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    14
    mar.
    2005

    Il “trasloco” del polo artistico di bologna

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    Faccio parte di un Comitato di genitori, insegnanti e studenti che si sono uniti per dire no ala scelta di collocare il Polo artistico di Bologna in periferia, in considerazione di diversi fattori. La scuola ? unica sulla Provincia e molti studenti gi? vi arrivano facendosi carico di molti sacrifici.

    Per la natura stessa della didattica riteniamo che la scuola debba restare vicina al centro che ? sede di beni artistici, gallerie, mostre e quant’altro possa essere oggetto di studio.
    Inoltre siamo indignati per come le cose sono state gestite dall’allora assessore alla scuola Beatrice Draghetti, attuale presidente della Provincia di Bologna, nel pi? totale disprezzo del parere espresso da docenti, studenti ed insegnanti.
    I genitori, in particolare non sono mai stati informati, neanche all’atto dell’iscrizione, di un trasloco che ben si conosceva. Adesso ci si dice che sono stati spesi 40.000 euro per la messa a norma di un’ex istituto per ragionieri, i quali sono stati sfrattati a suo tempo e contro la loro stessa volont? in altre sede. Si ? dovuto adattare questo istituto (i lavori sono ancora in corso) per trasferirvi gli attuali liceo artistico e istituto d’arte, la cui unione darebbe vita appunto al Polo artistico che ora esiste solo sulla carta, a parte la gestione amministrativa.
    A detta degli insegnanti delle materie pittoriche e plastiche l’istituto ? assolutamente insufficiente e inadeguato, parere gi? pi? volte espresso e rimasto inascoltato e quindi siamo noi oggi a chiedere che ci si risponda di tale spesa, una spesa assolutamente sbagliata e forse evitabile.
    Oggi ci si dice, per di pi?, che potrebbe essere una soluzione provvisoria, ma forse questa gente non si rende conto di che cosa significhi traslocare due scuole artistiche, di cui una, l’istituto d’arte si trova nell’attuale sede da 120 anni e contiene una grande quantit? di opere, calchi e statue, anche dell’ottocento.
    Il liceo artistico ha gi? subito a suo tempo un trasloco, con sparizione di beni.
    Chi risponde di un tale trasloco e chi lo far?? Bidelli e professori?
    La sede dell’istituto d’arte verrebbe poi destinata al vicino liceo classico Galvani e in parte all’Universit?.
    Ma non sarebbe stato meno despendioso economicamente trasferire questo liceo, che non possiede beni particolari da traslocare e per il quale inoltre sarebbe stato pi? semplice adattare l’ex istituto di ragioneria?
    Ci dicono che la nuova sede ? e sar? bella, allora perch? non darla al Galvani?
    Il Galvani ? lo storico liceo classico di Bologna, quello per intenderci da cui escono futuri dirigenti, non si sa di cosa, gente che ha sicuramente un peso politico diverso da quanti sono usciti dalle scuole d’arte. In fondo le scuole artistiche in Italia che ragione hanno di esistere, l’Italia ne pu? fare a meno e in questo senso ha gi? lavorato la riforma Moratti.
    La scuola nel nostro paese ? davvero allo sfascio, ma c’? qualcuno a cui interessa?
    Vorremmo avere visibilit? e poter raccontare a quante pi? persone possibili quanto accade perch? pensiamo che la questione non sia una questione di metri quadri e navette atc che pensano di offrirci, ma di CULTURA, di QUALITA’ della DIDATTICA, di FUTURO dell’ARTE e della SCUOLA in questo paese.
    M. Alessandra Zaini

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