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    27
    apr.
    2005

    Stretta sui messaggi pubblicitari ingannevoli. pubbliredazionali a rischio: editori avvertiti

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    Da www.odg.mi.it e su www.francoabruzzo.it La legge 6 aprile 2005 n. 49, che integra in materia significativa l'articolo 7 del Dlgs n. 74/1992, amplia i poteri dell'Autorit? garante della concorrenza e del mercato, giudice in materia di pubblicit? ingannevole o comparativa. "Nei casi di reiterata inottemperanza l'Autorit? pu? disporre la sospensione dell'attivit? di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni".

    Anche le pubbliche amministrazioni (come l’Ordine dei Giornalisti) “possono chiedere all’Autorit? garante che siano inibiti gli atti di pubblicit? ingannevole o di pubblicit? comparativa ritenuta illecita ai sensi del presente decreto, la loro continuazione e che ne siano eliminati gli effetti”.
    Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, nella seduta del 24 gennaio 2005, ha deliberato di segnalare, come soggetto pubblico interessato alla correttezza dell’informazione giornalistica, all’Autorit? Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) “tutte le ipotesi di pubblicit? tradizionalmente denominata ‘redazionale’, la quale si rivolge al pubblico con le ingannevoli sembianze di un normale servizio giornalistico, apparentemente riconducibile ad una disinteressata scelta della redazione”. Queste ipotesi ricadono nella pubblicit? occulta vietata da Dlgs n. 74/1992 e di cui l’Antitrust ? giudice esclusivo nei riguardi degli editori.
    Milano, 26 aprile 2005. Stretta in vista sulla pubblicit? ingannevole (o mascherata). Gli editori di quotidiani e periodici devono riflettere. Chi sar? giudicato dall’Autorit? garante della concorrenza e del mercato (Agcm o Antitrust) colpevole di aver pubblicizzato messaggi ritenuti ingannevoli rischier? infatti una multa da 1.000 a 100.000 euro, e dovr? pagarne almeno 25.000 chi far? pubblicit? a prodotti pericolosi per la salute, la sicurezza dei consumatori e quella dei bambini. In caso di inottemperanza ai provvedimenti d’urgenza e a quelli inibitori o di rimozione degli effetti, l’Autorit? applicher? una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 50.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorit? pu? disporre la sospensione dell’attivit? di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni. E’ quanto in sintesi prevede la legge 6 aprile 2005 n. 49 (pubblicata il 14 aprile), che ha modificato l’articolo 7 del Dlgs n. 74/1992 “in materia di messaggi pubblicitari ingannevoli diffusi attraverso mezzi di comunicazione”.
    Per ?pubblicit? ingannevole?, la legge intende “qualsiasi pubblicit? che in qualunque modo, compresa la sua presentazione, induca in errore o possa indurre in errore le persone fisiche o giuridiche alle quali ? rivolta o che essa raggiunge e che, a causa del suo carattere ingannevole, possa pregiudicare il loro comportamento economico ovvero che, per questo motivo, leda o possa ledere un concorrente”. Secondo l’articolo 4 (primo comma) dello stesso Dlgs n. 74/1992, “la pubblicit? deve essere chiaramente riconoscibile come tale; in particolare, la pubblicit? a mezzo di stampa deve essere distinguibile dalle altre forme di comunicazione al pubblico, con modalit? grafiche di evidente percezione”.
    In particolare:
    a) “l’Autorit? pu? inoltre richiedere all’operatore pubblicitario, ovvero al proprietario del mezzo che ha diffuso il messaggio pubblicitario, di esibire copia del messaggio pubblicitario ritenuto ingannevole o illecito, anche avvalendosi, nei casi di inottemperanza, dei poterii (istruttori) previsti dall’articolo 14, commi 2, 3 e 4, della legge 10 ottobre 1990, n. 287″;
    b) “Con la decisione che accoglie il ricorso l’Autorit? dispone inoltre l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 100.000 euro, tenuto conto della gravit? e della durata della violazione. Nel caso dei messaggi pubblicitari ingannevoli di cui agli articoli 5 e 6 la sanzione non pu? essere inferiore a 25.000 euro”. L’articolo 5 del Dlgs 74/1992 “considera ingannevole la pubblicit? che, riguardando prodotti suscettibili di porre in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori, ometta di darne notizia in modo da indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza”. Il successivo articolo 6, invece, “considera ingannevole la pubblicit?, che, in quanto suscettibile di raggiungere bambini ed adolescenti, possa, anche indirettamente, minacciare la loro sicurezza o che abusi della loro naturale credulit? o mancanza di esperienza o che, impiegando bambini ed adolescenti in messaggi pubblicitari, abusi dei naturali sentimenti degli adulti per i pi? giovani”;
    c) “In caso di inottemperanza ai provvedimenti d’urgenza e a quelli inibitori o di rimozione degli effetti, l’Autorit? applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 50.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorit? pu? disporre la sospensione dell’attivit? di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni”;
    d) “In caso di inottemperanza alle richieste di fornire le informazioni o la documentazione di cui al comma 3, l’Autorit? applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 20.000 euro. Qualora le informazioni o la documentazione fornite non siano veritiere, l’Autorit? applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 a 40.000 euro”;
    e) ?Per le sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti alle violazioni del presente decreto si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nel capo I, sezione I, e negli articoli 26, 27, 28 e 29 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni. Il pagamento delle sanzioni amministrative di cui al presente articolo deve essere effettuato entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento dell’Autorit??.
    Secondo il secondo comma dell’articolo 7 del Dlgs 74/1992 “i concorrenti, i consumatori, le loro associazioni ed organizzazioni, il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, nonché ogni altra pubblica amministrazione (come l’Ordine dei Giornalisti, ndr) che ne abbia interesse in relazione ai propri compiti istituzionali, anche su denuncia del pubblico, possono chiedere all’autorit? garante che siano inibiti gli atti di pubblicit? ingannevole o di pubblicit? comparativa ritenuta illecita ai sensi del presente decreto, la loro continuazione e che ne siano eliminati gli effetti”.
    Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, nella seduta del 24 gennaio 2005, ha deliberato di segnalare, come soggetto pubblico interessato alla correttezza dell’informazione giornalistica, all’Autorit? Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) “tutte le ipotesi di pubblicit? tradizionalmente denominata ‘redazionale’, la quale si rivolge al pubblico con le ingannevoli sembianze di un normale servizio giornalistico, apparentemente riconducibile ad una disinteressata scelta della redazione”. Queste ipotesi ricadono nella pubblicit? occulta vietata da Dlgs n. 74/1992 e di cui l’Antitrust ? giudice esclusivo nei riguardi degli editori.
    Il Consiglio, con questa delibera, ha inteso offrire agli editori una possibilit? concreta di riaprire il dialogo per arrivare, sul tema della commistione, alla scrittura di regole comuni e ha, comunque, richiamato le sue delibere 20 novembre 1986, 1° aprile 1996 e 27 ottobre 1997 sul tema della commistione tra informazione e pubblicit?. Il Consiglio, con la delibera, ha inteso, inoltre, rivolgere un appello al buon senso degli editori affinché acquistino consapevolezza dei danni provocati ai media sul piano della credibilit? e scrivano con l’Ordine nuove regole, ma ineludibili.

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