i minuti e le ore (il concerto ? cominciato a mezzogiorno ed ? andato avanti tutta la notte) e gli spettatori, venuti da tutto il mondo nero, dall?Africa, dai Caraibi, dal sud e nord America, sono diventati parte integrante della manifestazione, cantavano, ballavano sventolano i drappi con i colori dell?Etiopia – ma simbolo dell?orgoglio africano – verdi, giallo e arancio.
    In molti fumavano spinelli, un rito sacro per i rasta. Numerosi i ritratti dell?imperatore etiope Hail? Selassie, il cui nome originario era Ras Tafari (da cui il movimento rastafariano ha preso il nome e rivendica la gloria). Un concerto di questo genere non si mai visto in Africa, spesso illustrata solo con foto di gente che muore di fame o di morti ammazzati dalla guerra. La speranza degli organizzatori ? che invece l?icona finalmente cambi: ?Affidiamo il nostro messaggio di pace e giustizia alla musica – ha detto Rita Marley al Corriere -. Vogliamo che non parlino pi? mitra e cannoni, ma chitarre e tamburi?.
    Massimo A. Alberizzi

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