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    17
    feb.
    2005

    Adsl flat, wind inciampa sul boom

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    da www.punto-informatico.it Gli utenti Libero chiedono in massa il passaggio da free a flat, che anche per Telecom ? il futuro dell'ADSL italiana. Ma ? una migrazione sofferta Roma - Decine di migliaia di utenti l'hanno chiesta e sono rimasti in panne per mesi: l'ADSL flat rate di Wind gioca a fare la ritrosa, si promette ma poi si nega. ? la storia raccontata in decine di e-mail arrivate a Punto Informatico in questi giorni. Sono utenti che avevano sottoscritto un'Adsl senza canone di Wind e poi, scaduta la promozione a dicembre, avevano richiesto di passare alla tariffa flat.

    Tempo necessario per il passaggio: tre, quattro giorni, si legge nelle condizioni contrattuali di Wind. “Invece io aspetto dal 29 ottobre. Come me tanti altri: sui newsgroup c’? un putiferio di proteste”, scrive Emanuele T. Infatti. Wind conferma, con una disponibilit? e una trasparenza non comuni, date le circostanze: “50 mila utenti hanno aderito alla promozione e met? di loro poi ha chiesto di passare a flat. Abbiamo avuto problemi, i nostri sistemi informatici non sono riusciti a tenere il ritmo, cos? abbiamo accumulato ritardo. Per il disservizio, abbiamo regalato un mese di canone”, dice Antonio Converti, direttore marketing di Libero. “A fine gennaio ? stato passato il grosso delle richieste. Ne restano un migliaio, che contiamo di sistemare nelle prossime settimane”.
    Sono numeri notevoli, considerato che gli utenti Adsl di Wind, in tutto, sono 400 mila. Di questi, il 30 per cento ha un’ADSL flat; gli altri hanno una senza canone. “Ma le proporzioni tendono a cambiare: da gennaio stiamo attivando pi? ADSL flat che a consumo, con un rapporto di 52 a 48 per cento”.
    ? un segnale: gli utenti italiani hanno capito, stanno maturando; la massa si sta spostando verso l’ADSL per eccellenza, quella flat rate. Due sono le cause: l’evoluzione fisiologica del target (che sta imparando ad apprezzare l’ADSL) e “il calo dei canoni flat rate, ora sotto quota 30 euro”, dice Converti.
    ? una buona notizia per il settore, perché ? con le flat che si creano le fondamenta della banda larga italiana; gli utenti mordi e fuggi, le connessioni a singhiozzo (a 2 euro all’ora) non possono foraggiare i servizi e i contenuti dell’Internet matura, che ha bisogno di velocit? ma anche di calma e di tempi lunghi di navigazione: per l’e-commerce, per l’industria dei contenuti Web. Ed ? una buona notizia soprattutto per gli operatori che credono nella Tv e nel cinema via ADSL, servizi sui quali Telecom Italia punter? molto nei prossimi mesi, come annunciato.
    Cos?, il raddoppio di banda avuto in questi giorni, per volere di Telecom riguarda solo le ADSL flat e non quelle a consumo; il piano si chiarisce attraverso le parole di Riccardo Ruggiero, amministratore delegato di Telecom Italia: in una recente intervista ha detto che vorrebbe convincere i propri utenti a consumo (l’80 per cento del totale) a passare alla tariffa flat. “Sono gli utenti pi? fedeli, i pi? forti consumatori, quindi si comincia da l?”.
    Ripartiamo dalla flat, ? insomma il messaggio di queste settimane: ? qui il futuro dell’ADSL italiana, anche se adesso 3 dei 4 milioni di utenti ADSL hanno una formula a consumo. Ma ? servita soprattutto per una fase di passaggio, come trampolino di lancio: per fare assaggiare il servizio ai timidi e fare venire loro fame di banda larga. Sono molti, in Italia, i tecnofobi che hanno bisogno di questi incentivi, a quanto pare. Non se n’? sentita la necessit?, invece, nell’Europa del Nord e negli USA.
    A restare con l’ADSL senza canone, nel lungo periodo, saranno forse solo coloro che non l’hanno disdetta ma che non la usano pi?: navigando poco, c’? chi dice che torneranno al dial-up (pi? economico). L’ombra della formula senza canone si far? sentire per? a lungo sul mercato italiano. E non solo perché l’ha incentivato. Lascer? anche un’altra eredit?, poiché ? riuscita a incidere sui rapporti di forza tra operatori. Gli utenti, passando da free a flat, sono portati infatti a restare con lo stesso operatore, poiché devono rispettarne il contratto annuale, sottoscritto con l’attivazione dell’ADSL a consumo. Ed ? noto che sono i grandi operatori, soprattutto Telecom Italia, con la forza delle campagne pubblicitarie e di telemarketing, a dominare il mercato dell’ADSL senza canone; supremazia che ora si sposter?, quasi in automatico, nell’ADSL che conta davvero, quella flat…
    Se i processi fossero pi? agili, se fosse possibile passare con facilit? da un operatore all’altro, la concorrenza sarebbe pi? equilibrata. I provider non grandi avrebbero una possibilit? in pi? di conquistare, con le proprie offerte flat (nelle quali sono specialisti, pi? di Telecom), gli utenti Alice a consumo. L’ideale sarebbero contratti che durano meno di un anno; ma al momento non ? possibile, in Italia, per via degli alti costi, all’ingrosso, dovuti per attivare una linea. Sarebbe gi? un passo avanti se fosse possibile cambiare operatore al volo, alla scadenza del contratto, senza subire blackout di connessione per settimane o mesi: ma a riguardo, come conferma Paolo Nuti, presidente di Aiip, gli operatori non riescono ancora a trovare un accordo tra di loro e con Telecom Italia. E intanto, in una gabbia burocratica che appare sempre pi? stretta, il mercato inesorabile evolve; cambia per non cambiare: i vecchi rapporti di forza sono congelati, trasportati di peso in nuovi scenari. Quasi un fotomontaggio.
    Alessandro Longo

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