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    30
    mar.
    2005

    Pirateria, un nuovo bel decreto legge

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    da www.punto-informatico.it Le nuove norme contro la contraffazione presentano un singolare pericolo non solo per i consumatori e gli utenti ma anche per i gestori di aste online. Norme gi? in vigore Sono gi? in vigore a tutti gli effetti le disposizioni contenute nel decreto legge 35/2005 contro la contraffazione e la pirateria, norme che come spesso accaduto in questo settore negli ultimi anni contengono alcuni clamorosi punti oscuri, che si risolvono in una ulteriore incertezza del diritto, ergo in pericoli per utenti e gestori di servizi Internet.

    Lo spirito con cui ? stato prodotto il decreto legge ? quello che da tempo anima le istituzioni italiane, ossia la protezione della propriet? intellettuale delle industrie contro la copia o la contraffazione, integrata in provvedimenti che si occupano anche di moltissime altre cose. I contenuti del decreto, almeno in alcuni passaggi, creano molti pi? problemi di quanti il Governo probabilmente aveva inteso risolvere nel varare il decreto.
    All’articolo 1, comma 7, si legge:
    “Salvo che il fatto costituisca reato, ? punito con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000 euro l’acquisto o l’accettazione, senza averne prima accertata la legittima provenienza, a qualsiasi titolo di cose che, per la loro qualit? o per la condizione di chi le offre o per l’entit? del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di propriet? intellettuale. La sanzione di cui al presente comma si applica anche a coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere a qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la legittima provenienza”.
    Due i problemi che saltano agli occhi. Il primo ? legato alla responsabilit? diretta dell’utente-consumatore, che per? non sempre in rete ? nella condizione ideale per valutare la possibilit? che un bene che intende acquistare sia frutto di contraffazione: una normativa, dunque, che potrebbe influire sulla disposizione degli italiani all’e-commerce.
    Ma forse ancora pi? grave ? il secondo problema, quello che tira in ballo “coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere”, una locuzione che coinvolge direttamente i siti d’aste online e pi? in generale le piattaforme di e-commerce che svolgono un servizio a favore di chi vende e chi compra senza interessarsi direttamente dell’origine dei beni scambiati.
    Che la situazione sia delicata lo ha segnalato in queste ore anche la Federazione contro la pirateria musicale (FPM), un’organizzazione da lungo tempo impegnata contro l’industria del falso, secondo cui “le norme del decreto potranno colpire anche i siti che favoriscono aste o vendite di beni usati senza aver prima accertato che si tratti di contraffazioni, siano essi cd, dvd o altri prodotti che sono offerti in rete senza controllo”.

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