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    25
    mar.
    2005

    Da noi la realt? imita la finzione

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    DI OLIVIERO BEHA da l'Unit? Caro Direttore, vorrei qui segnalare un ?delitto?, reiterato quotidianamente sotto gli occhi di tutti ma non percepito come tale, almeno a giudicare dagli indizi che lo riguardano. Eppure ? un ?delitto di massa?, o meglio di massa mediatica. Anticipo che il ?morto? ? il cosiddetto ?principio di realt??, cio? il modo in cui consideriamo quello che ci succede nella vita quotidiana. Anche, tanto per fare un esempio di strangolante attualit? politico-elettorale, il pasticciaccio delle firme false della lista Mussolini e della pirateria informatica, e dei parenti ed amici che a vario titolo e con diverse responsabilit? ogni giorno saltano fuori in questa brutta ma non inedita vicenda. Non inedita, no: Bush non ? stato eletto per la prima volta presidente del primo potere (temporale) al mondo con caratteristiche dello stesso odore della questione ?firme-hacker-Laziomatica??.

    Indizi. Unabomber piazza una candela esplosiva in una chiesa(realt?)con ferimento di bambina, mentre in una puntata della serie ?Ris? in tv ? accaduto lo stesso (finzione).
    Polemiche, a seguito delle quali il produttore della serie promette di far arrestare il criminale in una puntata successiva (finzione). Il cardinal Bertone invita (realt?) a non leggere il best-seller gi? a 25 milioni di copie nel mondo, ?Il codice da Vinci? di Dan Brown (finzione) perché stravolge la storia della Chiesa e la vita di Ges? (realt?? finzione?). E? appena uscito un libro, ?Chi ha ucciso Silvio Berlusconi? (finzione) che secondo l?eurodeputato di Forza Italia, Antonio Tajani, dovrebbe essere ritirato perché mette in pericolo la vita del premier (realt?).
    Nel frattempo in Germania ? in produzione un telefilm con spunti da reality-show sul cancelliere Schroeder (finzione) che ha dato il suo benestare (realt?) perché, raccontano le cronache, ?ci fa una bella figura? (realt?? finzione?).
    Il tutto mentre negli Stati Uniti e altrove si raffinano, diciamo cos?, i reality anche sui bambini sul modello dello straordinario e anticipatore ?Truman show?, e in Italia tra poco ci diranno chi mander? in onda un reality sui malati terminali seguiti passo passo con il loro consenso fino alla morte, meglio se per Aids, che si vende di pi? (realt?? finzione?).
    Sugli indizi singoli non c?? granché di nuovo. E forse ? quasi offensivo per l?intelligenza e l?onest? intellettuale del lettore dover ribadire che chiunque pu? immaginare e tradurre in pratica creativa la sua immaginazione in qualunque campo, con i limiti imposti da un codice penale che gi? esiste. E a proposito del rapporto tra realt? e finzione, o se si preferisce a proposito di Oscar Wilde e del suo immortale aforisma ?la vita imita l?arte? (si sta ispirando ad esso il produttore della serie ?Ris??), forse Tajani farebbe bene a commissionare un ?Come ho salvato Berlusconi? (finzione) esattamente come in Spagna scrivono contro il ?Codice da Vinci?. Se non si sente bisogno di un romanzo ?correttivo? sul Presidente del Consiglio, ? probabilmente perché la sua immagine viene gi? sufficientemente ?riparata? dai media, specie televisivi (realt?? finzione?).
    Ma qui interessa meno Berlusconi, la Mussolini, Storace ecc. e pi? il ?delitto? di cui parlavo all?inizio. Ovvero il reato culturale e politico di aver fatto sparire la realt? camuffandola da finzione, in una glassa indistinta di cui non sembra si avverta la pericolosit?. Nel cortocircuito onnicomprensivo, gradualmente ma sempre pi? rapidamente si sta perdendo la bussola per orientarsi nel marasma delle cose che succedono davvero, appunto senza pi? quasi un principio di realt? cui riferirsi.
    E l?immaginario, il sistema di valori, le urgenze, le priorit?, le conseguenze comportamentali di ci? che si pensa o ancora di pi? si sente, stanno infilandosi per tutti in un imbuto che ci sta perdendo. ?Deus amentat quos perdere vult?, per stare ma in tutt?altro senso al cardinal Bertone, in attesa che da dietro un cespuglio spunti il buon Socci immadonnato (vero? finto?).
    Forse non ? mai abbastanza sottolineare quanto l?Italia berlusconizzata di oggi debba alla stagione dei ?Beautiful? pi? che ai telegiornali di Mediaset la trasformazione che abbiamo sotto gli occhi. Che non pu? a questo punto ridursi al solo Berlusconi, e neppure a chi lo ?uccide? in un romanzo. Anzi, fermo restando ovviamente il discorso libertario gi? fatto e erga omnes, forse lasciare in questi termini la questione, ?uccido o non uccido Berlusconi per finta?, contribuisce a non far percepire il problema pi? generale, di una mutazione che sta agendo in profondit? negli individui e nella collettivit? ben oltre l?apparenza.
    Ormai accettiamo tutto, e scende progressivamente la soglia dell?etica e della consapevolezza culturale dello stato del paese, perché lo spartiacque tra realt? e finzione ? ormai troppo esile, sfiora l?inesistente. E la politica rischia di impantanarsi tra chi specula sulla situazione e chi non riesce a vedere la politica oltre la politica comunemente intesa, anch?essa impastata di ?finzione realistica?. Fuori, per strada, c?? un immaginario giovanile che ? materialmente incapace di funzionare libero dagli schemi di un reality, c?? una societ? italiana tutta (magari si potesse tracciare un rigo con gli abitanti della realt? da un lato e quelli della fiction dall?altro) che ragiona e si comporta come se stesse vivendo in quella finzione che quotidianamente, vedi il mio elenco sommario, si mischia con ci? che accade davvero.
    Non ci sono ricette farmacistiche, se non una battaglia culturale e politica di lungo periodo per far capire che cos? non c?? futuro se non virtuale per nessuno, che faticosamente bisogna ricominciare a distinguere, che le firme false sono false e le responsabilit? delle violazioni informatiche se ci sono state sono un reato, non un tema per la prossima fiction. Ragionando cos?, anche un titolo come ?Chi ha ucciso Silvio Berlusconi? sembrer? un errore, perché orientato in direzione opposta alla politica del premier ma con modalit? mercantili che lo ricordano, alla Publitalia d?antan dei cervelli e dei sentimenti.
    Lo so, ? difficile resistere dal mettere il Berlusca in titoli cos?, il silvicidio tira (lasciatelo commentare a uno del ramo?). Ma ? il genocidio culturale cui stiamo assistendo che dovremmo contrastare, per tentare di uscire da un tunnel che ? perfino pi? nero di come lo descriviamo parlando dei conti Eurostat (realt?? finzione? gioco reale e simulato insieme delle tre carte?).

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