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    17
    mar.
    2005

    Avvocato ue: ‘l’irap ? un’imposta vietata’

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    da www.corriere.it Il ricorso presentato dalla Banca Popolare di Cremona Attesa per la sentenza della Corte di giustizia europea: potrebbe decidere l'abolizione della tassa sulle imprese

    BRUXELLES – L’Irap, l’imposta regionale sulle attivit? produttive, viene messa in discussione dalla giustizia europea. E si aprono scenari di una sua possibile abolizione da parte della Corte di giustizia europea.L?Irap “deve essere qualificata come un?imposta sulla cifra d?affari vietata dall?articolo 33 della sesta direttiva” dell?Unione europea.
    E? quanto scrive l?Avvocato generale della Corte di giustizia dell?Ue, Francis Jacobs, nelle sue conclusioni nella causa presso i giudici del Lussemburgo promossa dalla Banca Popolare di Cremona contro l?Agenzia Entrate Ufficio Cremona. In nove casi su dieci le conclusioni dell?Avvocato generale vengono fatte proprie dai giudici Ue nella stesura della sentenza. Quanto al rimborso da parte dello Stato italiano delle somme gi? pagate, Jacobs sostiene che gli effetti di una eventuale condanna della Corte ?dovrebbero essere soggetti ad una limitazione nel tempo con riferimento ad una data che dovr? essere fissata? dagli stessi giudici Ue.
    L?Avvocato generale spiega che l?Irap va considerata illegale perch? un doppione dell?Iva, fatto vietato dalle norme europee: “Giungo alla conclusione che un?imposta come l?Irap presenta le caratteristiche sostanziali dell?Iva ed ? colpita dal divieto sancito all?articolo 33 della sesta direttiva”, scrive Jacobs dopo una lunga valutazione giuridica dei criteri presi in considerazione per stabilire questa identit?.
    L?Avvocato stabilisce poi quali dovranno essere gli effetti retroattivi di una eventuale sentenza Ue di condanna, giungendo alla conclusione che il rimborso dovr? essere limitato, ma che per definirlo sar? necessario convocare una nuova udienza che faciliti ai giudici il compito di scostarsi da quanto indicato dalla giurisprudenza comunitaria. “I singoli – scrive – hanno il diritto di ottenere il rimborso di tributi nazionali riscossi in violazione del diritto comunitario”. Il periodo utile per chiedere la restituzione di quanto pagato allo Stato, aggiunge, di norma “si estenderebbe per 48 mesi”.
    Tuttavia, osserva, nelle udienze di fronte ai giudici del Lussemburgo “il Governo italiano ha asserito che gli importi riscossi nel corso di tale periodo erano superiori a 120 miliardi di euro”.Alla luce delle gravi conseguenze che sarebbero provocate dalla restituzione di una tale somma, gli avvocati delle autorit? italiane hanno “chiesto che gli effetti della sentenza siano limitati nel tempo”. Per l?Avvocato generale, la Corte “pu? eccezionalmente limitare la possibilit?” di applicare i precedenti della giurisprudenza comunitaria, a patto che si riscontrino una “buona fede” da parte dello Stato e “una grave difficolt?” a procedere al rimborso. La buona fede, a parere di Jacobs, ? attribuibile, in quanto nella lettera scritta dalla Commissione europea alle autorit? italiane il 10 marzo 1997 si legge: “La proposta di questa nuova imposta non appare incompatibile con la normativa applicabile nel settore dell?imposta sul valore aggiunto”. Anche il rischio di gravi difficolt? “appare reale”: “Un?efficacia temporale illimitata potrebbe perturbare retroattivamente il sistema di finanziamento delle regioni italiane”, osserva. Tuttavia, conclude, visto che per i giudici Ue “pu? essere difficile” decidere sulla limitazione nel tempo senza avere trattato la questione nelle udienze precedenti, “si consiglia alla Corte di riaprire la trattazione orale per sentire un?ulteriore discussione su questo punto”.
    E proprio il governo si dice pronto a modificare l’Irap. Come spiega il ministro dell’Economia Domernico Siniscalco, l’Irap ? un’imposta ?malpensata, da tempo volevamo riformarla, la modificheremo?. Siniscalco, sottolineando che la nuova imposizione ?sar? girata a favore della competitivit?, anticipando forse la sentenza Ue?, con nuove norme che potrebbero entrare in vigore gi? dal prossimo anno.

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