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    09
    mar.
    2005

    Ict, nella classifica annuale wef l’italia precipita al 45° posto

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    da www.repubblica.it Per il World Economic Forum pesano l'eccessiva burocrazia e gli scarsissimi investimenti in nuove tecnologie Perse 17 posizioni dall'anno scorso. Unici campi di eccellenza l'uso dei telefonini e i siti delle amministrazioni pubbliche GINEVRA - L'Italia perde 17 posizioni nella classifica annuale del World Economic Forum (Wef) sulle capacit? di sviluppo e utilizzo delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict): se l'anno scorso era ventottesima, quest'anno si ? ritrovata quarantacinquesima su 104 Paesi.

    L’Italia ? preceduta da tutte le grandi nazioni industrializzate, scavalcata da paesi in via di sviluppo come la Tunisia o il Sudafrica, e precede di una manciata di posti stati come la Giamaica e il Botswana. Sul punteggio pesano soprattutto i laccioli della burocrazia e la mancanza di investimenti in ricerca, cos? che nemmeno il terzo posto al mondo per numero di telefonini e il ventisettesimo per la qualit? dei siti Internet delle amministrazioni pubbliche riescono a risollevare la situazione.
    In vetta alla graduatoria – resa nota oggi a Ginevra dal Wef – ? per la prima volta Singapore, che scalza gli Usa, seguito dai paesi nordici con Islanda, Finlandia, Danimarca e Svezia rispettivamente al secondo, terzo, quarto e sesto posto. La Norvegia occupa un “rispettabile” tredicesimo posto. Quinti sono gli Stati Uniti.
    Ma mentre la discesa americana di cinque gradini ? in primo luogo dovuta ai buoni risultati degli altri Paesi in competizione – afferma il Wef – l’Italia mostra tutti i segni di un arretramento nel settore delle Ict. “Un ingombrante clima regolatorio, un’infrastruttura relativamente povera e carenze in aree quali la qualit? del sistema scolastico, i bassi livelli di collaborazione tra settore industriale e accademico, sono tra i principali fattori” che spiegano lo scivolone italiano nella graduatoria del Global information technology Report 2004-2005, afferma il Wef.
    Il peggiore voto – addirittura 103 su 104 – l’Italia lo ottiene per il “fardello amministrativo” (mentre Singapore ? prima). Pessimo il punteggio del nostro paese anche per la “qualit? delle istituzioni di ricerca scientifica” (79, mentre Singapore ? tredicesima), per gli investimenti nella ricerca e lo sviluppo (78) e per la priorit? data alle Ict dal governo.
    Gli italiani – nella classifica compilata in base a dati raccolti presso pi? fonti – ottengono per? un ottimo punteggio per l’uso dei cellulari: al capitolo quota di utenti di telefonini, l’Italia ? terza in graduatoria (Singapore ? solo quindicesima). Il Belpaese ? in buona posizione anche per la quota di utenti della telefonia fissa (9) e per i telefoni pubblici (6).
    Per la diffusione di Internet, l’Italia ? ventunesima per numero di utenti. Discreti i servizi online del governo (27).
    Oltre ai Paesi nordici e agli Stati Uniti, i vertici della classifica sono occupati da Hong Kong (7), Giappone (8), Svizzera (9) e Canada (10). Buona la posizione della maggioranza dei Paesi europei che – con Regno Unito (12), Germania (14), Paesi Bassi (16), Lussemburgo (17), Austria (19) e Francia (20) – sono ben 12 tra i primi venti in classifica. Per il Wef, nessun continente al mondo evidenzia pi? “eloquentemente” dell’Europa “le sinergie positive tra la diffusione delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni da una parte e l’aumento dei livelli di prosperit? dall’altra”.
    Per questo, “si pu? solo applaudire ai tentativi di dare nuova vita alla Strategia di Lisbona per far dell’Europa l’economia pi? competitiva del mondo. L’obiettivo, che probabilmente non potr? essere conseguito nel 2010, rimane pertinente e raggiungibile” secondo Augusto Lopez-Claros, Direttore del Programma di Competitivit? Globale al World economic forum.
    Giunto alla quarta edizione, The Global Information Technology Report si fonda su un’analisi empirica di dati provenienti da fonti riconosciute quali la Banca mondiale o l’Unione internazionale delle telecomunicazioni.

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