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    Home > articoli > Il coraggio
    25
    feb.
    2005

    Il coraggio

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    Salve. Sono un giovane di vent'anni che l'ha piacevolmente ascoltata gioved? sera in quel di Cerea. Purtroppo devo ancor leggere la nuova produzione. Mi ? piaciuta una sua battuta, la quale non sembra esser stata compresa dal pubblico (e questo ? soltanto un mio semplice parere):

    “FORSE NON CI HA ANCORA (e lei sembrava esprimere certezza in questo concetto)TOCCATI ABBASTANZA LA MISERIA IN CUI VIVIAMO. S?, CI LAMENTIAMO, CERTE INGIUSTIZIE O STORPIAGGINI DELLA VITA SOCIALE LE NOTIAMO, MA ALLA FINE L’IMPORTANTE ? PROSEGUIRE,PORTAR A CASA LA PROPRIA PELLACCIA”.
    Mi scuso se i termini non vengono da me citati alla perfezione comunque il concetto che sta sotto ? verissimo! Hanno perso valore tutte le cose che interessano il bene comune;sbagliano gli altri, sempre c’? un alibi ai propri sbagli ed alle proprie mancanze. Alla gente non affiorano alla mente quesiti del tipo “Io ragiono sulla mia vita? Su quella della gente che mi vive attorno?”, “So tirar fuori la mia idea (anche in contrasto con la massa) per esprimermi o, con le mie frasi, devo servire qualcuno pi? grande di me per ottenere dei favoritismi?”, “Faccio qualcosa di attivo per il futuro del prossimo?”.
    Questo NON PENSARE ? grave. Non intendo giudicare gli altri: le azioni che caratterizzano la vita di ognuno di noi non si possono giudicare. Per? ? brutto ai miei occhi (ed uso un linguaggio figurativo) sentire dei lamenti e non capire da dove provengono perch? chi li ha proferiti non vuole (e, per favore, non si dica “non ha il coraggio”, perch? in realt? secondo me non li ha sentiti ancora abbastanza propri!!!)comunicarli in pubblico. Le proprie idee non sono un attentato alla libert? di ognuno di noi, ma ne sono la linfa… Se non pensiamo e non comunichiamo (senza proclami, intendiamoci, ma almeno ognuno di noi nei luoghi del proprio comune di residenza) dove andremo a finire? E’ il mio parere: se le far? piacere rispondermi altrettanto ne procurer? a me nel leggere il suo ritorno.
    Salve ancora
    Marco

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