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    04
    apr.
    2005

    Quelle parole inascoltate

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    di Enzo Biagi da www.corriere.it Forse negli ultimi pensieri di Papa Wojtyla c?erano la cattedrale di Wavel, dove il giovane seminarista Karol era stato consacrato sacerdote, e il cimitero di Rakowicki, nel quale, durante la sua visita in Polonia, era andato a pregare e ad accendere tre lumini sulle tombe dei genitori e del fratello medico, ucciso nemmeno trentenne dalla scarlattina.

    Ho incontrato, qualche anno fa, Karol Wojtyla. L?occasione fu un programma televisivo, ?I Dieci Comandamenti ?, realizzato con Franco Iseppi e con l?autorevole consulenza del cardinale Ersilio Tonini: ci fu concessa un?udienza ed entrammo nelle stanze del Vaticano. C?ero gi? stato, ragazzino, perché avevo vinto un premio destinato al miglior tema degli studenti delle scuole medie. Allora mi diedero da reggere un piccolo stendardo ma io, dall?emozione nel vedermi davanti Pio XI, quasi glielo rovesciai in testa. Giovanni Paolo II fu con i miei collaboratori e con me particolarmente cordiale e scoprii il suo lato spiritoso. ?Santit?? gli dissi ?voglio rassicurarla: di Comandamenti non ne abbiamo né tolti né aggiunti ?. ?Vi ringrazio? rispose ?anche a nome di Mos??.
    L? mi accorsi che il Papa, al di l? di quanto rappresentava, e dall?apparato che lo circondava, era soprattutto un uomo. Oggi mi viene da pensare che quell?uomo che per ventisei anni ha guidato la Chiesa ? stato, in qualche modo, il meno ascoltato nel mondo: ha viaggiato, ha predicato, ha speso tutte le sue forze per convincere i potenti alla dottrina della pace, ma mi pare che le sue parole non siano state ascoltate. L?ultimo desiderio del Santo Padre ? stato chiedere che gli recitassero la liturgia delle ore, e gli ? stata letta l?ora terza del breviario, la preghiera che comincia con l?invocazione a Dio: ?Vieni a salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto?. Il Signore ha ascoltato il suo figlio Karol. Che ora venga anche in nostro aiuto.

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