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    23
    mar.
    2005

    Albertazzi legge il romanzo di oliviero beha

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    (ANSA) - ROMA, 22 MAR - Ha avuto un lettore di eccezione il nuovo libro di Oliviero Beha dal titolo 'Sono stato io' (Marco Tropea Editore), presentato oggi al Teatro Argentina di Roma. Giorgio Albertazzi ne ha letti alcuni brani insieme all'autore, giornalista noto, polemista apprezzato, difensore di consumatori e degli utenti della pubblica amministrazione in note trasmissioni radiofoniche. Albertazzi e Beha erano sul palcoscenico in mezzo ad una dozzina di rappresentanti di associazioni ecologiste e libertarie (dal Wwf a 'Nessuno tocchi Caino') i quali sono intervenuti, ognuno sulla loro materia, ispirati dalla lettura dello stesso libro.

    Libro che non e’ chiaro se sia un romanzo in forma di saggio,
    o un saggio in forma di romanzo. Certo, come ha notato
    Albertazzi, sono pagine dense di polemica e intessute di ironia.
    In un’Italia iper-contemporanea, tanto caricaturale da
    sembrare vera, nel libro si aggira una strana figura di
    giornalista in crisi. In crisi esistenziale, per l’eta’ matura;
    in crisi professionale, per la quasi impossibilita’ di svolgere
    il proprio lavoro, senza servire un padrone; in crisi politica,
    stretto come e’ – e con lui tutto il paese – ”nel referendum
    quotidiano pro o contro Berlusconi”.
    Ad un certo punto, la svolta. Un amico mi da’ il consiglio
    giusto, compiere un’azione eclatante, che serva da sfogo a lui e
    alla nazione, un attentato. Da li’ in poi il libro tra realismo
    e iper-realismo si avvia verso una conclusione a sorpresa.
    Nella sostanza ‘Sono stato io’ e’ stato definito ”una
    ricognizione tra le macerie, soprattutto culturali, di un paese
    che sta rapidamente regredendo, e che sembra aver smarrito il
    senso del futuro”.
    Materia polemica, ironia, autobiografismo e cronaca si
    fondono in quello che Albertazzi ha apprezzato come un ”romanzo
    di grande livello, pieno di ironia nascosta”.

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